La nuova Anbi avrà uno spot unico sul web. Per le sfide che vanno oltre l’irrigazione

Foto © Imagoeconomica / Daniele Stefanini

Piattaforma unica degli acquisti per i Consorzi di Bonifica. E quello del Lazio si è riunito a conclave per studiare il nuovo format di difesa del suolo. Con i fondi celeri della Pisana e lo stimolo del maltempo sul Cassinate.

I Consorzi di Bonifica varano la piattaforma unica degli acquisti: come le grandi amministrazioni pubbliche. È la novità annunciata oggi durante la prima riunione ufficiale del nuovo corso di Anbi Lazio: quello con la presidente Sonia Ricci sul ponte di comando.

Nei giorni successivi l’elezione, la presidente con il direttore regionale Andrea Renna aveva riunito, in modo informale, il CdA di Anbi Lazio. Per un primo esame di criticità e argomenti. I Consorzi di Bonifica da un anno a questa parte nel Lazio hanno smesso di essere gli enti che si occupano di aprire e chiudere l’acqua per l’irrigazione. Ora sono in prima linea nella difesa del suolo, nella lotta agli allagamenti, nel contrasto alla siccità. In linea con il presidente ed il direttore nazionale hanno iniziato a sviluppare progetti per l’irrigazione sostenibile, il contenimento delle frane, la sistemazione idraulica. Ma anche il riordino dei conti e la fusione tra sedi la cui frammentazione ormai è stata superata dal tempo.

«Sinergia, concertazione, programmazione – ha detto la presidente – sono gli asset su cui dobbiamo muoverci. E farlo con la collaborazione di tutte le strutture che operano a livello regionale. Questo per la salvaguardia ambientale ed idrogeologica oltre che per garantire l’irrigazione».

Prima novità: una sola piattaforma

Sonia Ricci
Sonia Ricci, presidente di Anbi Lazio. Foto © Imagoeconomica / Alessandro Paris

Anbi Lazio nel corso di questa prima riunione ha definitivamente ratificato l’entrata in funzione di un nuovo strumento. Grazie ad esso è ora a disposizione di tutti i Consorzi di Bonifica laziali una piattaforma telematica unica. Unica e per tutte le procedure legate alle gare che interessano le singole attività.

In pratica? Lo ha spiegato la presidente Ricci. «Tutti i futuri bandi di gara e indagini di mercato o manifestazioni d’interesse che si dovranno attivare dai Consorzi lo saranno su un’unica piattaforma. Ciò permette di risparmiare tempo e fare economia, poiché grazie ad Anbi Lazio le tariffe per l’acquisizione di questa piattaforma si sono ovviamente abbattute».

Un primo passo nella direzione di fornire strumenti, servizi e risposte uniformi. «Dobbiamo lavorare su questa strada anche in altri ambiti – ha aggiunto Ricci – portando la nostra struttura ad essere riferimento anche con Anbi nazionale».

I piani di classifica

Andrea Renna (direttore di Anbi Lazio) e Massimo Gargano (direttore Anbi nazionale)

Durante la riunione sono stati affrontati anche i temi legati ai nuovi Piani di Classifica. Di cosa si tratta? Per capirlo bisogna partire da una domanda: “A chi porta vantaggi il Consorzio di Bonifica e quanti vantaggio gli porta?”. Il Piano di Classifica è lo strumento tecnico-amministrativo mediante il quale il Consorzio provvede ad individuare quali terreni ottengono più servizi e quanto ‘valgono’ quei servizi, sulla base di indici tecnici ed economici. È, alla fine, una sorta di tabella millesimale per il riparto delle spese dell’attività di bonifica.

«Questi Piani sono fondamentali per tutte le nostre attività» sostiene Andrea Renna. «Anbi Lazio fornirà un coordinamento tecnico e giuridico mediante il quale seguire le singole attività che nei vari consorzi si dovranno affrontare per definire i Piani. Questo per rispondere al meglio alle novità legislative introdotte».

E ancora: «Vogliamo realizzare un lavoro scrupoloso e dettagliato. Stabilendo i parametri per calcolare la quota di contributo consortile di pertinenza di ciascun immobile».

Renna non lo dice ma l’obiettivo è quello di evitare le polemiche e le contrapposizioni degli anni scorsi. Quando le fusioni hanno portato ad unificare anche i Piani di Classifica. Ma senza la necessaria ‘camera di compensazione‘ dei sindaci. E così, zone sulle quali mai erano stati previsti Canoni, Livelli o Censi, s’erano ritrovate all’improvviso a ricevere la notifica di pagamento. E tutti pensavano si trattasse di bollette pazze. Ora invece si pensa ad una procedura più ampia e condivisa possibile.

I fondi dalla Regione

La sede del Consiglio Regionale del Lazio

Anbi Lazio ha evidenziato positivamente la risposta, in termini di risorse e tempi, con la quale la Regione Lazio ha risposto. A cosa? Al grido di allarme lanciato dopo i danni delle scorse settimane dovute al maltempo nel cassinate.

Lo ha ricordato Sonia Ricci. «Anbi Lazio ha lanciato un Patto per il Suolo che deve poggiare le basi su risposte di questo tipo degli enti che a vario titolo intrecciano le nostre attività. Su questa strada dobbiamo avere sempre meno controparti e sempre più condivisione sulla salvaguardia ambientale e sui problemi legati alla siccità».

Qualche giorno fa è stata ricordata la Giornata mondiale per la desertificazione. Il Lazio non è escluso da questi fenomeni. Il calo delle piogge è intorno al 60% (leggi qui Con Covid-19 anche la siccità. È già emergenza sui campi). Occorre un piano prima che sia troppo tardi. (leggi qui Allarme siccità: “Un piano prima che il deserto arrivi nel Lazio”).

Per mettere in campo azioni concrete, la presidente Ricci ed il direttore Renna pensano di dare seguito per esempio al protocollo d’intesa siglato con Anci Lazio e attraverso le buone prassi portate avanti dal direttore nazionale di Anbi, Massimo Gargano

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright