La linea del Pd 4.0: uno per uno, tutti per tutti

La strategia di Bruno Astorre, politico capace di vendere il ghiaccio agli eschimesi. Ad Alatri e Sora i big locali dei Democrat hanno margini di azione enormi e a tutti basterebbe un successo minimo. Se poi dovesse arrivare il trionfo, allora il verso della politica ciociara cambierebbe.

La linea l’ha dettata ancora una volta Bruno Astorre, lo stesso che consigliò caldamente le primarie a Cassino. Infatti nella città martire il Pd vinse, con Enzo Salera sindaco. Non senza spaccature e paradossi, ma vince. Stavolta Astorre ha fatto la stessa cosa, dicendo sostanzialmente che il candidato sindaco che il Partito sosterrà a Sora è Luca Di Stefano, indicando (con endorsement espliciti e con presenze “illuminanti”) quali sono i candidati del Pd in consiglio comunale, ma lasciando al tempo stesso un margine di manovra se altri (leggi Antonio Pompeo) volessero orientarsi su Eugenia Tersigni. Magari soltanto per la candidatura a sindaco, esercitando cioè il voto disgiunto.

Uno per uno, tutti per tutti

Bruno Astorre, Sara Battisti, Bruno Astorre

Dicono di Bruno Astorre, esaltandone le qualità e il dna democristiano, che sarebbe perfettamente capace di vendere il ghiaccio agli eschimesi. In questa tornata elettorale, perlomeno in provincia di Frosinone, ha cambiato la formula che ha reso celebri i moschettieri di Dumas. Non più “tutti per uno, uno per tutti”, ma “uno per uno, tutti per tutti”. Sì perché per come si stanno mettendo le cose alle comunali, ad ognuno dei big basterà ottenere il risultato minimo.

Il consigliere regionale Mauro Buschini avrà vinto se Fabio Di Fabio diventerà sindaco di Alatri, mantenendo quindi la roccaforte del partito in Ciociaria.

Ma Fabio Di Fabio è un esponente di Base Riformista di Antonio Pompeo. Un successo ad Alatri farebbe fare un figurone anche al presidente della Provincia, che quindi potrebbe concedersi qualche “licenza” trasversale.

A Sora per esempio. Ma se poi dovesse esserci la contemporanea vittoria di Fabio Di Fabio ad Alatri e Luca Di Stefano a Sora, allora sia il leader maximo  Francesco De Angelis che il segretario provinciale Luca Fantini potrebbero fregiarsi di vere e proprie “medaglie d’onore”.

Per non parlare di Sara Battisti, consigliere e vicesegretario regionale del Partito. Numero due di Bruno Astorre. Lei addirittura, considerando la platea dell’intero Lazio (che comprende Roma), potrebbe stappare lo champagne.

Naturalmente tutto questo ha anche un possibile riflesso negativo qualora ci fossero sconfitte. Anche se bisognerebbe poi valutare le opzioni: insuccesso ad Alatri, sconfitta a Sora e Caporetto ovunque avrebbero degli effetti molto diversi. Ma intanto il Pd giocherà entrambe le partite. Quindici giorni fa non era affatto scontato.

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