La maledizione della segreteria politica della Lega in Ciociaria

Nicola Ottaviani nel mirino dei parlamentari locali. Da Papaevangeliu a Forte, da Palombo alla stessa Gerardi: storia di un ruolo politico che più precario non si può. Con una sola eccezione (all’inizio): Umberto Fusco.

All’inizio fu Gabriele Picano, seppure in tandem con Antonio Occhiuto. Poi una mattina venne catapultato sul territorio Umberto Fusco, primo d’una serie infinita di cambi al vertice provinciale della Lega – Noi con Salvini. Un ruolo, quello di coordinatore del Carroccio in terra di Ciociaria, che definire precario è poco.

Da Picano a Ottaviani passando per Forte

Dicevamo che all’inizio venne scelto il senatore viterbese nella fase di radicamento del Partito. Gabriele Picano aveva già iniziato a mobilitare i suoi amici, risvegliato dal letargo politico tutta quell’area che non si sentiva rappresentata ma disposta a tornare in campo se ci fosse stato lui con un progetto.

Fabio Forte e Alessia Savo

Poi con l’arrivo di Umberto Fusco è cambiato tutto: prima Kristalia Rachele Papaevangeliu, che però dovette cedere il passo quando la gestione politica in Ciociaria venne affidata a Francesco Zicchieri. Il quale puntò su Fabio Forte, che però venne “giubilato” dopo le elezioni del 4 marzo 2018. Forte si era opposto allo schema delle candidature nei collegi. (Leggi qui: La rabbia di Fabio Forte dopo la cacciata: «Questa non è politica. E neanche civiltà»).

Arrivò Carmelo Palombo, ma anche lui non durò moltissimo. In regia sempre Francesco Zicchieri. Fu la volta di Francesca Gerardi. Quindi qualcosa cambiò. Ad un certo punto si capì che Claudio Durigon sarebbe stato destinato ad assumere il ruolo di coordinatore regionale del Lazio della Lega. Al vertice provinciale arrivò Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone. Il quale in questo anno ha dovuto battagliare ovunque: da Sora a Cassino. Avendo come principale avversario interno il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli. (Leggi qui I sassolini di Palombo: “Ecco le colpe di Fagiolo e Zicchieri. Lega al capolinea”).

Lega senza pace

Il pasticcio di Sora è clamoroso. Ora, dopo il risultato delle comunali, il grande ballo ritorna. I parlamentari del Carroccio vogliono due “teste”. Quella del coordinatore provinciale Nicola Ottaviani e quella del responsabile dell’organizzazione Pasquale Ciacciarelli. Ieri a Roma ne hanno parlato Francesco Zicchieri, Francesca Gerardi e Gianfranco Rufa. Che prima nega, poi di fronte all’evidenza ammette “mi sono seduto dieci minuti, non ho pranzato e nemmeno preso un caffé”. Ci sono altre versioni. (Leggi qui Un congresso per chiedere la testa di Ottaviani).

Ci sono pure questioni legate alle future candidature. Francesca Gerardi punta alla Camera ma è pronta a fare il suo dovere alle Regionali, dove ci sarà anche Pasquale Ciacciarelli. E Nicola Ottaviani è un competitor potenziale, sia per Zicchieri che per Rufa.

Ma c’è di più e cioè l’aspetto politico. Perché soltanto dopo l’esito del ballottaggio di Roma si capirà se Claudio Durigon resterà coordinatore regionale. Al momento nessuno mette ufficialmente in discussione il fedelissimo di Matteo Salvini, ma la situazione potrebbe cambiare. E la posizione estremamente defilata di Francesco Zicchieri alle comunali di Latina è un segnale fortissimo.

Non c’è pace per la Lega.

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