La nostra bella terra, con il punto esclamativo

Nella sede del Consorzio l'iniziativa di Sara Battisti sulla Ciociaria, ormai brand turistico della Regione Lazio, una risposta indiretta a continua a definirla solo e soltanto "Terra dei veleni"

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

La sfida è sulle parole. Quelle usate per descrivere il territorio dieci anni fa e quelle usate oggi. È una sfida sulla forma. Che però descrive la sostanza di quanto è stato fatto nei due mandati che hanno visto il centrosinistra governare il Lazio. Si capisce così tutto il vero senso dell’iniziativa tenutasi ieri sera nella sala convegni frusinate del Consorzio industriale del Lazio.

Il consigliere regionale Sara Battisti l’ha chiamata La nostra bella terra!“. Con il punto esclamativo. Per dire che non è più la “Terra dei veleni” ereditata dieci anni fa. È servita per dire, o meglio lasciar dire, cos’ha fatto la Regione per la valorizzazione della Ciociaria sotto tutti i punti di vista: culturale, storico, paesaggistico, ambientale, musicale ed enogastronomico.  

Quel lasciar dire è un’altra sfida. Nella sfida. Ai luoghi comuni: secondo i quali le elezioni non sono un momento di bilancio ma la fiera delle promesse. E chi promette di più, lo promette meglio, ha più possibilità di vincere. Invece Sara Battisti sceglie di non passare per gli annunci ma di costruire la strada per la sua eventuale rielezione passando sulla sostanza delle cose fatte.

La sostanza ed il contenitore

Lo schema di questa campagna elettorale è chiaro. Sceglie di farlo dire agli altri se merita di essere rivotata: alle persone, donne, amministrazioni comunali che hanno chiesto il suo intervento per il territorio. L’altra sera ha lasciato parlare associazioni, operatori ed esperti messi in rete per progettare, tutelare, valorizzare e promuovere il territorio della provincia di Frosinone.

È stata presentata al contempo, però, come una tappa fondamentale per costruire un contenitore di idee e progettualità per il turismo del futuro. «C’è ancora tanto lavoro da fare – così la consigliera Battisti a margine dell’incontro –. Non bisogna interromperlo e affidarlo ad altri che potrebbero stravolgerlo. Significherebbe tornare dieci anni indietro, invece noi vogliamo andare dieci anni avanti».   

C’è terra e terra

L’iniziativa “La nostra bella terra!”

La chiamano “La nostra bella terra” mentre c’è chi continua a definirla “Terra dei veleni”. Prossimamente, a oltre quindici anni dallo scoppio dell’emergenza ambientale nell’area nord, saranno effettuati i primi storici interventi nella parte ciociara del Sin Bacino del fiume Sacco.

Se prima si invocava la bonifica, ora si chiede a gran voce una sburocratizzazione delle procedure per sbloccare aziende e terreni sani. Oltre alla messa in sicurezza, finalmente, verranno rifatte le analisi di terreni e acque: per chi preferisce le certezze.

Ma si può invogliare a visitare la Ciociaria se l’intera Valle del Sacco continua a essere equiparata alla “Terra dei fuochi” campana? Non mancano di certo note e gravi problematiche ambientali, che si ripercuotono sulla salute, ma il terrorismo mediatico è sempre dietro l’angolo.

Si vive del resto in un mondo che, senza inversione a u, ha gli anni contati. Il principio di precauzione è fondamentale, certo, ma si tende ancora troppo a sprofondare nell’ipocondria. In attesa di dati certi e aggiornati, giusto per cestinare quelli del passato, la Ciociaria è ormai diventata un brand culturale, turistico ed enogastronomico della Regione Lazio.

L’iniziativa al Consorzio

Alberto Cimaomo (Dmo Stay Ciociaria)

«Quando mi sono candidata nel 2018 – dice a riguardo Sara Battistiil primo punto del mio programma era la valorizzazione del nostro patrimonio storico, culturale, ambientale e gastronomico, nonché la collaborazione tra terzo settore, enti, amministrazioni e privati. Le presenze all’incontro e i diversi appuntamenti in questi mesi su tutto il territorio, mi confermano che quel lavoro iniziato nel 2018 comincia a concretizzarsi».  

L’iniziativa è stata moderata da Pietro Di Alessandri, responsabile dell’area turismo della cooperativa Diaconia, gestore dei servizi della Diocesi di Frosinone. Sono intervenuti, nell’ordine, Alberto Cimaomo, Federico Campoli, Gioia Marzi e Bruno Vacca.

I primi due sono i responsabili delle Dmo Stay Ciociaria e Valle di Comino: due delle ormai otto Destination management organizations, organizzazioni finanziate dalla Regione per promuovere nuove destinazioni turistiche e idee di viaggio. Invece Marzi è la presidente del Cai Frosinone, la sezione frusinate del Club alpino italiano, e il già consigliere provinciale Vacca è a capo di Confcommercio Lazio Sud.

Turismo, l’ottava Dmo

Martina Bocconi, promotrice del Dmo “Terre dell’olio dei Papi”

Tra i tanti attori presenti in sala hanno poi preso la parola anche Martina Bocconi, consigliera comunale di Boville Ernica con delega al turismo, e Augusta Chicca, in rappresentanza di Medica, il canale d’informazione scientifica a supporto della Asl e dei Comuni.

Tutti hanno riconosciuto a Sara Battisti di aver rispettato gli impegni presi quasi cinque anni fa per la “nostra bella terra”. La consigliera Bocconi, nell’occasione, ha ringraziato la consigliera regionale uscente per il recente finanziamento dell’ottava Dmo: quella delle “Terre dell’olio dei Papi”, che sta raccogliendo adesioni dalle varie terre ciociare che producono un prodotto di altissima qualità.

«Ci sono progetti, nati dalle idee delle associazioni, che hanno portato alla valorizzazione di tante realtà della provincia di Frosinone – ha sottolineato Sara Battisti -. È proprio grazie a quello che abbiamo di bello. L’iniziativa si chiama “La nostra bella terra” perché si sono messe insieme persone che credono nel valore di questa provincia. Costruire anche un’offerta turistica integrata, quindi un paniere da poter utilizzare, ha iniziato a dare risultati».

Non solo veleni

Gioia Marzi, presidente del Cai Frosinone

Chi lo dice che è ormai una “bella terra” da visitare? A parte gli intervenuti, dati certi: «La provincia viene sempre più scelta come meta del turismo esperienziale – ha attestato Battisti – Chi viene qui sa che può trovare aria pulita, paesaggi naturalistici straordinari, storia, cultura, enogastronomia, patrimonio speleologico e archeologico, e la nostra montagna tutta di vivere sia d’estate che d’inverno».

Non si è ovviamente presa tutti i meriti, ha parlato al plurale: «Andiamo nella prospettiva delle nuove elezioni consci di aver fatto un buon lavoro. Ma è il buon lavoro di una squadra, a partire dal presidente Nicola Zingaretti, dalla Giunta e da tutti i consiglieri di maggioranza che hanno guidato la Regione Lazio in questi dieci anni».

«La Regione soffriva»

Sara Battisti, consigliera e vicesegretaria regionale del Pd

Nei tre anni precedenti, prima del presidente Zingaretti e del traghettatore Daniele Leodori, la Regione era stata governata dal centrodestra di Renata Polverini. Sara Battisti guarda a quei tempi andati e ritiene che si sia passati dall’era della sofferenza a quella dell’autorevolezza.

«Quando siamo arrivati, abbiamo trovato una Regione che soffriva sotto tutti i punti di vista – sostiene la ricandidata consigliera Battisti -. Oggi è un ente riconosciuto da tutte le amministrazioni locali, imprese, famiglie e nuove generazioni, da tutto il motore economico e sociale del Lazio. Al netto di una pandemia, una guerra e tutto quello che ne consegue, abbiamo dato risposte immediate a tutti i bisogni dei cittadini».

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