La grande furbata di Riccardo Del Brocco

L'inaugurazione del comitato elettorale di Riccardo Del Brocco è una sfida al cuore dello schieramento avversario. Che ha ipotizzato l'adesione al progetto del Grande Capoluogo. Il centrodestra dcie no. E chiama la lista "Grande Ceccano"

Romano Castellano Sindici
Romano Castellano Sindici

Conte del Sacco (ma non inquinato)

Più abile del Gatto e della Volpe contro Pinocchio, più furbo del Lupo con Cappuccetto Rosso: quel furbastro di Riccardo Del Brocco mette a segno un altro punto nella corsa per le elezioni comunali di Ceccano. Segnato in un personale pallottoliere che per sua fortuna gli altri non vedono e forse nemmeno sanno interpretare.

Ciuffo e aspetto scanzonato: vecchio trucco, lo usò Ulisse presentandosi nella reggia come un dimesso viandante; i Proci sbagliarono valutazione e se ne accorsero troppo tardi.

La prima mossa

Stefania Furtivo e Roberto Caligiore inaugurano la sede di Grande Ceccano

La prima mossa l’ha piazzata qualche settimana fa con l’evento ‘Il sasso nello stagno‘. Tanta scenografia, allestimento coreografico, il tocco di un professionista di spessore nazionale come Salvatore Lala: quel giorno Riccardo Del Brocco mandò un segnale preciso al centrodestra finito in frantumi. Il segnale era “se non vi riaggregate adesso, la settimana prossima io sono il candidato sindaco perché oggi ho lanciato il sasso nello stagno omettendo solo un passaggio: dire che mi candido; o ricomponete o parto”. (leggi qui Del Brocco, prove generali da candidato sindaco)

Riccardo Del Brocco aveva capito un passaggio decisivo: la campagna elettorale si fa adesso e chi parte ora ha il vantaggio di raccontare ciò che vuole; un vantaggio che sarebbe stato folle regalare all’avversario.

La conseguenza è stata che nel giro di pochi giorni il centrodestra si è riunito. Ha fatto i conti ed ha giocato l’unica carta credibile: l’usato garantito Roberto Caligiore. L’unità della coalizione così ottenuta gli ha consentito di dire che la sua caduta avvenuta in estate era frutto di una congiura interna e non di suoi limiti amministrativi. (leggi qui Caligiore come Nasser, dalla caduta al trionfo della candidatura unitaria)

La Grande Ceccano

L’inaugurazione del Comitato

La seconda mossa è una sfida diretta, un assalto frontale ad un centrosinistra silenzioso e ancora in affanno nella costruzione del suo schieramento da contrapporre a quello del centrodestra.

Oggi infatti Riccardo Del Brocco ha inaugurato il comitato elettorale della sua lista civica in appoggio a Caligiore. Ed ha cambiato appositamente il nome al suo schieramento: chiamandolo “Grande Ceccano”. Nessuno lo ha intuito ma sarà una dei colpi fondamentali della prossima campagna elettorale. Perché mira dritto al cuore del programma avversario allestito dal candidato sindaco Marco Corsi.

Corsi è l’ex presidente del Consiglio Comunale, con le sue dimissioni è stato determinante per la caduta del governo di Roberto Caligiore. Ora guida il fronte opposto, civico e di centrosinistra con Dem e Socialisti che hanno garantito la loro adesione. Nel presentare la sua candidatura Marco Corsi la settimana scorsa ha detto di voler valutare il progetto sviluppato dal presidente di Unndutria Giovanni Turriziani per la creazione di una grande città intercomunale da centomila abitanti.

Quel giorno Corsi ha detto «Non vedo perché dovremmo escludere questa ipotesi a prescindere. Io dico esaminiamola, valutiamola: se può farci crescere insieme agli altri perché respingerla? Se Frosinone ma anche Veroli e Ferentino la vedono di buon occhio perché noi dovremmo dire no senza nemmeno approfondire l’argomento?» (leggi qui Senza effetti speciali, Marco Corsi ufficializza la candidatura).

Ora, Ceccano è terra particolare. Nella quale puoi dire tutto. Ma nemmeno lontanamente puoi mettere in discussione la Contea, il campanile e l’orgoglio di appartenenza. Chiamare la lista “Grande Ceccano” è una mossa geniale di Riccardo Del Brocco: un attacco a Marco Corsi sfidandolo a continuare a dire sui palchi che intende aderire alla creazione della grande metropoli.

E poco importa che se andasse in porto, Ceccano manterrebbe il nome, il sindaco, il campanile e buona parte del resto; poco porta il fatto che la metropoli intercomunale sarebbe capace di attrarre milioni e milioni di fondi europei.

La sfida culturale

Il gruppo di Grande Ceccano

La mossa di Riccardo Del Brocco, a prescindere dal risultato delle prossime elezioni comunali, ha un merito: alza il livello culturale dello scontro. Obbligherà i candidati a parlare di cose concrete sul palco.

Obbligherà a confrontarsi su un tema sul quale aggregarsi o dividersi. Ci saranno molta demagogia ed esagerazioni, da una parte prespetteranno la morte della storia di Ceccano e dall’altra la pioggia di zecchini da Bruxelles in caso di unione: ma è innegabile che finalmente si va verso una campagna elettorale nella quale c’è un tema.

Paradossalmente, offre al centrosinistra un motivo per aggregarsi intorno ad un’idea. O per spaccarsi in maniera definitiva.

Il centrodestra è sicuro che il suo elettorato sia visceralmente contro a questa ipotesi di aggregazione (che è cosa ben diversa dalla fusione). Al punto di issare la bandiera: voi siete per il grande capoluogo e noi per la Grande Ceccano.

Madrina Stefania

La cronaca dell’evento. Madrina dell’ianugurazione è stata Stefania Furtivo, consigliere provinciale e presidente della Commissione Pari Opportunità. Un ulteriore segnale politico della solida vicinanza tra Riccardo Del Brocco ed i Fratelli d’Italia.

Presente il candidato sindaco Roberto Caligiore ed i vari candidati al Consiglio. Hanno preso la parola Giancarlo Santucci, Stefano Di Pofi e Rino Liburdi.

Il senatore Massimo Ruspandini

Ciuffo appena sistemato dal parrucchiere, Del Brocco ha aperto parlando di coerenza e ricordando come l’impegno preso durante Il sasso nello stagno fosse quello di inaugurare i comitati entro la fine dell’anno. “Questa sarà la nostra stella polare: promettere e realizzare. Nel piccolo come nel grande“.

Il maltempo dei giorni scorsi gli ha fornito un assist. “Abbiamo avuto una notte di Natale con 600 famiglie al buio, chiesa inclusa, per un guasto alla linea elettrica. Bene una delle prime cose da fare sarà aprire un tavolo con i gestori del servizio elettrico e telefonico. Servono elettrodotti, non è pensabile nel 2020 di avere ancora i fili per aria e al primo albero che cade lasciare centinaia di famiglie senza servizi”.

Roberto Caligiore ha ribadito il concetto del golpe con cui è stato fatto cadere: “Qui ci sono persone delle quali posso fidarmi, possono fidarsi i ceccanesi, una grande squadra, per una grande ceccano appunto!”.

La sfida è lanciata.