La guerra nel Pd è finita, votate in pace

Pace nel Partito Democratico. Francesco De Angelis e Antonio Pompeo ufficializzano l'unità ritrovata. Lo fanno con una cena al Bellaria di Castelnuovo Parano, presenti 13 sindaci. Primo passo: l'accordo per la presidenza dei Servizi sociali. E per le elezioni Provinciali...

La lotta nel Partito Democratico è finita: l’ascia di guerra è stata sepolta con una cena riservata, lontano da occhi indiscreti, sulle colline di Castelnuovo Parano nel ristorante Bellaria. L’hanno organizzata insieme Francesco De Angelis ed Antonio Pompeo, i leader delle due componenti eternamente in lotta nel Pd: i post Ds di Pensare Democratico ed i post renziani di Base Riformista. Questa volta, per dare un segnale di unità tangibile a tutti sono arrivati insieme.

«Fino a ieri ci sarebbero state due cene, una di Pensare Democratico ed una di Base Riformista, organizzate in due ristoranti diversi, per affrontare gli stessi argomenti e magari arrivare agli stessi risultati» ha commentato Francesco De Angelis.

Antipasto, pizza ed elezioni

Enzo Salera

Non erano soli i due leader: schierato a tavola c’era tutto l’armamentario in fascia tricolore disponibile nell’area. Presenze per nulla scontate come quella di Enzo Salera sindaco di Cassino ed ispiratore della linea unitaria che punta a superare le correnti; finora non si è allineato né con una né con l’altra sensibilità interna ma ha dialogato con entrambe reclamando però il rispetto del suo ruolo. C’era l’ex Segretario provinciale Simone Costanzo, oggi sindaco di Coreno Ausonio, a lungo espressione di Area Dem alleata a corrente alternata ora con l’uno ora con l’altro fronte.

Presente anche Libero Mazzaroppi, sindaco di Aquino con frequentazioni che vanno dai renziani di Orfini fino ai post socialisti, spigoloso in servizio permanente sia con De Angelis che con Pompeo. Il sindaco Giuseppe Villani fresco di conferma ad Esperia grazie a 40 voti di più, Benedetto Cardillo di Ausonia, Ferdinando Tommaso De Magistris di Vallemaio.

Da Terelle è arrivata la neo sindaca Fiorella Gazzellone, con lei c’erano Sergio Messore (Sant’Ambrogio sul Garigliano), Giovanni Di Meo (Vallerotonda), Ornella Carnevale (Pico), Benedetto Murro (Pignataro Interamna). A fare gli onori di casa non poteva mancare Oreste De Bellis, il sindaco di Castelnuovo Parano, con il ‘confinante’ Francesco La Valle di San Giorgio a Liri. Cinque gli assenti, tutti giustificati.

Menù libero, la maggioranza ha preso antipasto di montagna e pizza.

Il menù politico

Simone Costanzo

Ben più gustoso il menù politico. Portata principale: colomba. Quella della pace. Non annunciata ma servita nei fatti sotto gli occhi di tutti i tredici sindaci a tavola. È stato Francesco De Angelis a dire «Noi abbiamo diverse sensibilità ma abbiamo anche il dovere dell’unità».

Primo piatto della serata: l’elezione del nuovo presidente del Consorzio dei Comuni del Cassinate per la Programmazione e Gestione dei Servizi Sociali. È l’ente nato nel 1996 e che riunisce tutti i Comuni dell’ex Distretto sanitario D della Asl di Frosinone.

Lo Statuto parla chiaro: a Cassino spetta di diritto la vice presidenza, mentre la presidenza deve andare ad uno dei piccoli Comuni del circondario. Perché? Perché il Distretto è composto da piccole realtà, quasi tutte sotto i 5mila abitanti ed il Presidente deve rappresentare le loro sensibilità. La discussione ha visto Antonio Pompeo chiedere una riflessione unitaria e trasversale, libera dal condizionamento delle correnti; Francesco De Angelis ha chiesto ai sindaci di individuare tra loro un nome che abbia la disponibilità di tempo necessaria per svolgere le funzioni di coordinamento e soprattutto l’esperienza che il ruolo richiede. Un ruolo di mediazione e di equilibrio fondamentale lo ha giocato Enzo Salera: il fatto di avere le mani libere dalla presidenza e dalle correnti gli ha consentito di giocare la partita a 360 gradi.

Non c’è un nome designato. ma in un modo o nell’altro, tutti o quasi hanno chiesto a Simone Costanzo di tenersi a disposizione.

Il botto Pd alle Provinciali

Francesco De Angelis e Antonio Pompeo

Il Partito Democratico presenterà una lista di Partito alle prossime provinciali. Ce ne sarà anche una civica ma non sarà una valvola di sfogo per gli scontenti nel Pd: il Partito si conterà sul simbolo. Su questo punto stavolta non c’è distinzione tra le posizioni di Pompeo e De Angelis.

E la Civica? Ci si sta ragionando ma Francesco De Angelis non ha nascosto l’irritazione per l’indiscrezione fatta l’altro giorno da Alessioporcu.it secondo la quale lì potrebbero trovare collocazione figure come il sindaco di Pontecorvo Anselmo Rotondo ed altri esponenti centristi come Gioacchino Ferdinandi sindaco di Piedimonte San Germano. Ci sono anche altri nomi del nord della Provincia.

Il Pd vuole fare il pieno questa volta. E per riuscirci doveva prima ricostruire l’unità. L’ascia di guerra è stata sepolta davanti a tutti nella tranquillità del Bellaria.

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