La leadership azzoppata di Tajani e le manovre di Fazzone

In Forza Italia inizia la stagione delle prese di distanza. Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini sconfessano la linea di Berlusconi sull’accordo con la Lega, Elio Vito continua a “martellare” le strategie di Tajani. E intanto nel Lazio Claudio Fazzone ha condotto il partito esattamente dove voleva lui

Quando nacque il Governo Draghi tutti erano certi che nella squadra dei ministri ci sarebbe stato Antonio Tajani. Invece Forza Italia indicò Mara Carfagna, Maria Stella Gelmini e Renato Brunetta. La leggenda narra che fu Gianni Letta a fare le “convocazioni”. Silurando Antonio Tajani, il quale per la prima volta nella sua vita politica alzò la voce e minacciò di sbattere la porta e andarsene. Silvio Berlusconi lo nominò coordinatore nazionale.

Nei mesi scorsi, quando venne fuori che ad Arcore avevano già apparecchiato la tavola della federazione (leggi annessione) tra Lega e Forza Italia, sia Mara Carfagna che Maria Stella Gelmini si misero di traverso. Renato Brunetta tenne un profilo più soft, ma nemmeno lui fa i salti di gioia. Pochi giorni fa, quando al Meeting di Cl a Rimini, Antonio Tajani ha fatto gli equilibrismi pur di non sbilanciarsi su Lamorgese e Durigon, Elio Vito (molto ascoltato nel gruppo di Forza Italia) lo ha fulminato. (Leggi qui Tajani finisce nel mirino: “Su Durigon è Ponzio Pilato”).

Qualche ora fa Carfagna e Gelmini hanno difeso con forza il ministro Lamorgese. Dalla Lega si sono detti meravigliati che le due ministre parlino come Enrico Letta.

La leadership ed i dubbi

Matteo Salvini

In realtà Matteo Salvini sta cominciando a chiedersi cosa gli porterebbe davvero un accordo con Forza Italia sul modello di una federazione. Perché molti esponenti dei gruppi parlamentari “azzurri” non vogliono essere “annessi” dalla Lega. Ma siccome l’operazione politica è stata già fatta con il placet di Silvio Berlusconi, è evidente che in Forza Italia sono possibili fuoriuscite e riposizionamenti.

Mai come in questo momento ci sarebbe bisogno di una guida politica, che Silvio Berlusconi non può garantire come prima. Lo stesso Berlusconi, seppur in ambito centrodestra, aveva pensato a Giovanni Malagò. Ma il presidente del Coni ha dribblato l’ipotesi con una maestria degna di Lionel Messi.

Resta però aperto il punto della leadership non riconosciuta di Antonio Tajani. Non riconosciuta dai gruppi parlamentari e dagli altri big “azzurri”. Non dalla Carfagna e dalla Gelmini, non da Vito e da Brunetta.

Fate il vostro gioco

Claudio Fazzone

In questo clima ognuno giocherà le sue carte. A cominciare dal senatore e coordinatore regionale del Lazio Claudio Fazzone. Il quale ha ottimi rapporti con gli alleati di Lega e Fratelli d’Italia, ma non per questo è intenzionato a seguirli comunque e dovunque. Lo ha dimostrato a Fondi e anche a Sora se vogliamo. In questa clima in provincia di Frosinone Forza Italia si appresta a vivere una stagione decisiva, che inizierà con il turno delle comunali del 3 e 4 ottobre e che si concluderà con il voto di Frosinone nel giugno 2022.

Forza Italia può fare accordi con chiunque, su questo non ci sono dubbi. Ed è esattamente il terreno dove voleva arrivare Claudio Fazzone.

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