La partita a scacchi tra Salera e Fardelli

La partita a scacchi tra il sindaco e le aree che potrebbero far parte del Campo Largo. Ma che oggi ne stanno all'esterno. Mosse importanti per costruire il fronte da schierare alle Comunali del 2024

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

Il problema non è politico, nemmeno umano. È di relazione. Non tra loro, cioè il sindaco Enzo Salera ed il consigliere di opposizione Luca Fardelli. Ma tra l’ex oppositore che si schierò due anni fa contro la coalizione del sindaco ed il resto della squadra che quelle elezioni con Salera le ha vinte. È solo questo a rallentare l’ingresso di Luca Fardelli in maggioranza. Ogni mossa va fatta con attenzione. Con pazienza. Con ragionavolezza. Anche a costo di dilungarsi. Proprio come in una partita a scacchi.

L’ironia del Destino ha voluto che il primo cittadino ed il consigliere si siano ritrovati di fronte ad una vera partita a scacchi il Primo Maggio. È accaduto in occasione del Festival del Fumetto ospitato nel museo Historiale di Cassino.

La partita a scacchi

La partita a scacchi Salera vs Fardelli

Quella partita è stata la dimostrazione plastica che i rapporti personali tra i due amministratori sono più che distesi. Luca Fardelli nel 2019 disse con chiarezza il suo No alla candidatura Salera. E con altrettanta limpidezza disse che per lui il candidato migliore era Giuseppe Golini Petrarcone. Le urne hanno detto altro. Quella scelta gli è costata due anni di incompatibilità con il Partito Democratico.

Forse anche per quella trasparenza e per la battaglia affrontata a viso aperto da Fardelli, il rapporto umano e politico con Enzo Salera si è ricostruito. Merito anche del lavoro di ricucitura compiuto dai vertici provinciali del Pd: in primis il vice Segretario Pd del Lazio Sara Battisti.

Adesso si attende il passo decisivo, quello della svolta. Perché le elezioni 2019 sono alle spalle ed è già ora di preparare le Comunali del 2024. Salera non intende replicare l’errore strategico compiuto da Petrarcone quando non volle dialogare con il Pd e la conseguenza furono due candidature di centrosinistra. Che contribuirono a consegnare Cassino al centrodestra di Carlo Maria D’Alessandro.

Servono atti concreti per dare sostanza ai passi di avvicinamento compiuti finora da entrambe le parti. Enzo Salera è pronto a farli. Ma al tempo stesso non vuole alterare gli equilibri della sua maggioranza. Un gruppo che in tre anni ha fatto della compattezza e della coesione la sua forza. Così come gli è stato riconosciuto anche dagli avversari.

Le mosse sulla scacchiera

Luca Fardelli e Sara Battisti

Ecco perché Enzo Salera sta muovendo lentamente i pezzi sulla scacchiera, usando solo i pedoni. I suoi alfieri – il capogruppo del Pd Gino Ranaldi e l’assessore alla Cultura Danilo Grossi – hanno contribuito a creare spazi importanti. Ma Enzo Salera deve fare attenzione a non perdere la regina Barbara Di Rollo, cioè colei che con la mole di voti ottenuta ha potuto rivendicare la presidenza del Consiglio Comunale. A sua volta è lei a dover tenere a freno il cavallo di Caira, Fabio Vizzacchero, pronto a saltare e fare mosse avventate ogni qualvolta sente odore di avvicinamento tra il sindaco e Fardelli. Per una questione di territorio: è lui oggi il rappresentante della popolosa zona di Caira, con i Fardelli in maggioranza si troverebbe una contea dimezzata.

Al netto dei campanilismi, c’è un dato politico che Salera non può sottovalutare, altrimenti nella partita a scacchi decisiva, quella del 2024, rischia lo scacco matto. Per adesso le altre forze di Centrosinistra del cosiddetto Campo Largo hanno minacciato lo scacco al re, prendendo le distanze dall’amministrazione comunale.

La presa di posizione più recente è quella di Italia Viva, ribadita nei giorni scorsi dal neo coordinatore provinciale Salvatore Fontana; ha confermato che l’obiettivo dei renziani è quello di costruire il grande centro, alternativo alla maggioranza che oggi governa Cassino. (Leggi qui: Renzi innaffia Italia Viva affidandosi a… Fontana).

Il campo dissidente

Andrea Vizzaccaro

Altri distinguo arrivano da Azione. Il Partito di Carlo Calenda nei giorni scorsi ha incontrato il Psi. A margine del vertice il coordinatore Andrea Vizzaccaro ha spiegato: “Dal confronto è emersa una significativa affinità sull’approccio da avere su importanti questioni amministrative. Anche sotto il profilo più strettamente politico si è convenuto di lavorare con tutte quelle forze progressiste e riformiste presenti in Città. L’auspicio è che tra Azione ed Partito Socialista possa nascere una collaborazione che giunga fino alla condivisione di un progetto politico in vista del rinnovo del consiglio comunale”.

La nota non fa cenno ad un confronto con il Pd e con l’amministrazione comunale di Centrosinistra che governa la città. Come mai? “Non siamo subalterni al Pd, io non ho pregiudizi verso questa amministrazione che ho anche sostenuto. Sarei ben lieto di confrontarmi con loro ma trovo un muro dall’altra parte. Non c’è apertura”, dice il coordinatore locale Andrea Vizzaccaro.

Parole che solo in apparenza sono in rima con quelle di Salvatore Fontana. Gli obiettivi politici di Italia Viva e di Azione sono molto diversi: gli uomini di Calenda spiegano: “La nostra intenzione non è quella di costruire un grande centro ma quella di ricostruire il Centrosinistra“.

Le mosse giuste al momento giusto

Luigi Maccaro, Enzo Salera, Paolo Ciani, Bruno Galasso

Spetta ora al sindaco, sulla difficile scacchiera, giocare con attenzione la partita politica e fare le mosse giuste al tempo giusto. Ad oggi manca il sostegno anche di quel che resta del M5S, anche se ormai quasi sparito in città. Mancano quelle forze civiche di sinistra che avevano supportato Enzo Salera al ballottaggio dopo l’accordo con Renato De Sanctis (No Acea).

Un Campo Largo che va costruito, perché fuori dall’amministrazione comunale e dal Pd, non sembrano esserci praterie. Ed anche all’interno, i rapporti con Demos vanno registrati: mai messa in dubbio la lealtà ma le difficoltà di dialogo hanno portato più volte a momenti di tensione.

Non è escluso un rimpasto di giunta, aprendo così un dialogo con quelle forze progressiste che oggi non hanno rapporti con l’amministrazione.

Per la cronaca: l partita a scacchi tra il sindaco Salera e Luca Fardelli è finita senza vincitori né vinti: è terminata quasi subito. Nessuno dei due sapeva giocare molto bene. Sembrano aver bisogno di un corso accelerato, altrimenti rischiano di perdere. Entrambi.

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