La maledizione della Asl di Frosinone

La maledizione della Asl di Frosinone ha colpito ancora una volta.

Sedersi nella stanza del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria in via Armando Fabi non è il viatico per una buona sorte. Il recente rovescio di Isabella Mastrobuono è solo l’ultimo dei destini avversi che hanno colpito i manager della Sanità ciociara.

Il caso più tragico è quello del dottor Carlo Mirabella. Torna a casa al termine dell’ennesima, lunghissima giornata di lavoro; si siede sul divano mentre la moglie prepara la cena, ascolta i titoli del Tg di Teleuniverso che parlano di lui, ma quel servizio non lo vedrà mai: la moglie pensa si sia addormentato, lo chiama dopo qualche minuto per dirgli che è pronto in tavola. Un infarto lo ha ucciso.

Al suo posto diventa direttore generale facente funzioni il dottor Mauro Vicano: ottiene l’approvazione dell’Atto Aziendale dai sindaci, placa le proteste di piazza, addirittura a Sora il corteo organizzato per contestarlo si trasforma in una festa. A fine anno ha un acceso scambio di battute con il potentissimo professor B. e gli sbatte il telefono in faccia. Dopo poche settimane viene sollevato dall’incarico ed al suo posto viene mandato il Generale della Guardia di Finanza a riposo Vincenzo Suppa.

Il generale Vincenzo Suppa è uno che nella Guardia di Finanza ha macinato successi. Ma a Frosinone la sua buona stella si inceppa. Non solo non arrivano i risultati. Sulla testa gli arriva una serie di sentenze ottenute dal professor Valerio Tallini con cui si stabilisce che la sua nomina è illegittima. Ma lui resiste. Forse oltre il lecito se alla fine è costretto ad andarsene dalla porta di servizio, insalutato ospite, per evitare l’umiliazione dell’Ufficiale Giudiziario che stava arrivando per eseguire la sentenza del giudice Massimo Lisi ‘senza alcun ulteriore indugio e se necessario con l’ausilio della Polizia Giudiziaria‘ come indicato dal magistrato.

Nemmeno il mandato bis è segnato dalla fortuna per Mauro Vicano. Con l’arrivo di Nicola Zingaretti scatta la rigorosa procedura di selezione sulla base di criteri europei. Il DG uscente centra il traguardo ed è – unico ciociaro – nella short list con i 50 top manager dai quali attingere per governare le Asl del Lazio. Vicano finisce in disgrazia: è bravissimo ma per lui un posto non c’è. Perde una causa con la Asl. Si dimette e va a fare il presidente della Saf, la società che governa i rifiuti prodotti dai 91 Comuni della provincia di Frosinone.

Da quella short list arrivava Isabella Mastrobuono. Un curriculum di tutto rispetto, la fama d’essere l’allieva prediletta di un luminare quale il professor Guzzanti. Ma la maledizione della Asl di Frosinone colpisce anche lei. Finisce bocciata a furor di popolo e con sconfessata dalla commissione tecnica indipendente. Unico caso nella storia sanitaria del Lazio.

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