La legge dell’ospitalità che spiana la via verso gli angeli (di P. Alviti)

C'è una legge antica, non scritta nei Codici, tramandata da madre a figli. È la legge dell'ospitalità. Nasce dall'esigenza di offrire un riparo sicuro a chi è in pericolo. Ne parlano le Scritture. Spiana l via verso gli angeli

Pietro Alviti
Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli

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Prenda un caffè, gradisca un bicchiere, faccia come se fosse a casa sua… Sono frasi che abbiamo imparato da piccoli, quasi succhiato dal latte delle nostre madri a preservare un modello di vita antichissimo, con le radici che affondano nelle grandi civiltà mediterranee in cui l’ospitalità è elemento centrale della cultura, della vita, dei rapporti interpersonali.

La legge dell’ospitalità faceva sì che ogni abitazione, ogni piccolo villaggio, ogni città diventasse un luogo accogliente in grado di salvare i viaggiatori, i pellegrini, i mercanti, dall’assalto dei briganti: mia madre sintetizzava questa grande legge universale con l’espressione “lasciare la chiave alla porta”.

Anche la Bibbia offre tanti esempi di una legge così umana: Abramo riceve i tre viaggiatori nella sua tenda, Lot li ospita nella sua casa nonostante le minacce degli abitanti di Sodoma, la vedova di Sarepta offre ad Elia che bussa alla sua porta tutto quello che ha , pur sapendo che erano le ultime cosa da mangiare per lei e per suo figlio. Il bambino presente alla grande predicazione del Monte delle Beatitudini non esita ad offrire i suoi due pani e i suoi cinque pesci, che diventeranno pane per tutti.

La logica di quella legge era semplice: non sai mai chi potrebbe essere il tuo ospite, non sai mai se la tua vita potrebbe essere cambiata in meglio. Oggi invece siamo sopraffatti dalla paura: ci vengono raccontate storie terribili che annientano le tante buone testimonianze di accoglienza, di accordo, di collaborazione che costellano la storia delle nostre città.

Se seguiamo soltanto la cronaca, senza entrare in contatto diretto con la vita, il mondo ci sembra un arena gladiatoria in cui la sopraffazione è la regola principale: perciò blindiamo le nostre case, diffidiamo di chiunque, sospettiamo di ogni azione. Ma basta andare oltre la cronaca nera per vedere quante buone azioni, quanta solidarietà, quanto aiuto tra le persone non raggiunge mai la prima pagina dei giornali.

Dovremmo recuperare la legge dell’ospitalità, dovremmo investire di più sulla fiducia, dovremmo sottolineare di più il bene, piuttosto che lasciarci spaventare dal male.

E potremmo davvero incontrare degli angeli…