La malaria del frazionismo Pd: De Amicis rispacca

Il Pd aveva illuso per un attimo. Ed aveva individuato una candidatura unitaria da schierare alle Primarie del centrosinistra con cui designare l'avversario del centrodestra. Ma subito parte la raccolta di firme. Per proporre la riapertura della discussione. L'antico male del frazionismo

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Non poteva essere: il frazionismo è una malaria che distrugge, lacera la sinistra e la condanna alla minorità. La politica o è generosa o non è. Il Pd a Latina decide di candidare alle primarie l’ex consigliera comunale Daniela Fiore. E sceglie lei nella consapevolezza d’avere di fronte un ‘mostro sacro’ come Damiano Coletta, l’uomo che per due volte ha sconfitto le destre nella città simbolo della destra. Un miracolo: tutti che convergevano in una battaglia vera, intrigante per l’opinione pubblica. Ma per essere tutto vero occorreva un distinguo. (Leggi qui: Il miracolo del Pd).

Perché può mai essere che non ci sia un ‘distinguo‘ nel Pd? Che non ci sua una discussione, si vada con l’unità? Come volevasi dimostrare: passano poche ore e si crea una “frazione” che dice: ma non sarebbe meglio candidare Enzo De Amicis? Del resto questa è terra di malaria: che è quella malattia dove pari scoppiare di salute ma un attimo dopo hai la febbre a 40, che sembri destinato alla morte e invece risorgi. Ma non guarisci mai, anzi… muori sempre.

La frazione di De Amicis

Enzo De Amicis

Lo prevede lo Statuto. Anche se il Direttivo ha deciso la candidatura del Partito è possibile avviare una raccolta di firme tra i 120 iscritti per proporre un’alternativa. Democratico, ci mancherebbe. Ma il realismo vuole che si usi l’espressione giusta: spaccatura. Che dividerebbe il Pd e assicurerebbe la vittoria a Damiano Coletta, soprattutto rendendo inutile una partita che oggi è unitaria e realmente competitiva. Ma domani perderebbe il carisma dell’unità, il sigillo della rottura del Partito con tutto il suo recente passato di eterne discussioni. Perché, piaccia o no, questo è la raccolta di firme di Enzo De Amicis. È sprofondare il Pd nel suo incubo di infinita inconcludenza dal quale Elly Schlein sta tentando di tirarlo fuori.

L’ottimo è nemico del buono” ammoniva il compianto senatore Bruno Astorre. Altri lo declinano dicendo che “Il meglio è sempre nemico del fare”. La sostanza è che rispetto ad ogni scelta c’è un meglio, tutto è sempre perfettibile: sarebbe meglio essere alti e belli che piccoli e brutti ma bisogna vivere come si è altrimenti in attesa di allungarsi e di esser belli si è solo frustrati.

Lo spettro del frazionismo

Il frazionismo partiva sempre dal “sacrificio” dei frazionisti che richiamavano l’unità mentre stavano per andarsene.

Damiano Coletta

Se decidiamo di giocare a calcio non possiamo chiedere l’uso delle regole del rugby. Penso che al mondo ci siamo tanti migliori, ma non  vincono i migliori ma i più determinati (che forse per questo un poco migliori lo sono).

Bisogna pensare, in politica, al noi mai all’io. Se ti dicono io non posso perdere in realtà hanno già perso: perché non si vince mai da soli. Il frazionismo indebolisce la battaglia, fa vedere le crepe della muraglia, evidenzia la volontà non di vincere la guerra ma di piazzarsi nella battaglia. 

Ora si raccolgono le firme, ora si ridecide sulla decisione e quella che era passione rischia di diventare un poco commedia. Gongola naturalmente Damiano Coletta che conferma la condizione della sua parte dove lui diventa titano. Ma ancora di più gongolano a destra dove hanno capito che una armata Brancaleone non può prendere Gerusalemme.

La soluzione? Vincerà comunque chi è più generoso. Re Salomone, re di Israele, doveva decidere a chi affidare un bimbo, erano due le mamme che lo reclamavano. Il Re le ascoltò e non si faceva una graduatoria dell’amore, decise di far tagliare in due il bimbo. Ciascuna mamma l’avrebbe amato per la sua parte. A quel punto una delle donne si avvicinò e chiese al re “Lo dia a lei, lo dia a lei per carità“. Salomone diede il bimbo a questa donna, era la madre.

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