La pace di Coletta al tempo di Badoglio

Badoglio prese le redini di un'Italia che ormai era in disfacimento. Coletta prova a rimettere in piedi le macerie. A colpire è l'indifferenza di una città che non si domanda chi sia il sindaco ma che tempo fa

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Assumo il governo militare con pieni poteri. La guerra continua. Chiunque turbi l’ordine pubblico sarà inesorabilmente colpito (Pietro Badoglio 26 luglio1943)

C’è silenzio in Piazza del Popolo a due settimane dal “rivoto”, dalla rivincita di Damiano Coletta sindaco, dalla riperdita di Damiano Coletta in Consiglio. Chi comanda ora in una Latina che ha confermato anche dopo il voto bis il suo sindaco progressista ed il suo Consiglio Comunale largamente di centrodestra?  

Vincenzo Zaccheo, il candidato sindaco del centrodestra sconfitto un anno fa e risconfitto nel voto bis di inizio mese, ha mosso guerra, ha movimentato un poco il dopoguerra e ora considera la guerra nella sua rovina e tace. Il sindaco rieletto Damiano Coletta? Ha le macerie lasciate dalle battaglie. Il tutto in una città indifferente che non si chiede che sindaco c’è, ma che tempo che fa.

La ricerca dei Responsabili

Damiano Coletta cerca 4 responsabili tra i Consiglieri che non sono con lui: tanti gliene servono per spostare l’asse della maggioranza dal centrodestra al centrosinistra. Lo ha ribadito questa mattina ai microfoni di Radio Immagine «è mia intenzione fare tutto ciò che è nelle mie possibilità per creare le condizioni per l’avvio di questa amministrazione». Senza inciuci ma «nel rispetto della dignità di tutti».

Vincenzo Zaccheo cerca le responsabilità di una città che non riconosce per quanto non l’abbia riconosciuto come suo sindaco.

Piazza del popolo si riempie per Carlo Calenda come si riempiva per Almirante, Craxi, Spadolini e per il Papa. Si va curiosi a leggere una storia che sta al loro come le storie del cinema alla vita vera. Non si segue il discorso, si vede chi c’è.

Coletta cerca responsabilità, i Partiti pensano al 25 settembre e si cercano nelle televisioni. Poi le Regionali: servono posizioni. Tre guerre in una piazza sola. 

Le trattative di Coletta? Sono come quelle degli italiani in vista dell’8 settembre, segrete ma qualcuno si arrenderà incondizionatamente, i soldati resteranno senza ordini mentre a parole tiene i “pieni poteri“, salvo poi trovarsi “senza ordini precisi di lavoro“.

Badoglio e Mussolini erano già fuori da ogni storia ma se la menavano la storia tra ridotti della Valtellina e sedersi sul tavolo dei vincitori. Illusi di poter dire qualche cosa su un tempo di cui non disponevano: il futuro.

Quelli che non sono andati

Foto: Andrea Panegrossi / Imagoeconomica

Il 4 settembre a Latina non è andato a votare il 50% degli aventi diritto, in tanti credono di non avere pensieri su chi votare tra due domeniche.

A Latina fa caldo, in tanti progettano di andare al mare, qualcuno a vedere il nuovo Conad a Latina Fiori se invece piove. Votare? Coletta ha vinto con una solitaria corte, Zaccheo perso non con migliore compagnia eppure qui un tempo una signora, Maria Corsetti in Porfiri, per alleviare la morte di un figlio non pianse in solitario ma fece un ospedale per curare tanti.

Sarebbe stato bello partire da questa storia e non da vendette alla memoria. Lei non pianse il suo dolore, ma tentò di non far piangere altri. A Latina servirebbe questo.

Il Comune? il nodo è che non abbiamo più niente in comune, ma ciascuno il suo giardino. 

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