La Fiom a De Palma, l’Automotive a Marinelli: “Nubi su Cassino”

La nuova catena di comando Fiom Cgil conosce bene lo stabilimento Cassino Plant. Il dramma dell'energia, il dilemma dei semiconduttori. La prossima settimana vertice a Cassino

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

Dicono che sia uno dei pochi a scaldare i cuori come era in grado di fare solo Maurizio Landini, il sindacalista operaio che da Segretario Generale dei metalmeccanici Fiom ha combattuto battaglie senza quartiere fino ad arrivare al timone della Cgil. Dicono che abbia la stessa empatia di Landini. E soprattutto, la stessa grinta, identica caparbietà. Non a caso in questi anni da delegato del settore Automotive ha occupato gli schermi televisivi molto di più di Francesca Re David, la prima a raccogliere l’eredità di Landini che adesso l’ha voluta con lui nella Segreteria della Cgil. Con le dimissioni di Re David l’elezione di Michele De Palma ai vertici della Fiom era scontata. Lo è stata. Non c’è stata alcuna contrapposizione. Ha avuto la standing ovation di tutti i delegati, anche quelli della Segreteria provinciale di Frosinone e Latina presenti ieri a Roma all’assemblea che ha incoronato De Palma.

Compagno De Palma

Donato Gatti con Michele De Palma

Un grande compagno e un grande uomo. Ha sempre prestato la giusta attenzione al nostro territorio e ai nostri delegati” sottolineano il segretario provinciale Donato Gatti e la responsabile dell’indotto Stellantis di Cassino Rosa D’Emilio.

Lei è una delle più entusiaste dell’elezione di Michele De Palma: perché “so che l’impegno di De Palma nel sindacato nasce proprio all’interno di Fca. Conosce bene gli stabilimenti, ha seguito da vicino la fusione che ha portato a Stellantis. Conosce bene soprattutto Cassino, uno degli stabilimenti dove è stato maggiormente presente”.

Oggi pomeriggio, terminato il vertice al Ministero per lo Sviluppo Economico per la vertenza Blutec di Termini Imerese, lo raggiunto telefonicamente Alessioporcu.it. Dice: “Certamente gli impegni saranno maggiori, ma sarò comunque presente spesso a Cassino. È una delle realtà a cui sono maggiormente affezionato”.

Emergenza energia

Francesca Re David e Michele De Palma (Foto: Leonardo Puccini © Imagoeconomica)

Accende subito i riflettori su quelle che sono oggi le maggiori criticità non solo per Stellantis, ma per tutte le aziende: i rincari energetici. “Ci sono aziende che hanno problemi e aziende che stanno guadagnando, per questo bisogna tassare i profitti”.

Veste da combattente, così come Landini. “In questo momento – dice – siamo preoccupati perché non c’è un confronto con il Governo e i cittadini, nell’impatto con l’inflazione, stanno perdendo potere d’acquisto. Questa inflazione importata dai dati energetici richiede l’intervento del Governo affinché tagli le tasse sulla paga base delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici. A questo si aggiunge il rischio dell’occupazione perché si stanno fermando alcuni impianti”.

Abbiamo poi un altro problema da affrontare: ci sono giovani lavoratori, spesso precari, con una paga base sotto la soglia di povertà. Sarebbe auspicabile avviare una discussione seria in Italia, anche per avere un salario minimo dal punto di vista contrattuale e legale”.

Troppi stop a Cassino Plant

Cassino Plant, operai all’ingresso

Chi sta perdendo potere d’acquisto sono anche e soprattutto gli operai del comparto automotive della Ciociaria: nel 2021 sono stati quasi cento i giorni di stop, nel primo trimestre 2022 se ne contano già 16.

Un report stilato dalla Fim-Cisl sui primi tre mesi dell’anno evidenzia che “sono 5 anni che lo stabilimento continua a perdere volumi e occupazione. Dal 2017 ad oggi si è perso oltre il 65% della produzione e oltre 1100 occupati”. Se Ferdinando Uliano della Cisl vede il bicchiere mezzo pieno, in vista della produzione del Grecale, il suo collega della Fiom Simone Marinelli, subentrato a De Palma come coordinatore del settore Automotive evidenzia: “La situazione di Cassino è preoccupante perché con il Suv della Maserati termina il piano di Marchionne e dopo non c’è nulla. Non c’è un vero piano industriale. Si era prospettata la possibilità dell’elettrificazione per Giulia e Stelvio, ma ad oggi nulla si sa in merito. Quanto al Grecale abbiamo bisognerà vedere se riuscirà a garantire la piena occupazione”.

Questione di centraline

Michele De Palma e Simone Marinelli

Poco più di dieci anni fa, quando al vertice della Fiom c’era Landini, i metalmeccanici della Cgil temevano un accorpamento con Pomigliano. Un rischio che adesso sembra lontano, ma non impossibile. “Noi non ci stiamo alla logica della guerra tra gli stabilimenti, noi vogliamo salvaguardare l’occupazione in Italia. Il problema vero, oggi, è la coerenza dei semiconduttori. Un problema iniziato con la pandemia e che si trascinerà per tutto il 2022”.

Il motivo? “I semiconduttori – spiega Marinelli – vanno montati sulle centraline. Per darvi un’idea: sapete quante centraline si montavano su una Fiat Uno? Una sola. Su Giulia e Stelvio, così come su tutte le auto moderne, ne occorrono circa 200”.

Sempre il delegato Marinelli evidenzia poi il problema dell’indotto di Cassino, dove Stellantis sta internalizzando alcuni servizi legati soprattutto alla logistica, dunque alcune piccole aziende hanno già chiuso. Anche per questo motivo la prossima settimana il successore di Michele De Palma sarà a Cassino per un’assemblea con gli operai: “La situazione è preoccupante, inutile nasconderlo”.

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