La mappa del potere nei Partiti nel Lazio. La Ciociaria resta a guardare

Bruno Astorre guida il Partito Democratico, Claudio Fazzone “impera” in Forza Italia, nella Lega c’è l’asse tra Claudio Durigon e Francesco Zicchieri, in Fratelli d’Italia il “faro” è Fabio Rampelli. L’ultimo ciociaro al timone di una realtà importante (Pdl) fu Alfredo Pallone. Poi il diluvio

Neppure due mostri sacri del livello di Francesco De Angelis e Francesco Scalia sono mai riusciti ad ottenere il ruolo di segretario regionale del Partito Democratico. Il secondo ci andò vicinissimo ai tempi della Margherita, nell’ultimo congresso prima della fusione nel Pd: si arrivò a ridosso di una conta feroce nella quale dovettero intervenire Francesco Rutelli e Franco Marini. Così alla fine la logica degli equilibri interni ebbe la meglio e Scalia fu solo presidente regionale del Partito. Questo per dire che è complicato nei grandi partiti ottenere la leadership nel Lazio.

Ci riuscì, nell’allora Popolo delle Libertà, Alfredo Pallone, che in un momento cruciale fu coordinatore del Pdl.

Il Lazio è una regione particolare, con una valenza politica fuori dal comune. Intanto perché comprende Roma e poi perché c’è la Regione Lazio, strategica e pesantissima nello scacchiere della cariche nazionali.
E quella poltrona, da coordinatore o segretario regionale, è ambita e fondamentale.

Ma oggi chi sono quelli che danno le carte nei grandi partiti?
Il segretario regionale del Pd, legittimato da primarie vinte alla grande, è il senatore Bruno Astorre, dei Castelli Romani. Una delle “architravi” del modello Zingaretti, prima ancora che lo stesso trovasse la formula di Piazza Grande. Astorre è un democristiano mai pentito, media ogni tipo di situazione e, quando ci sono castagne complicate da togliere dal fuoco, sa delegare bene. Come ha fatto a Cassino, nominando plenipotenziario il capogruppo regionale Mauro Buschini.

Ecco Buschini: lui è uno che in prospettiva potrebbe ambire al ruolo di segretario regionale del Partito Democratico.

In Forza Italia non c’è altro capo, nel Lazio, che il senatore Claudio Fazzone, potentissimo coordinatore regionale. Fedelissimo di Tajani, non ha esitato a criticare il “cerchio magico” che, a suo dire, condiziona le scelte di Silvio Berlusconi. Fazzone però la battaglia la sta combattendo all’interno del partito. Dopo le europee avrà tutti gli elementi per decidere il da farsi. Con quattro mandati da senatore alle spalle, Fazzone può permettersi il lusso di aspettare. Lui è di Fondi e quindi proviene dalla provincia di Latina.

Nella Lega, aspettando possibili ed eventuali affiancamenti, il coordinatore regionale è il deputato Francesco Zicchieri, pure lui della provincia di Latina. Come del resto il sottosegretario al ministero del lavoro Claudio Durigon, vero cardinale Richelieu di Matteo Salvini nel Lazio. Sarà il prossimo candidato alla presidenza della Regione. Così vuole il Capitano. Pure in questo caso comanda Latina.

Nel Lazio, a parte Giorgia Meloni, il leader più influente di Fratelli d’Italia è Fabio Rampelli. Mentre nell’arcipelago litigioso dei Cinque Stelle, c’è eterna contrapposizione tra la sindaca di Roma Virginia Raggi e Roberta Lombardi.

La Ciociaria? Può attendere.

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