La lista di Fontana: ecco cosa hanno chiesto per appoggiare Petrarcone

E’ stata solo una questione di prezzo. Gli appoggi alla rielezione di Giuseppe Golini Petrarcone sono venuti a mancare perchè il sindaco non si è accordato con chi gli chiedeva un pezzo di amministrazione in cambio del suo sostegno. A rivelarlo è l’imprenditore Salvatore Fontana: se l’ex sindaco Bruno Scittarelli è stato il totem con la rappresentazione del ‘male’ sui palchi del centrosinistra, lui è stato altrettanto nei comizi del centrodestra.

Ha rivelato tutto in un post sulla sua bacheca Facebook. I diretti interessati smentiscono ed annunciano querele, i protagonisti delle trattative confermano e si dicono pronti a testimoniare. Sarebbe un processo davvero curioso: al centro avrebbe una trattativa segreta che in quanto tale non può e non deve lasciare traccia.

Così restano solo le parole. Quelle di Fontana sostengono che l’ex sindaco Tullio Di Zazzo in cambio dell’appoggio a Petrarcone «legittimamente ha chiesto un assessorato e non avendolo avuto, si è accordato con Mario Abruzzese».

Anche l’unità del centrosinistra – stando alle rivelazioni di Fontana – aveva un costo: molto alto. In cambio dell’appoggio di Francesco Mosillo (l’altro candidato Pd) la lista della spesa prevedeva: «2 assessorati di cui uno ad Annalisa D’Aguanno e l’altro a Claudio Trotta». L’assessorato a Trotta non sarebbe stato reclamato tanto per finalità e meriti politici ma per evitare che presentasse «il ricorso per il seggio in Consiglio Comunale al posto di Sarah Grieco. Non solo posti di governo ma la lista teneva conto anche degli incarichi di sottogoverno: «un posto al Nucleo di Valutazione per Cavaliere, un posto in un Consiglio d’Amministrazione per Iris Volante, la vice presidenza del Cosilam, la garanzia a Massimiliano Mignanelli per la riconferma al Consiglio Provinciale di Frosinone, la garanzia a Barbara Di Rollo». A completare il quadro ci sarebbe stata anche la richiesta di una rinuncia ad un contenzioso da parte di Salvatore Fontana.

Nulla di illegale: in politica ci sta tutta. Ma i diretti interessati o smentiscono (e minacciano il ricorso alle carte bollate) o non sono raggiungibili. Dice Tullio Di Zazzo: «Fontana chi è? A che titolo parla? Non credo che lui sappia cosa ci siamo detti io e Petrarcone».

Un prezzo troppo alto, quello richiesto? La chiave di lettura di Fontana è che «quelle richieste fossero pretestuose, cioè non volevano l’accordo, Mauro Buschini e Francesco De Angelis avevano ordinato di andare con Carlo Maria D’Alessandro». Si è trattato, insomma, solo di dispetti.

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