La libertà di Grieco e Marzano. Che non è mai a prescindere…

La seconda tappa del festival della Filosofia. Il vicedirettore del TG2 Maria Rita Grieco (con sangue verolano) dialoga con la scrittrice Michela Marzano. La libertà di essere come ci si sente di essere. Liberi 'da' qualcosa per poi essere liberi 'di' fare qualcosa

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

La libertà che passa attraverso le pari opportunità. Ma anche la necessità di essere liberi “da” qualcosa per poter poi essere liberi “di” fare qualcosa. La libertà che non è mai assoluta ma è limitata dalla presenza degli altri. Ne hanno discusso ieri sera nel chiostro di Sant’Agostino a Veroli, la giornalista e vicedirettore del Tg2 Rai Maria Rita Grieco e la scrittrice e professoressa della Université Paris Descartes, Michela Marzano. L’occasione è stata la seconda serata del Festival della Filosofia (leggi qui La sfida di Veroli: riempire le piazze per ragionare).

Dopo il pienone di domenica sera in piazza Santa Salome con Stefano Massini gli organizzatori temevano un fisiologico calo di pubblico. Che invece non c’è stato. Tutte occupate le sedie predisposte nel chiostro, al punto tale che c’è stato anche chi ha preferito stare in piedi pur di poter assistere al dibattito. (leggi qui La scomoda verità di Massini svelata alla piazza di Veroli)

PRESENZE

L’avvocato Francesco Scalia con l’abate emerito dom Bernardo D’Onorio e l’ex sindaco Danilo Campanari

La voglia di ragionare, lo spunto per riflettere, fanno accadere incontri inattesi. In piazza s’è rivisto l’Abate emerito di Montecassino Fabio Bernardo D’Onorio che da un anno si è ritirato nella sua casa di Veroli. Ha incrociato sulle scale che portano al chiostro l’ex sindaco comunista Danilo Campanari. E mentre si salutavano è arrivato anche il professor Francesco Scalia, già presidente della Provincia di Frosinone e già segretario di Presidenza della Commissione Industria al Senatore.

Per l’Amministrazione comunale erano presenti la consigliera delegata al Turismo Francesca Cerquozzi ed il consigliere Massimiliano Leo. Immancabile la presenza del direttore artistico Fabrizio Vona e della speaker, l’attrice teatrale Marika De Chiara.

Domenica sera, per l’apertura della rassegna filosofica, oltre Danilo Campanari che è sempre presente (forse per marcare il territorio in vista delle Comunali del 2024 per le quali si è già aperta la guerra di successione al primo cittadino) c’erano anche il consigliere regionale Mauro Buschini, il sindaco Simone Cretaro, il consigliere di maggioranza Denis Campoli e quella di minoranza Emanuela Cerelli. Nessuna traccia di altri amministratori. In compenso c’era tanto popolo.

Il SENSO DI APPARTENENZA

Maria Rita Grieco e Michela Marzano

Non solo presenze. Anche importanti manifestazioni di orgoglio delle proprie radici. Come quella compiuta da Maria Rita Grieco, vicedirettore del TG2 con sangue verolano. Muove i primi passi della sua carriera lavorativa a Frosinone come cronista della pagina provinciale de Il Messaggero. Nel 1987 arriva in Rai e per 11 anni lavora come corrispondente per la provincia di Frosinone e ne va fierissima. Approda poi a Roma con una lunghissima carriera fino ad essere l’attuale vicedirettore del Tg2.

Ci tengo a ribadire il mio attaccamento a questa terra sottolinea il vicedirettore del Tg2. Che ha anche ricordato come di recente “il Tg2 Si Viaggiare ha dedicato, ovviamente sotto mia spinta, una puntata proprio a Veroli. Perché appartenere a questa terra significa anche promuoverla attraverso tutte le proprie possibilità”.

L’organizzazione ha scelto lei per stimolare il dibattito con Michela Marzano: filosofa, saggista, scrittrice, professoressa ordinaria dell’Università Paris Descartes. Ha scritto numerosi saggi e romanzi, sia in francese sia in italiano poi tradotti in moltissime lingue. Il suo ultimo romando è “Stirpe e vergogna” pubblicato da Rizzoli.      

LE DONNE E LE SCELTE

il chiostro di Sant’Agostino

Le pari opportunità. Quelle che le donne non non hanno con gli uomini. Lo ha rimarcato Maria Rita Grieco citando le statistiche. Sono “soltanto quattro su dieci le donne che lavorano. Perché esiste un lavoro silenzioso che le donne hanno fatto: si sono occupate delle loro famiglie e hanno perso il loro impiego. La libertà non viene determinata attraverso gli stereotipi ma anche attraverso la capacità di poter scegliere. Quante donne possono scegliere? Io ho avuto la possibilità di scegliere e ho scelto di lavorare e di essere madre”.

È da questo tipo di libertà che Maria Rita Grieco inizia il suo viaggio intorno a Michela. Le domanda se lei, giovane donna che si è affermata giovanissima fuori dal confine, è stata libera di scegliere. Soprattutto, quanto si è dovuta sentire libera per esserlo?  

Il mio punto di partenza è stato l’assenza di libertà. Sono andata a vivere e a lavorare in Francia. Ho frequentato la Normale di Pisa”. Poi parla dei disturbi di anoressia che ha avuto per tanti anni: “Un passo importante della mia psicoanalisi lo ho fatto in francese, a Parigi”. Aveva bisogno di non parlare nella sua lingua madre di quello che le era accaduto. “Non sono un cervello in fuga. Non sono andata via per lavoro, Per un periodo ho scritto in francese”. Poi ha ricominciato a scrivere in italiano ed è nato il libro “Volevo essere una farfalla”. Quindi Michela Marzano ha parlato della libertà e di come essa va coniugata. C’è una libertà negativa, che è una libertà “da”… che poi si traduce in libertà “di”…

LA VIA DELLA CONOSCENZA

Maria Rita Grieco e Michela Marzano

La citazione del libro Volevo essere una farfalla offre la possibilità di andare più a fondo. Perché quel libro mette al centro il corpo della protagonista. La conoscenza è un percorso verso la libertà?

La conoscenza è IL percorso verso la libertà”. Da qui la necessità, secondo la filosofa, di comprendere i propri limiti: “Quando uno dice: voglio poter fare ciò che voglio scade nella banalità. Perché nella libertà ci sono dei limiti, la libertà è sempre in relazione, non è la mia libertà ma la mia libertà con altre persone”.

DIALOGO SULL’AMORE

Grieco parla poi della libertà e se è essa è felicità. “Due concetti complessi” li ha definiti.

Noi attraversiamo attimi di gioia e di dolore. La pandemia ci ha sbattuto in facci la nostra fragilità. Vivevamo a grande velocità con la convinzione di poter controllare tutto. La felicità e la serenità cominciano quando mi riconosco e mi accetto per ciò che sono. Noi amiamo quando siamo liberi di essere noi stessi e permettiamo all’altro di essere sé stesso” sostiene invece Marzano.

È un dialogo a voce alta, una confessione a cuore aperto tra due donne, due eccellenti professioniste. Il chiostro svanisce ed ascolta in silenzio quella conversazione sempre più profonda. Maria Rita Grieco infatti non condivide in pieno quello che ha appena detto la scrittrice e replica: “Non è sempre così. Accade che se si è se stessi poi magari l’altro si spaventa e se ne va”.

Evidentemente non era amore – risponde MarzanoPrendiamo il rapporto genitori figli” nel quale, secondo la professoressa ci si ama a prescindere perché è vero amore. E “per rimanere nell’amore” la giornalista cita il romanzo Idda e la vera libertà. “Siamo qui a raccontare il tuo impegno” per i diritti civili. “In parlamento le battaglie le ho perse tutte” osserva Marzano che è stata parlamentare.

LIBERTÀ E LIMITI

Quali battaglie? Le ricorda Maria Rita Grieco: “Ti sei battuta per le pari opportunità. Le donne arrivano alla laurea con il massimo dei voti e poi fanno fatica a trovare lavoro. Michela non è un cervello in fuga. È andata a cercare sé stessa altrove”. Quindi la domanda: La vera libertà è quando ti dai dei limiti responsabilmente? Quando quel limite lo riconosci perché responsabilmente lo cali nella comunità a cui appartieni?

Prendiamo il lookdown” argomenta la professoressa Marzano. “Erano restrizioni dure per limitare la sofferenza di un maggior numero di persone”. Poi spiega che la libertà interna dipende dalle nostre scelte. Quindi cita Kant e parla di auto-nomìa, cioè del darsi delle norme da soli: “Nel momento in cui siamo noi a darci dei limiti esercitiamo una libertà. Nel caso in cui i limiti vengono imposti da altro dobbiamo avere la capacità di andare oltre”. E cita il fine vita: “In quel caso la manifestazione della nostra libertà sta nella capacità di superare quei paletti”.

LE PARI OPPORTUNITÀ

Si è parlato ancora di tanto altro durante la serata: di uomini, di donne, di gender, di legge sull’adozione, di diritti degli omosessuali, del dovere di proteggere i più fragili. “Non ci dovrebbero essere discriminazioni verso i più deboli. Lo Stato deve proteggerli colmando le disparità – ha rimarcato con pacatezza Michela Marzano -. Gender è un termine che si usa per indicare la sessualità. L’orientamento sessuale invece è qualcosa che ci capita, non la scegliamo”.

Poi ha parlato della Francia, dove c’è una legge contro l’omofobia. E di un suo alunno che “un giorno mi ha detto: se avessi potuto scegliere le pare che avrei rischiato ogni giorno di essere aggredito per strada con il mio compagno”.

Ci ho messo 20 anni per accettarmi come sono” ha quindi ammesso la professoressa Marzano. “E sei diventata una farfalla” le ha fatto eco il vicedirettore del Tg2 Rai.

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