La frusta di Salvini: “Chi attacca i coordinatori andrebbe espulso”

L'ira di Matteo Salvini dopo i risultati delle Comunali. Le liti a Frosinone: "Una cosa che con Bossi non sarebbe mai successa. Anzi, sarebbero già stati espulsi". Il preavviso di un repulisti: “Sappiate, che non c’è posto per tutti”.

Serve compattezza anche dentro la Lega perché almeno quattro parlamentari hanno attaccato i loro Coordinatori provinciali. Una cosa che con Bossi non sarebbe mai successa. Anzi, sarebbero già stati espulsi“: la fronda sul Carroccio in provincia di Frosinone diventa un caso nazionale. Lo tocca direttamente Matteo Salvini durante la riunione con i parlamentari leghisti che il capitano ha tenuto ieri al teatro Sala Umberto di Roma.

Non bastano i sindaci

Matteo Salvini (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Matteo Salvini ne ha avuto per tutti. Frosinone ha portato numeri record? Addirittura tra i migliori balzi in avanti di tutto il Lazio? Complimenti ma “non mi consolano i 71 nuovi sindaci eletti dalla Lega perché quando perdi nelle grandi città hai perso. E quando la gente non vota hai perso”. Non vuole che accada di nuovo. “Siccome ci sono circa 150 grandi Comuni che votano l’anno prossimo ho proposto al centrodestra di individuare i candidati sindaci entro questo autunno per evitare di arrivare in ritardo come in questa occasione“. (Leggi anche “Bravo Nicola”: Salvini mette fine alla fronda nella Lega).

Non gli va giù quello che è successo a Frosinone ed in un altro paio di località italiane. Con le urne ancora calde è iniziato il regolamento di conti interno. Non c’è spazio per le faide. Non è questo il tempo, ha fatto capire il Capitano. Dicendo: “La sconfitta delle amministrative ci dice che la divisione non premia, la litigiosità non premia“.

Non c’è posto per tutti

Matteo Salvini ha fatto ai suoi parlamentari un bagno di realismo. Spiegando che non si andrà a votare prima del 2023. E per questo che ha chiesto più compattezza. Ma soprattutto ha avvisato che con il taglio dei 350 parlamentari deciso con il referendum cambiano molte cose. “Sappiate, che non c’è posto per tutti”.

Francesco Zicchieri

Un messaggio arrivato dritto ai parlamentari. Tra i primi a sotterrare l’ascia del dissenso e sintonizzarsi sull’onda salviniana è stato il vice capogruppo a Montecitorio Francesco Zicchieri, vincitore nel collegio uninominale di Frosinone la volta scorsa.

«La responsabilità della sconfitta – ha detto Zicchieri – non è certo di Matteo Salvini, ma di una classe dirigente che pensava di poter vivere solo e sempre con i voti di Salvini». Il deputato di Terracina ma originario di Alatri ribadisce un concetto espresso lunedì in diretta su Teleuniverso: «Siamo noi nei territori a dover chiedere scusa a Salvini e non il contrario».

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