La grande sfida della Regione: 50 milioni per abbattere le liste d’attesa

Il Governatore Nicola Zingaretti e l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato hanno lanciato il piano straordinario di recupero di una serie di prestazioni sanitarie che non è stato possibile erogare durante il periodo della pandemia da Covid-19. L’intervento sarà imponente e radicale e riguarderà la medicina specialistica ambulatoriale, gli interventi chirurgici e i percorsi di screening oncologici. L’obiettivo è chiudere il cerchio entro fine anno

Un piano straordinario, soprattutto incisivo. Per abbattere le liste d’attesa della Regione Lazio. L’obiettivo è recuperare gli interventi chirurgici, i ricoveri ospedalieri, le prestazioni specialistiche ambulatoriali e di screening. Tutto quello che non è stato possibile erogare durante il periodo della pandemia da Covid-19.

Una grande sfida lanciata dal Governatore della Regione Nicola Zingaretti e dall’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato. In mattinata hanno presentato nei dettagli il programma d’interventi messi in campo dall’ente.

Quasi 50 milioni d’investimenti

Nicola Zingaretti (Foto: Carlo Lannutti © Imagoeconomica)

Il piano operativo prevede un impegno straordinario di spesa a favore delle aziende sanitarie e ospedaliere della regione Lazio di 47.970.518 euro.

Allo stesso tempo il documento fissa una serie di indicazioni alle quali le aziende ospedaliere del Lazio devono attenersi al fine di rispettare gli obiettivi previsti.

Entrando nello specifico i circa 48 milioni di euro sono così suddivisi per attività sanitaria: specialistica ambulatoriale 35.388.145 euro; interventi chirurgici 9.946.964 euro; percorsi di screening oncologici 2.635.408 euro.

“Le onde pandemiche dal 2020 hanno inciso in un rallentamento in alcune offerte e prestazioni tra cui le analisi e gli screening, allungando le liste di attesa – ha commentato ZingarettiOra siamo dentro a una nuova ondata, ma non solo non rallentiamo, vogliamo accelerare e aprire una nuova guerra alle liste d’attesa. Dentro una fase di grande battaglia del Covid si apre una grande battaglia contro le liste di attesa con interventi imponenti e radicali”.

Cosa è rimasto dietro

FOTO © OLIVERIO / IMAGOECONOMICA

Ma quanto è rimasto di arretrato? Solo nel campo della Specialistica Ambulatoriale, la Asl di Frosinone ha un arretrato di 51.140 prestazioni, la Asl di Latina 37.615; nei Castelli la Asl Roma 6 ha 118.640 prestazioni arretrate. La situazione peggiore è alla Asl Roma2: 123.340 prestazioni da recuperare. A Viterbo sono 46.415 ed a Rieti 14.583.

Sul fronte degli interventi chirurgici: la Asl di Frosinone ne deve recuperare 1.220 mentre la Asl di Latina ne ha 1.009 e la Roma 6 invece 1.332. La situazione più dificile è sempre alla Roma 2 dove gli interventi accumulati sono 2.380. A Viterbo ce ne sono 1.118 ed a Rieti 333.

Sul fronte della lotta ai tumori. La Asl di Frosinone deve recuperare 35.800 percorsi di screening oncologici mentre quella di Latina 30.043. A Viterbo scendono a 14.787 ed a Rieti sono 5.807. Il massimo degli arretrati è anche in questo caso alla Roma2 dove se ne sono accumulati 125.290; alla Roma 6 sono 41.559.

I dettagli del piano

L’ospedale “Spaziani” di Frosinone

L’intervento predisposto dalla Regione riguarderà in particolare il recupero delle prestazioni di medicina specialistica ambulatoriale non erogate nel periodo dell’emergenza entro dicembre 2020, almeno nella quota del 90% del totale.

Inoltre è prevista l’ottimizzazione dei turni del personale medico e di comparto, e dell’uso degli spazi, delle tecnologie ed attrezzature. Programmata l’apertura dei presidi sanitari nelle ore serali e nelle giornate di sabato e domenica e l’utilizzo delle prestazioni aggiuntive da parte del personale sanitario presente nelle strutture pubbliche.

Si potrà fare ricorso a strutture private accreditate per l’erogazione di parte delle prenotazioni sospese all’interno del budget loro assegnato.

I numeri e gli indicatori

Alessio D’Amato (Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Un piano operativo ambizioso ed incisivo per abbattere le liste d’attesa che tanto fanno tribolare i cittadini del Lazio. “Il piano riguarda il recupero di 684 mila prestazioni di specialistica ambulatoriale; oltre 15 mila interventi chirurgici differiti; 400 mila prestazioni di screening oncologiche e il recupero di 7500 PET. Il tutto entro il 31 dicembre 2022”, ha precisato l’assessore regionale D’Amato.

Sotto analis diversi indicatori per fissare gli obiettivi previsti.

Per la medicina specialistica ambulatoriale si è valutato il differenziale dei volumi delle prestazioni erogate nel 2019 e nel 2021 con un incremento del numero e della tipologia. Mentre per gli interventi chirurgici la valutazione ha riguardato gli interventi in lista a gennaio 2022, distinti per classi di priorità.

Nel capitolo screening oncologici è stato valutato il differenziale dei volumi delle prestazioni critiche per i 3 percorsi di screening erogati nel 2021.

Infine, la Regione Lazio, oltre a garantire le risorse economiche per il recupero dei ricoveri ospedalieri, delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e di screening, prevede l’incremento del monte ore di assistenza specialistica ambulatoriale convenzionata interna.

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