La Lega si è fermata a Durigon. E a Sora

La dimissioni da sottosegretario al Mef di Claudio Durigon non sono state digerite dal Capitano Matteo Salvini, che infatti ha iniziato il bombardamento al Governo Draghi. Sul piano locale il caos di Sora dovrà essere superato. Ma dopo le comunali a livello nazionale inizierà una discussione sulla collocazione del Carroccio. E quello sarà l’appuntamento decisivo.

Le dimissioni di Claudio Durigon da sottosegretario al Mef sono andate di traverso a Matteo Salvini. Fosse stato per lui si poteva andare alla conta in aula sulla mozione che Pd e Cinque Stelle avrebbero presentato e che sarebbe stata votata anche da Leu. Ma non da Italia Viva. Mentre Forza Italia si sarebbe probabilmente spaccata. Insomma, si poteva anche superare l’ostacolo. Ma Salvini ha convinto il fedelissimo al passo di lato dopo aver capito che significativi settori del Carroccio avrebbero votato per la sfiducia nel segreto dell’urna. E d’altronde sia il ministro Giancarlo Giorgetti che il Governatore del Veneto Luca Zaia lo avevano detto e fatto capire.

Ma da quel momento in poi Salvini ha cambiato linea. Dopo aver preso atto che il premier Mario Draghi non avrebbe preso in considerazione nessuna delle sue richieste: dalla messa in discussione del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese al Green pass.

Il fiato dei Fratelli sul collo

Giorgia Meloni e Matteo Salvini

Con il fiato sul collo di Fratelli d’Italia, per la Lega si apre la stagione più complicata. Matteo Salvini vuole far capire chiaramente che è sempre lui a guidare il Partito, ma l’ala governativa è forte.

I risultati delle comunali di Milano, Roma, Torino, Bologna e Napoli saranno importanti, anche per capire gli attuali rapporti di forza con il Partito di Giorgia Meloni.

Poi bisognerà affrontare il tema della federazione con Forza Italia e con gli altri cespugli centristi. Tra gli analisti c’è perfino chi non esclude che nella Lega la segreteria del Capitano possa essere messa in discussione qualora le amministrative dovessero andare male. Ma è uno scenario estremo.

Il Carroccio si è fermato a Sora

Lino Caschera, Nicola Ottaviani, Pasquale Ciacciarelli

In provincia di Frosinone la Lega è guidata da Nicola Ottaviani, che proprio con Matteo Salvini ha instaurato un rapporto molto forte. Ottaviani vede una Lega più spostata al centro, che dialoghi con il mondo cattolico e con i moderati. Si tratta di capire se sarà questo il modello di Carroccio dopo il 3 e 4 ottobre.

Intanto però in provincia di Frosinone da tempo non c’è un confronto che coinvolga, oltre al coordinatore provinciale Nicola Ottaviani, quello regionale Claudio Durigon, i parlamentari Francesco Zicchieri, Francesca Gerardi e Gianfranco Rufa, il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli.

Senza un passaggio del genere sarà impossibile provare a ripartire guardando ai futuri appuntamenti amministrativi e politici. Perché di fatto la Lega si è fermata a Sora, con il tavolo del centrodestra saltato soprattutto per responsabilità di alcuni dei suoi uomini più rappresentativi sul territorio: Lino Caschera che trascina con se, volente o nolente, Pasquale Ciacciarelli.

Ma ora si aprirà una stagione di caratura nazionale sull’identità del Carroccio.

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