La nebbia intorno a Forza Italia

Foto © Imagoeconomica / Stefano Carofei

Si chiama abbrivio. È il fenomeno che consente alla nave di continuare per un certo periodo a navigare anche quando è cessata la spinta dei motori. Forza Italia in provincia di Frosinone sta procedendo per abbrivio. Che lentamente si sta spegnendo.

Qualcuno ha tirato il freno a mano a Forza Italia. Il Partito è scomparso dai radar della politica nella provincia di Frosinone. La coordinatrice provinciale della Lega Francesca Gerardi viene fotografata a Roma con il leader dei Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini mentre confermano il rinnovato patto di amicizia. E non c’è Forza Italia. Alle trattative per definire il candidato sindaco di Ceccano gli azzurri sono stati allegramente ignorati. Su Sora è stato lanciato a bordo, in corsa, un commissario: senza sentire la base, senza concordare una linea provinciale, come se ogni città fosse un feudo personale concesso pro tempore al feudatario di turno.

Gianluca Quadrini, vice coordinatore di Forza Italia nel Lazio © AG IchnusaPapers

L’assenza del vice coordinatore regionale Gianluca Quadrini dai tavoli in cui si decidono le strategie è un’evidenza. Non ha il raffreddore, non è trattenuto da impegni particolari. È chiaro che qualcuno gli ha detto di non andarci. E l’unico con l’autorità per farlo è il Coordinatore Regionale Claudio Fazzone.

Una strategia? Con quale scopo. Dare più spazio ai tre sub commissari provinciali Adriano Piacentini, Rossella Chiusaroli e Daniele Natalia? Nessuno dei tre ha avuto finora il coraggio di organizzare un’iniziativa politica: hanno tutti ben chiaro che rischierebbero di ritrovarsi da soli, al massimo con pochi intimi. Gli unici raduni li ha fatti finora Gianluca Quadrini, riunioni da 400 persone alla volta e niente cena a sbafo: si pagava la consumazione.

Una presa di posizione politica dei tre provinciali? Meno ancora. Il peso dei sub commissari è poco più che rappresentativo. Il massimo che possono fare è andare a lamentarsi da Claudio Fazzone. Ne sia di esempio quanto accaduto a Pontecorvo: appena il sindaco Anselmo Rotondo ha sentito la voce dell’imminente nomina di un commissario per il circolo azzurro cittadino, per evitare un Sora bis ha riunito gli iscritti, fatto indicare democraticamente un coordinatore, invitato a cena vice coordinatore regionale e sub commissario di zona e li ha messi di fronte al fatto. Chi ha le tessere comanda.

Il commissario FI di Sora Vittorio Di Carlo ed il sub commissario provinciale Rossella Chiusaroli

Il fatto che il Partito si stia riducendo a piccoli feudi del tutto scollegati dall’impero lo racconta Sora. Dove il neo commissario Vittorio Di Carlo ha deciso la linea da seguire. Senza concordarla con il territorio: cioè con chi poi dovrà andare ai seggi e votare. Al punto che Martina Sperduti, dirigente regionale di Forza Italia, si è sfogata in nottata sulla sua bacheca Facebook scrivendo:

E’ bello apprendere da AlessioPorcu.it le linee politiche da seguire. Inoltre, questi tavoli, da chi sono composti ? Chi ha la tessera di partito ?  Fino a ieri dove sono stati ? ForzaItalia come “non si accoda” non è “neanche un porto di mare“. 

Ciò non significhi che non condivida la linea politica dettata da Vittorio Di Carlo ma pretendiamo che chi ha la tessera di Partito e milita da sempre in Forza Italia debba dire la sua. Le cene e gli incontri “carbonari” hanno stancato abbastanza ed in un momento tragico come quello che stiamo vivendo e subendo non possiamo permettercelo. Inclusione, no esclusione.

In mattinata il sub commissario di Frosinone Adriano Piacentini si è lamentato su Ciociaria Oggi per il fatto che tutti i Partiti del centrodestra stiano decidendo senza consultarlo.

«Francamente leggendo alcune dichiarazioni e prese di posizione di queste ultime settimane la sensazione netta è che la Lega pensi di poter dettare la linea del centrodestra da sola. Non è così. C’è anche Forza Italia, che da queste parti ha consensi e percentuali più alte delle medie nazionali»

«Mi auguro che ci siano stati degli equivoci, perché in caso contrario non capisco dove si voglia andare a parare».

È un ragionamento a ridosso della disperazione. Perché se vale lo stesso principio a livello nazionale, allora il M5S è ancora il primo Partito italiano ed a trainare il centrodestra è Forza Italia. E Nicola Ottaviani sarebbe ancora un sindaco di Forza Italia. Non è così. Piacentini deve rassegnarsi al fatto che Forza Italia aveva consensi e percentuali che oggi, se si tornasse a votare, vedrebbe con il telescopio. È per questo che nessuno lo coinvolge. E ‘dove vogliono andare a parare‘ è chiarissimo: in politica, dove c’è un vuoto lo si occupa.

Adriano Piacentini © AG. IchnusaPepers

In questo momento c’è il vuoto lasciato a livello organizzativo da Forza Italia. Inutile nasconderselo: la partenza di Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli oggi, quella di Antonello Iannarilli prima, ha lasciato il Partito senza una struttura organizzativa. Il totale ritiro di Antonio Tajani dal Lazio per concentrarsi sulle dinamiche nazionali e popolari europee ha fatto il resto.

A rendere più grave la situazione c’è la realtà dei fatti: nessuno rappresenta Forza Italia. Se Piacentini non organizza una mobilitazione e non rende evidente quanta gente ha dalla sua parte, è normalissimo che né Francesca GerardiMassimo Ruspandini abbiano alcun interesse a coinvolgerlo. Perché il Partito in questo momento è semplicemente inesistente. E la stessa cosa valga per Cassino e per Anagni. Nelle settimane scorse, se ad Alatri non fosse andato Quadrini (contravvenendo all’ordine di lasciare spazio ai sub commissari) nemmeno lì Forza Italia avrebbe avuto una presenza al tavolo che ha discusso delle prossime candidature alle Comunali.

Fare politica è, tra le varie cose, muovere i voti, mobilitare gli elettori, ottenere il loro consenso trasformando in azione politica le loro esigenze. Essere convocati per diritto di tessera non funziona più. Lo hanno dimostrato, con i numeri e con i voti, Massimo Ruspandini e Francesca Gerardi.

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