La lady di ferro e la cortina di fumo

Siamo ancora nella 'luna di miele' per il nuovo Governo. E se non bastasse c'è pure una cortina fumogena a ripararlo dalle questioni serie. Ma non ha molto da temere: con l'opposizione di Letta e Conte si può stare tranquilli

Franco Fiorito

Ulisse della Politica

In una vecchia trasmissione radiofonica Fiorello pubblicizzava una marca inventata di patatine “energetiche ispirate alla musica techno che iniziava ad andare in voga. Consigliava per verificare se fossero le originali di appoggiare il pacchetto all’orecchio, se questo faceva “kunz kunz kunz”, il ritmo assillante dei bassi, allora erano originali.

Chissà se abbia consigliato lo stesso metodo a Giorgia Meloni per distinguere i rave illegali dalle manifestazioni legali. Infatti si sa che la caratteristica dei rave è il ritmo altissimo ed assordante dei bassi. Si sa anche che i due si conoscono bene, molti ricorderanno che la Meloni stessa da giovane fu babysitter della figlia di Fiorello come lei stessa ha avuto modo di raccontare.

La cortina fumogena

Giorgia Meloni

Si perché la norma sui rave party, quella sul contante, l’altra sugli sgomberi degli abusivi ed il ritorno a grande richiesta del dibattito sui migranti hanno monopolizzato la scena dei primi giorni di governo del nuovo esecutivo Meloni.

Non si capisce ancora se con abile strategia mediatica il ricorso a tali temi sia stato scientificamente indotto o se veramente si è arrivati a parlare di questi temi, come possiamo dire educatamente, diciamo secondari rispetto a quelli incombenti della crisi economica perché si ritenessero realmente prioritari.

Nel gergo politico una volta si chiamava “cortina fumogena” una tecnica di difesa nell’arte militare che consiste nello stendere uno schermo di fumo che cela i movimenti di mezzi o uomini, al nemico. Anche se oggi le tecnologie sono avanzate funziona sempre. Avete visto per esempio quei piccoli esplosivi a grappolo che lanciano gli aerei sotto attacco per sviare i colpi nemici o per ingannare i sensori termici. Ne sono piene di immagini i telegiornali che parlano della guerra in Ucraina.

Nella loro versione antiquata o in quella moderna la cortina fumogena funziona sempre. Distrae, consente di prendere tempo e di nascondere i veri movimenti ai nemici. Così è stato anche in questi giorni per il governo Meloni che ha sfidato a singolar tenzone le opposizioni su temi tutto sommato comodi evitando in questo modo di impattare subito sul discorso economia e guadagnando qualche giorno per approntare le prime idee di misure da affrontare.

L’agenda resta quella di Draghi

Everardo Dalla Noce da piazza Affari

Ed in effetti non ci deve essere voluto molto perché in sostanza da quanto si capisce per ora non ci si discosta molto dai dettami delle celeberrima agenda Draghi. Comprensibilissimo a pochi giorni dall’insediamento, evidentemente più comodo e sicuro in un periodo di rodaggio. Vedremo se resterà tale la linea o arriveranno apprezzabili spunti innovativi che tutti aspettiamo.

Lo certifica l’atteggiamento assolutamente morbido ed ossequioso dei mercati e delle istituzioni europee. Nessuno scossone tutti dati positivi nessun allarme dei mercati che, come avrebbe detto l’indimenticato Everardo Della Noce collegato dalla borsa, “sembrano credere nell’esecutivo Meloni”.

La prima uscita europea della premier in Europa è stata tutta rose fiori e sorrisoni. Accolta in pompa magna ma osservata quasi come un oggetto misterioso da studiare. Gli unici rompiscatole: i tedeschi ed i francesi che gentilmente chiedono che ci accolliamo i migranti di tutta Europa. Ma forse non si sono ancora accorti che il Governo è cambiato. Si sa oltralpe a svegliezza non spiccano affatto.

La fiera dei paradossi

Foto: Carlo Lannutti © Imagoeconomica)

Però oggi tutto è luna di miele, amore incondizionato verso la nuova premier ed è giusto che sia così visto il brillante successo elettorale. Ho visto gente che non ha i soldi manco per offrire l’aperitivo festeggiare l’aumento del contante ignara che se il contante nelle tasche non lo hai proprio non cambia nulla. Ho visto gente che mandava i poliziotti coi droni a stanare pericolosi passeggiatori sulle spiagge in tempo di covid protestare per la stretta sui rave party.

Ed ho visto gli stessi che sparavano con gli idranti ai portuali di Trieste che manifestavano, inneggiare alla libertà di manifestazione violata da norme liberticide. Ho visto gente felice per lo sgombero di famiglie senza casa ma soprattutto ho visto sindaci annunciare la residenza per chi ha violato la legge occupando.

Ho visto politici a cui non hanno dato il Ministero degli Interni per non monopolizzare il dibattito sui migranti parlare tutti i giorni incessantemente solo del dibattito sui migranti, senza peraltro correre il rischio di essere processati. Ed ho visto leader democratici andare in piazza per la pace dopo aver mandato miliardi di armi per alimentare la guerra ed essere giustamente cacciati in malo modo.

Ho visto ex premier che hanno secretato le forniture militari chiedere che il dibattito sulle nuove debba essere svolto in parlamento. Ho visto vicepresidenti del consiglio in carica criticare le norme sui rave e finire su Propaganda live al grido “da bacchettoni a fricchettoni”.

Infine, ho visto cose che voi umani non potreste neanche immaginare in questa prima settimana di governo Meloni, ma nonostante questo sono molto più incredibili di quelle che annunciò Rutger Hauer nei panni di Blade Runner nel capolavoro di Ridley Scott del 1982.

Mano alle bollette

La premier corretta dai ministri

Insomma “le navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser”, non sono niente in confronto al dibattito di questa settimana. “E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia”.

Però alla fine della settimana dopo tanto lavorio dibattimentale esce la notizia che tutti attendevano. Il governo stanzierà trenta miliardi per l’economia, l’energia ed il caro bollette. Poco conta che siano finanziati a debito ma almeno un terzo di questi sarà disponibile nel 2023 gli altri due terzi nel 2024, sperando di arrivarci indenni. Cauto infatti anche Giorgetti che nel Documento di Programmazione allegato si spinge a dire che saranno certamente utili a coprire i fabbisogni fino a marzo e poi andrà rifatto un controllo sulla tenuta delle previsioni effettuate.

Lo stesso Giorgetti protagonista di un piccolo siparietto in conferenza stampa con una Meloni apparsa comprensibilmente stanca per il tanto lavoro ed i molteplici impegni. Corregge infatti la premier che parlando del gas indicava le unità di misura in migliaia di metri cubi. Lei si corregge ma sbaglia di nuovo indicandolo in milioni e lui le suggerisce che invece sono miliardi di metri cubi alche lei un po’ sorpresa se la cava con qualche simpatica battuta. Tutto molto normale ed alla gente piace, ma provate a pensare se un Draghi ad esempio durante la conferenza stampa fosse stato ripreso da un ministro che lo correggeva per ben due volte in pubblico. Sarebbe stato incenerito dallo sguardo da banchiere laser.

La stessa Meloni poi viene ancora cortesemente corretta quando poco dopo annuncia il nuovo incontro europeo sull’energia per il 24 febbraio poi per il 24 gennaio infine per la giusta data il 24 novembre. Tanto che lei stessa fa spallucce e scherza “scusate oggi è così”, “ormai impazzisco con i numeri”.

E tutti gli astanti ridono artificiosamente ma molto istituzionalmente.

Sondaggi in crescita

I detrattori subito hanno criticato ma in fondo questa aura di normalità molto popolare piace alla gente. Almeno fino a quando le misure del governo soddisfano i desideri degli italiani diciamo. In fondo di Lady di ferro ce n’è stata una sola, la Margaret Tatcher, ed emularla non è cosa semplice. Poi alla fine della luna di miele si avrà modo di valutare concretamente se molte misure in lavorazione sono piaciute davvero e speriamo soprattutto siano state sufficienti a migliorare lo stato economico del paese.

Di certo oggi va tutto bene i sondaggi sono ottimi anzi in crescita. Sono già nati i siti dei bimbi della Meloni (visto la fine delle bimbe di Conte io starei attento) e tutti sostengono il governo convintamente.

Oddio tutti tutti no. Mentre Renzi e Calenda sembrano averla presa sportivamente e maramaldeggiano, il duo Letta Conte pare proprio di no. Ignari dei loro problemi interni si lanciano in invettive su qualsiasi tema prendendo quasi sempre improperi di ritorno. Con una differenza. Che Letta sembra prossimo ad una imminente sostituzione mentre Conte nonostante il dimezzamento dei voti si atteggia da vincitore. Parla come un leader di sinistra sfida la sinistra sui temi sociali (ci vuole poco) e sembra quasi aver lanciato un opa sul Pd.

Pd che alle prese col problema di come mantenere l’immenso carrozzone sia in termini di costi che di incarichi è alle prese con un focoso dibattito interno. In particolare essendo da sempre il Partito dei dirigenti pubblici osserva sfilarsi di qua e di la funzionari che provvisoriamente vanno a promettersi al nuovo esecutivo in cerca di gloria. Una situazione direi molto fastidiosa in termini di tenuta generale.

Ipotesi scioglimento

Nicola Zingaretti

Se poi si pensa che c’è chi ne invoca addirittura lo scioglimento o che la tessera numero uno De Benedetti non perde occasione per demolirli, qualche problemino lo abbiamo. Lo deve aver capito Nicola Zingaretti che continua a rimandare la data delle sue dimissioni cercando di piazzare più atti possibile prima della campagna elettorale ed una manovra economica indirizzata agli interessi di campagna elettorale.

Sembra più evasivo di Antonius Block il protagonista de Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman. Decise di sfidare a scacchi la Morte, per rimandare la sua dipartita, e la Morte acconsentì al rinvio. Ma provvisoriamente. Ovviamente fatti i cinematografici e filosofici paragoni, qui non muore nessuno.

Piccola apocalisse

Insomma un periodo di grandi cambiamenti ed annunci inaspettati, una piccola apocalisse politica. In fondo il termine apocalisse deriva dal greco apokálypsis, composto di apó e kalýptō, significa un gettar via ciò che copre, un togliere il velo. Letteralmente: scoperta o disvelamento, rivelazione.

Non a caso il Settimo Sigillo di Bergman inizia con la frase biblica dell’apocalisse:

«Quando l’Agnello aperse il settimo sigillo, nel cielo si fece un silenzio di circa mezz’ora e vidi i sette angeli che stavano dinnanzi a Dio e furono loro date sette trombe».

Ed a proposito di cose che voi umani non avete mai visto… Avete ascoltato la bocca del disegnatore Vauro, notissimo comunistone antiberlusconiano, proferire parole di apprezzamento per quanto ha detto Il Cavaliere sulla guerra in Ucraina?

Ora ditemi voi, se non sono segni dell’apocalisse questi…

(Leggi qui tutte le analisi di Franco Fiorito).

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright