La frattura silenziosa tra De Angelis e Schietroma

Da anni i due leader di Pd e Socialisti non fanno nulla per cercare di ricomporre un quadro di centrosinistra a livello provinciale. Adesso a Frosinone si è determinata una situazione ulteriore, dalla quale sarà impossibile tornare indietro. Senza che nessuno prenda l’iniziativa.

È la prima volta che a Frosinone si verifica una spaccatura tra i due Partiti storici della sinistra italiana, vale a dire il Psi e il Pd, erede del Pci-Pds-Ds  ma anche della Sinistra Democristiana, poi confluita nella Margherita e nel Ppi.

Il vice segretario nazionale socialista Vincenzo Iacovissi era stato indicato come candidato a sindaco di Frosinone anche nel 2017, ma alla fine Gian Franco Schietroma aveva effettuato un passo indietro per far convergere il Partito su Fabrizio Cristofari, indicato dal Pd. Stavolta è andata diversamente.

In diversi fanno riferimento a quanto successo nel 2012, quando il Psi si schierò con Domenico Marzi mentre il Pd con Michele Marini. Per la verità però tanti esponenti del Partito Democratico sostennero comunque Marzi. Sono lontanissimi i tempi nei quali Ds, Margherita e Psi stravincevano a Frosinone con percentuali enormi. E’ cambiato tutto, il centrosinistra non è più quello di una volta e nel capoluogo il Pd non riesce neppure a trovare un candidato sindaco.

La lenta rottura

Francesco De Angelis e Gianfranco Schietroma

La frattura tra Francesco De Angelis e Gian Franco Schietroma si è consumata nel silenzio e lentamente, in tutti questi anni. Mai i due leader hanno davvero avviato un confronto politico per cercare di capire cosa davvero si è rotto. Perché è chiaro che qualcosa di fondamentale si è rotto.

Il centrosinistra in Ciociaria ha perfino anticipato i tempi rispetto all’Ulivo di Romano Prodi. Alla Provincia le giunte di centrosinistra hanno sempre governato, con maggioranze nelle quali Pds e Ds andavano a braccetto con il Psi. Non che mancassero i problemi, ma gli stessi venivano risolti.

Il Comune di Frosinone ha rappresentato per quasi quindici anni il fiore all’occhiello, proprio grazie alle vittorie di Domenico Marzi e Michele Marini. I Socialisti di Schietroma erano protagonisti indiscussi.

Tutto è cambiato

Gian Franco Schietroma (Foto: Paolo Cerroni / Imagoeconomica)

Ad un certo punto però tutto è cambiato e mai nessuno ha cercato di capire cosa si era davvero rotto. Perché forse era fin troppo chiaro: il Pd non ha avuto bisogno dei Socialisti ritenendo che si sarebbero dissolti per consunzione. C’è un passaggio chiave nella lettera con cui, nelle settimane scorse, Gian Franco Schietroma chiude le porte ad ogni dialogo con i Dem. Il passaggio è quello in cui si evidenzia che in due anni il Segretario regionale del Partito non è mai stato ricevuto una sola volta dal governatore del Lazio.

Che i ponti levatoi fossero alzati lo si è visto alle scorse comunali di Alatri: i Socialisti hanno detto al Pd che non si può costruire in cinque giorni quel dialogo che non c’è stato per cinque anni.

Quest’anno un ulteriore elemento di disgregazione: il Psi andrà con Vincenzo Iacovissi candidato sindaco, il Pd riuscirà a trovare un suo esponente, ma comunque ci saranno anche altri candidati a sinistra. Senza che De Angelis e Schietroma provino perlomeno a cercare di rimettere a posto i cocci dopo.

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