La Lega di Salvini, il ruolo di Durigon e i pezzi persi in Ciociaria

Il Carroccio vola perché i voti li prende il Capitano. Claudio Durigon lo ha capito perfettamente e lavora per includere. Anche Ottaviani. In un anno, però, in provincia la Lega non ha sfondato alle amministrative e in diversi sono stati allontanati: Fabio Forte, Alessia Savo, Thaira Mangiapelo. Sicuri che è la strada giusta?

Un anno fa in provincia di Frosinone la Lega sul piano politico contava poco o nulla. Poi è arrivato il 4 marzo 2018 ed è cambiato tutto.

In questo territorio sono stati eletti deputati il coordinatore regionale Francesco Zicchieri e Francesca Gerardi, consigliere comunale di Pontecorvo. Mentre il senatore Gianfranco Rufa coglieva il successo in quel di Viterbo.

Contemporaneamente, però, veniva eletto come capolista nel proporzionale, collegio Frosinone e Latina, Claudio Durigon. Lo guardi e capisci immediatamente che ne sentirai parlare presto. Infatti è sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Bruno Vespa, Giovanni Floris e Corrado Formigli fanno a gara per averlo ospite in trasmissione. Adesso è sempre lui, Claudio Durigon, a cercare di convincere il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani a candidarsi alle europee con la Lega. (Il fantasma che turba la candidatura europea di Nicola Ottaviani).

Perché Durigon ha capito al volo la lezione del 4 marzo, che continua peraltro. I voti non vanno alla Lega, ma a Matteo Salvini. La militanza resta l’unico propellente del Carroccio e va esercitata con umiltà e spirito di sacrificio.

In provincia di Frosinone in un anno è cambiato tutto negli assetti della Lega. Ma più di qualcosa non ha funzionato. Perché Kristalia Papaevangeliu è stata prima messa ai margini e poi recuperata, mentre il coordinatore sul quale si era puntato, Fabio Forte, è stato scaricato subito dopo la vittoria elettorale. Stessa sorte per Alessia Savo, che alle regionali aveva preso migliaia di voti, sfiorando l’elezione per un niente.

I gruppi consiliari nei Comuni sono cresciuti grazie alle adesioni di esponenti di Forza Italia e delle liste civiche di centrodestra. Però non sono mancati anche contrasti. Come quello che ha caratterizzato il rapporto tra il partito e Thaira Mangiapelo, consigliere comunale di Frosinone. Aveva concorso in Forza Italia, era stata tra le prime ad aderire al Carroccio, poi ha espresso le proprie opinioni, magari perfino in modo vibrato. Alla fine il coordinatore provinciale Carmelo Palombo ne ha decretato l’uscita dal gruppo consiliare. (leggi qui Thaira giù dal Carroccio comunale: «Troppo polemica». Lei: «Vogliono imbavagliarmi»).

Per carità, nessuno si meraviglia delle dinamiche politiche. Ci sta tutto. Però la Lega vola nei sondaggi perché vola Matteo Salvini. Il quale ha l’obiettivo di includere e di provare a prendersi l’intero elettorato del centrodestra. Non sta lì a polemizzare o a firmare scomuniche, cerca invece di allargare la base elettorale. L’operazione Ottaviani, comunque vada a finire, nasce in questo tipo di contesto.

Magari Claudio Durigon potrebbe dare uno sguardo a quello che è successo nell’ultimo anno in provincia di Frosinone. Dove la Lega non ha sfondato alle elezioni comunali di Ferentino, Anagni e Fiuggi, dove in diversi sono stati sbattuti fuori. Sicuri che sia questa la linea di Matteo Salvini? Per il quale i parlamentari e coloro che ricoprono cariche apicali nel partito devono dare l’esempio, dimostrando loro per primi di essere soldati? Perché di gradi la Lega non ne ha bisogno. C’è solo il Capitano.


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