La nuvola per salvarsi dal Covid nata tutta in Ciociaria

La pandemia è stata come uno tsunami: ha cancellato centinaia di attività. Ma tante si sono salvate. Spostando le loro vetrine ed i loro uffici sul web. La storia di Intit: impresa con 25 candeline, tutta ciociara, che ha realizzato le "tavole da surf" con cui cavalcare l'onda della pandemia. La partnership con Seeweb, Profima e Cb&c. Tutte imprese del territorio

Lorenza Di Brango
Lorenza Di Brango

Guardare sempre lontano, col sorriso

“Mamma devo riaccendere il computer, ho l’ultima ora di lezione. “Ecco, chiudo la video call e mi sposto sul pc di tuo padre. “No cara, devi aspettare ancora un po’. Sto condividendo dei documenti con i miei colleghi, stiamo lavorando insieme su quel progetto, non ricordi?”. Didattica a distanza, video conferenze invece dei soliti briefing, piattaforme condivise piuttosto che la consueta sala riunioni. Scene di routine nelle case di ognuno di noi. Ma solo da alcuni mesi. Anche se sembra passato un secolo dall’arrivo del Covid. Il famoso smart working, che poco più di un anno fa tanto famoso non era, ha cambiato le abitudini di tutti noi.

Fuori dalle nostre case la ‘nuova normalità‘ è arrivata come un’ondata di tsunami. Ed ha trasformato tutto. Niente più relax facendo shopping, rimanendo ore in un centro commerciale per il solo gusto di guardare tutti i vestiti esposti e poi dire che no, davvero non ci piace. Niente più ristorante la sera o la birra con il panino al Pub. Ma anche il ‘normale’ incontro con il nostro consulente con cui istruire quella pratica così importante è diventato impossibile.

L’accelerazione digitale

Il Covid ha portato l’accelerazione digitale. Foto: Imagoeconomica / Carlo Lannutti

Una volta che l’onda dello tsunami si è ritirata ha lasciato dietro di se uno scenario del tutto diverso. Chi pensava di rimanere aggrappato ad uno scoglio è stato portato via e non ha più riaperto le saracinesche. Chi ha cavalcato l’onda invece sta lavorando: come prima, in maniera diversa da prima.

La pandemia ha accelerato l’esigenza di digitalizzazione delle famiglie, delle aziende e delle organizzazioni. Il lavoro da remoto, la connessione tra reparti aziendali e uffici, sono diventati lo standard. L’e-commerce ha subito un’impennata. Settori come produzione e acquisti sono stati travolti dalla necessità di introdurre la digitalizzazione. Prima era uno strumento con cui rendere più efficienti i processi. Ora è stata la tavola da surf su cui cavalcare l’onda. Un salva-vita delle aziende che, così, hanno potuto continuare a lavorare.

Per renderlo possibile però molte aziende hanno dovuto stravolgere il proprio assetto, ripensare il proprio lavoro, dotarsi di strumenti che permettessero tutto questo. In un anno c’è stato un balzo in avanti nel settore della digitalizzazione che non ha bisogno di analisi o studi particolari per essere apprezzato. E’ sotto gli occhi di tutti, ognuno di noi ne è in qualche modo testimone.

Chi ha costruito le tavole da surf?

Uno dei recenti eventi sulla digitalizzazione promossi da Intit

Ma chi ha costruito quella tavola da surf ? Quali sono le imprese che concretamente hanno “trasferito” le aziende sul cloud. Facendo fare loro uno dei pochi viaggi consentiti ultimamente, salvando la loro vita economica?

Pochi sanno che è alle porte di Roma, in provincia di Frosinone, una delle protagoniste di questa rivoluzione. Si chiama Intit, è un’azienda di Information Technology con 25 candeline spente. Ha origine e storia Ciociara, con uffici operativi a Ferentino ma con decine di clienti su tutto il territorio nazionale.

Reggi: aiutati dai prodotti

È quasi un paradosso la storia di quest’azienda nei flutti della pandemia. Si è trovata a ‘salvare‘ se stessa dallo tsunami salvando gli altri. Cosa significa? Monica Reggi è la responsabile Marketing e Comunicazione dell’azienda: è lei a raccontare cosa è accaduto in questi mesi di Covid e come abbiano influito sulla loro attività e sul loro business.

È lei a sottolineare come, in molti casi, hanno aiutato le aziende che già erano clienti a reinventarsi. Lo hanno fatto rimodulando il proprio business e riorganizzandolo da remoto.

«Siamo stati facilitati dagli strumenti che vendiamo. Cioè ERP SAP Business One, Gestionali NTS e, verticali per aziende di produzione e commercio che sono in parte sul web, tutti perfettamente integrati tra loro».

Strumenti che hanno consentito di andare incontro alle esigenze delle  imprese anche in tempo di Covid e di accompagnarle sulle “nuvole”. Riaprendo le loro attività in maniera concreta ma da un ufficio o un negozio virtuali.

Il Covid come opportunità

«La pandemia è stata un’opportunità di continuare la nostra storia, con i nostri clienti, riorganizzando parte del loro business da remoto. Molti clienti nel settore della produzione, hanno reimpostato il proprio lavoro nelle risorse, nelle macchine, negli acquisti e vendite con una nuova parametrizzazione del business. Abbiamo potuto supportarli da remoto, contribuendo a mantenere attiva e produttiva la loro azienda».

E poi fare team ancche in questo caso si è rivelato fondamentale. A dare una spinta in più a quella tavola da surf è stata la partnership avviata con altre realtà della provincia di Frosinone: Seeweb per il supporto infrastrutturale. Poi Canestraro CB&C per la digitalizzazione dei processi di vendita e Profima per  l’elaborazione di progetti in tema di Industry 4.0.

«Oggi con le misure dell’Industry 4.0 e con le risorse del Recovery Fund si può veramente attuare una trasformazione digitale, senza necessità di grandi investimenti iniziali. Dobbiamo adeguarci ad un sistema che è cambiato e che non può più sussistere senza il cloud».

Legno locale per la tavola anti Covid

Diego Alessandri

Interessante notare come Intit non sia solo un caso di successo made in Ciociaria estremamente solido e in costante crescita. È anche un caso di come sia possibile fare rete sul proprio territorio pur offrendo servizi che limiti territoriali non ne hanno. Perché la nuvola, la sua velocità, la sua affidabilità, l’ha messa a disposizione Seeweb, il Cloud Provider nazionale con base anche Frosinone,

Diego Alessandri, sales manager Seeweb, è un’altro che ha visto arrivare l’onda dello tsunami. E l’ha dovuta affrontare. «Abbiamo certamente notato una crescita esponenziale dei servizi e-commerce in hosting su di noi. Hanno aumentato la potenza computazionale delle loro infrastrutture, hanno avuto molte più richieste di prima. Anche servizi di e-learning si sono trovati a crescere in modo pazzesco. Abbiamo registrato un aumento di richieste di servizi di streaming in generale». (Leggi anche Così la Ciociaria ha impedito a Covid di fermare la musica).

E tra i progetti su cui Seeweb si è trovata a collaborare, c’è proprio quello di una rete di piccoli negozi e botteghe in tutta Italia, curato dal loro partner Adunmetro/.

Il Covid ha distrutto molte cose: abitudini, tradizioni, rapporti sociali. Ma non c’è dubbio sul fatto che abbia invece potenziato la tecnologia nella nostra vita, in tanti aspetti diversi. Basta guardare in casa propria per accorgersene. “Amore, vai in ufficio domani?” “No, sono in smart working.