La maledizione del Consolidato turba i sogni dell’Aula

Gli scenari sull'approfondimento disposto dalla Prefettura di Frosinone per l'ultimo Consiglio comunale di Anagni. Sul quale l'opposizione valuta (senza troppa convinzione) un ricorso al Tar

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

C’è ancora un conto consolidato a turbare i sonni della maggioranza che ad Anagni è capitanata dal sindaco Daniele Natalia. Evidentemente c’è una vera e propria maledizione dietro al consolidato. Una maledizione che, adesso come nel 2017, quando si arrivò ad un passo dalla crisi (poi aperta dalle dimissioni della maggioranza dei consiglieri) rischia di colpire l’amministrazione che se ne occupa.

Qualche settimana fa aveva fatto discutere parecchio il fatto che per approvare il documento fosse stato necessario attendere ben tre sedute comunali andate deserte. Colpa di inesattezze legate alla convocazione, con difetti che erano stati sollevati dall’opposizione e dalla maggioranza. Colpa soprattutto di una serie di tensioni che, evidentemente, erano e sono ancora latenti all’interno della maggioranza; tensioni che la questione ha fatto esplodere. (Leggi qui: Non c’è due senza tre: ko pure il terzo Consiglio).

Alla fine poi, alla quarta convocazione, il conto consolidato insieme con tutta una serie di variazioni di bilancio, era stato approvato. (Leggi qui: Le verità nascoste nel Consiglio comunale by night).

Fatemi vedere un po’ il Consolidato

Il prefetto Ernesto Liguori (Foto © Stefano Strani)

C’è però un elemento che potrebbe di nuovo mettere indietro le lancette dell’orologio. La vicenda è questa: nei giorni scorsi il prefetto di Frosinone ha chiesto di acquisire la documentazione relativa al quarto consiglio comunale, convocato qualche settimana fa alle 22 e finito in tarda notte.

Quella seduta aveva provocato, oltre alle polemiche, l’uscita dall’Aula consiliare di alcuni consiglieri, per protesta. In seguito a questa uscita è arrivata la richiesta alla prefettura di interessarsi della vicenda. E due giorni fa il Prefetto ha chiesto di ricevere la documentazione relativa al consiglio comunale incriminato.

Una richiesta che, da parte della maggioranza è stata accolta con la tendenza a minimizzare l’accaduto, considerando la richiesta del Prefetto come una prassi. Ed in effetti anche dagli ambienti della prefettura si fa riferimento ad una possibilità di questo tipo.

Il passo concreto

L’Aula del Consiglio di Anagni

Il problema però, secondo altri, non è questo. Quanto piuttosto il fatto che di solito quando alla prefettura arrivano richiesta di questo tipo, la prima reazione, quella di norma, è quella di evitare intromissioni. In questo senso, il fatto stesso che il Prefetto abbia chiesto di poter vedere le carte è un passo avanti concreto e potenzialmente preoccupante. Che lascia intendere come, in effetti, ci potrebbe essere qualcosa da controllare.

A questo punto potrebbero accadere due cose: il Prefetto, dopo un controllo degli atti,  potrebbe decidere che l’amministrazione Natalia si è comportata correttamente, chiudendo di fatto la questione. Oppure, potrebbe optare per un’ulteriore verifica. Che potrebbe preludere ad un richiamo nei confronti della Presidenza del Consiglio che ha avallato la procedura. E già questo potrebbe essere un primo problema.

Il caso limite

Solo in caso di palesi, gravi ed insanabili irregolarità si potrebbe arrivare all’annullamento dell’ultimo Consiglio comunale. Che dovrebbe quindi essere ripetuto.

E questo sarebbe un ulteriore problema: primo perché porterebbe, tra le altre cose, alla valutazione della legittimità di tutto quello che in quel Consiglio comunale è stato approvato. Ma soprattutto, sarebbe un pessimo segnale dal punto di vista politico; perché certificherebbe, ancora una volta, la confusione della maggioranza anagnina. Nella quale, bene ricordare, i numeri non sono esattamente tranquillizzati, visto che tre consiglieri comunali di maggioranza sono sostanzialmente fiori della stessa, pur sedendo ancora tra i banchi della coalizione di governo. Anche un quarto, Vincenzo Proietti, è dato ormai per traballante.

Insomma, sulla questione del Consiglio notturno di Anagni le decisioni del Prefetto (che in teoria potrebbero essere accompagnate anche da un ricorso al Tar a cui alcuni esponenti della minoranza stanno pensando, ma al momento pare che oltre al pensiero non ci sia granché di sostanza) potrebbero avere l’effetto di  una vera e propria bomba ad orologeria. Che minaccia di turbare l’azione amministrativa della maggioranza Natalia.

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