La legge della giungla: benvenuti nella politica locale

Sono terrorizzati e perciò hanno deciso di provare a prendersi tutto per ottenere per loro le pochissime candidature importanti che restano in provincia di Frosinone.
I “baroni” della politica locale hanno passato la notte appena trascorsa in bianco, con calcolatrice, compasso, squadra e… palla di vetro. Per cercare di scrutare un futuro da brividi. La riforma del Senato ha cambiato tutto: i posti in tutto il Lazio scendono da 17 a 5, in provincia di Frosinone, se va bene, ce ne sarà uno. Ma quell’uno coinciderà con il ruolo di consigliere regionali. La Ciociaria ne elegge 4, di consiglieri regionali.

L’Italicum, per la Camera, prevede un posto di capolista e altri 5 a pedalare per ogni Partito. In tutto, se dovesse andar bene, si possono eleggere 3 o 4 deputati. La somma è la seguente: 4 consiglieri regionali + 3 deputati + 1 (forse) senatore = 8 posti veri che contano. Tutto il resto è fuffa: la presidenza della Provincia (che non decide nulla), la fascia da sindaco (i Comuni non hanno più soldi), gli assessori e i consiglieri comunali.
Gli enti intermedi diventano quindi delle pedine fondamentali per ottenere un’elezione che conta. Ma gli enti intermedi in grado di determinare qualcosa e spostare gli equilibri sono tre: la Saf, l’Asi e il Cosilam. Ai quali si aggiunge naturalmente la ASL, l’Azienda Sanitaria Locale.
Francesco De Angelis, mostro sacro del Pci-Pds-Ds e uno dei due Dioscuri del Pd (l’altro è Scalia) da tempo ha indiviuduato il “filotto” vincente. Infatti alla Saf ha fatto eleggere l’ex manager della Asl Mauro Vicano, all’Asi si è fatto eleggere direttamente lui (chi fa da sé fa per tre), al Cosilam ha piazzato l’imprenditore Pietro Zola grazie ad un’intesa con il presidente della Camera di Commercio Marcello Pigliacelli, decisivo anche all’Asi.
Manca la Asl, ma De Angelis si sta muovendo all’unisono con il consigliere regionale Mauro Buschini, sempre del Pd. I nomi che vorrebbero piazzare sono due: Renato Sponzilli e Narciso Mostarda. Il primo di diretto riferimento di De Angelis nonostante al vertice della Asl di Latina sia stato messo dall’allora leader del Pdl Alfredo Pallone. Quanto a Narciso Mostarda, non viene dall’ortodossia Democrat ed è equidistante tra De Angelis e Scalia. Ma non fa niente.
E gli altri? Il Nuovo Centrodestra di Alfredo Pallone ha capito che i tempi delle “vacche grasse” sono finiti e sta cercando alleanze con il Pd ovunque. L’unico modo per mantenere un minimo di potere. In Forza Italia di Mario Abbruzzese ha fatto lo stesso, ma ora ha la necessità di smarcarsi per le elezioni.

Alla fine della fiera però i posti che contano sono 8: 4 consiglieri regionali, 3 deputati, 1 senatore (forse). Proviamo a fare il semplice elenco di chi potrebbe concorrere, senza neppure specificare dove. L’accendiamo? Acceso.
PD: Francesco Scalia, Maria Spilabotte, Nazzareno Pilozzi, Mauro Buschini, Antonio Pompeo, Marino Fardelli, Simone Costanzo, Sara Battisti, Luciano Gatti, Lucio Migliorelli, Carlo Di Cosmo. Poi tantissimi altri come seconde linee.

FORZA ITALIA: Antonio Tajani, Mario Abbruzzese, Antonello Iannarilli, Danilo Magliocchetti, Nicola Ottaviani, Pasquale Ciacciarelli, Alessia Savo, Silvio Ferraguti, Maria Paola D’Orazio, Ombretta Ceccarelli, Adriano Piacentini. E molti altri.

NUOVO CENTRODESTRA : Alfredo Pallone, Gianni Celli, Andrea Amata, Annalisa D’Aguanno, Massimiliano Mignanelli, Ernesto Tersigni, Adriano Roma, Gianfranco Pizzutelli.

Ci fermiamo qui. Resta inteso che i pochissimi posti a disposizione dovranno essere ripartiti tra tutte le forze politiche in campo. Quindi, facciamo una media di 2-3 a partito fra Camera e Regione-Senato? “Il pesce grande mangia quello piccolo”: è la legge della vita, della sopravvivenza. Anche in politica.
Prepariamoci: succederà di tutto, amicizie andranno in frantumi, tradimenti si consumeranno di notte e di giorno, a pranzo e a cena, perfino durante il sonno (vigile). Le folgorazioni sulla via di Montecitorio e della Pisana si moltiplicheranno e vedremo gente che invertirà il senso di marcia tante di quelle volte da perdere l’orientamento.

Il libro che verrà letto avidamente sarà Il Principe di Machiavelli. Il nuovo eroe è già stato scelto: Cesare Borgia.

E’ la legge della giungla. Benvenuti nella politica locale.

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