La pace è finita, andate in guerra

Foto: © Imagoeconomica, Benvegnu' Guaitoli

Luca Lotti era da tempo isolato all’interno dell’ex Giglio Magico, proprio per il dialogo che aveva intrapreso con il nuovo segretario. Perciò l’attacco di Maria Elena Boschi è a Nicola Zingaretti per la nomina della segreteria. Nessun renziano nella squadra. Ecco cosa può succedere, anche in Ciociaria.

Non bisogna lasciarsi abbagliare dagli effetti speciali. Luca Lotti era già isolato all’interno dell’ex Giglio Magico di Matteo Renzi. Ed era isolato perché aveva aperto un dialogo di confronto diretto con Nicola Zingaretti. Ecco perché, quando è stato scaricato dall’attuale dirigenza prima ancora che si autosospendesse dal Pd, la reazione dei renziani è stata la seguente: “Visto che è servito a nulla il confronto con il nuovo segretario?”. Maria Elena Boschi ha poi affermato che nei confronti di Lotti ci sono stati più attacchi dall’interno dei Democrat che da fuori. Nelle stesse ore Ettore Rosato (l’autore del Rosatellum) ha criticato quello che è il vero nodo del contendere: la nomina della segreteria politica del Pd da parte di Nicola Zingaretti.

La Segreteria

Eccola la segreteria: coordinatore sarà Andrea Martella, vicesegretari Andrea Orlando (vicario) e Paola De Micheli; Marco Miccoli sarà il capo della segreteria politica del segretario.

Gli altri incarichi vanno a Enzo Amendola (Esteri e Cooperazione internazionale), Chiara Braga (Agenda 2030/Sostenibilità), Pietro Bussolati (Imprese e professioni), Andrea Giorgis (Riforme istituzionali), Maria Luisa Gnecchi (Welfare), Roberto Morassut (Infrastrutture Aree urbane e periferie), Nicola Oddati (Mezzogiorno), Roberta Pinotti (Politiche della sicurezza), Giuseppe Provenzano (Politica del Lavoro), Marina Sereni (Enti Locali/Autonomie), Camilla Sgambato (Scuola), Stefano Vaccari (Organizzazione), Antonella Vincenti (Pubblica amministrazione), Rita Visini (Terzo settore/Associazionismo). Partecipano alla segreteria per funzione: Paolo Gentiloni, Presidente del Pd; Gianni Cuperlo, Fondazione Nazionale, oltre a Orlando e De Micheli.

Inoltre la responsabile donne del Pd, che verrà eletta dalla Conferenza Nazionale delle donne; i capigruppo di Camera e Senato, Graziano Delrio e Andrea Marcucci; il tesoriere Luigi Zanda; il rappresentante dei Giovani Democratici.

Nessun renziano

Nessun renziano. Il punto è questo. Matteo Renzi e Maria Elena Boschi sanno perfettamente che non possono ribaltare la situazione, che non hanno alcuna possibilità di disarcionare Zingaretti in questo momento. Sanno anche che non ci sono gli spazi oggi per un nuovo soggetto politico, al quale peraltro sta pensando pure l’europarlamentare Carlo Calenda. Bisognerà aspettare e se le elezioni anticipate non ci saranno prima del 2020, allora le strategie potranno essere riviste. Per il momento però non si può andare oltre una battaglia di rappresentanza.

Fine della tregua

Però si è aperta una fase nuova e diversa. La tregua tra le correnti è finita, Nicola Zingaretti ha scelto di collocare ancora di più il Pd  a sinistra, aprendo una serie di cantieri per le alleanze. Il centrosinistra non c’è più, ma va assolutamente ricostruito. Come e con chi è difficile immaginare. Al di là del fatto che non ci sono alternative a cercare di entrare nel bacino elettorale dei Cinque Stelle. Cercando pure di far tornare alle urne una fetta di elettori che negli ultimi anni è rimasta a casa.

Resta il tema dei gruppi parlamentari del Pd, che nella loro maggioranza sono ancora fedeli a Matteo Renzi. Il segretario Nicola Zingaretti finora ha evitato lo scontro, ma adesso potrebbe cambiare tutto anche su questo versante.

In provincia di Frosinone la maggioranza zingarettiana è bulgara se si fa riferimento alla percentuale delle primarie. Poi all’interno potrebbero esserci sfumature importanti. Renziana di ferro è Valentina Calcagni. Ma renziani sono stati nel recente passato l’ex senatore Francesco Scalia e tutti quelli della sua area, adesso guidata dal presidente della Provincia Antonio Pompeo.

È presto per dire quello che potrà succedere. Intanto però la pace interna nel Pd è finita.

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