La parola che spiega tutto: sfruttamento

Senza ricevuta di Ritorno. La raccomandata del direttore su un fatto del giorno. Alla fine abbiamo scoperto una buona ragione per introdurre il reddito di Cittadinanza

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Il dizionario della lingua italiana contiene circa 160mila vocaboli. C’è la parola giusta per descrivere ogni situazione, qualunque sfumatura, tutte le condizioni. Poi, che in tanti non siano capaci di usarle, è altra faccenda. 

Le parole innescano reazioni, suscitano emozioni, placano dolori, stimolano sorrisi. Pensateci bene: generano risate, costruiscono sentimenti; oppure li rompono, provocano lacrime.

Ci sono le parole per dire tutto. Per questo vanno usate con garbo, con diplomazia, con educazione. Se voglio far capire a qualcuno che gli sono ostile, basta non farlo parlare; se sono a favore del suo avversario, appoggio le parole in un modo diverso, oppure faccio parlare di più l’altro.

Giostrare con le parole è come un gioco a carte, vince chi ne ha di più e cala quella giusta nel momento più adatto. Per questa bisogna studiare.

La parola giusta: sfruttamento

Foto: Guy Leroux © Pixabay

Ecco. Nel nostro vocabolario c’è, tra le tante, una parola: sfruttamento. Si chiama così quello che hanno proposto ad una ragazza di 22 anni e sta facendo il giro del web. Le hanno proposto 10 ore di lavoro al giorno per 6 giorni alla settimana. Compenso: 280 euro, dieci euro al giorno, un euro all’ora.

Quando ha detto no a quel lavoro da commessa, la titolare le ha risposto che i giovani non hanno voglia di fare la gavetta.

Ad un euro l’ora non si chiama gavetta, per un euro l’ora non si può pretendere la cortesia, il sorriso, la competenza, la disponibilità, la pazienza che un commesso od una commessa devono avere. Non si può pretendere nulla per un euro l’ora.

Per quattro anni ci siamo affannati a trovare uno straccio di motivo che giustificasse quell’obbrobrio che è il reddito di cittadinanza; perché se 800 euro al mese li avessero dati ad un datore di lavoro per ogni nuova assunzione avremmo avuto migliaia di nuovi posti; perché se la semplice cittadinanza dà diritto ad un reddito allora chi si alza alle 5 del mattino per andare a lavorare ha diritto ad uno stipendio dignitoso.

Ma quell’euro l’ora riesce a farci apprezzare, obtorto collo, pure il reddito di cittadinanza. Perché consente di dire no allo sfruttamento.

Senza Ricevuta di Ritorno.

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