La paura di Picano di restare al buio

Il problema della bolletta energetica sempre più alta per il comparto industriale. Al punto che più di uno ha iniziato a spegnere. Il vice presidente di FdI chiede una mappa della situazione, un elenco del fabbisogno energetico. Per costruire la soluzione

Una mappa delle industrie in difficolta a causa dell’aumento dei costi del gas, un elenco delle necessità energetiche per il sistema produttivo del territorio, un piano con cui assicurare quel fabbisognoper evitare che a qualcuno venga in mente di chiudere e delocalizzare facendoci perdere altri posti”. Ad avanzare le proposte è stato il vice presidente provinciale di Fratelli d’Italia Gabriele Picano . Chiede una mobilitazione interna che parta dalla provincia di Frosinone e coinvolga tutto il Lazio “per porre il governo regionale e quello nazionale di fronte ai loro ritardi”.

Quei segnali ignorati

(Foto Stellantis via Imagoeconomica)

L’allarme sul territorio è scattato da settimane. Ma nessuno della classe politica finora si è mosso. Stellantis ha detto che il costo dell’energia è un problema: lo ha detto da tempo ed al massimo livello; è stato il Ceo Carlos Tavares durante la visita allo stabilimento di Piedimonte San Germano. AGC Automotive è un colosso di dimensioni mondiali, lavora il vetro ed è tra i principali player globali: a Roccasecca ha chiesto gas a prezzi più accessibili per fare un ragionamento di sviluppo. Il gruppo Saxa Gres ha spento i fonti dei suoi stabilimenti in provincia. (Leggi qui La bolletta bomba che rischia di ammazzare mezzo milione di posti).

La mappa è molto più ampia – ha sostenuto Gabriele Picanotutte le imprese che operano nei settori del vetro, della ceramica, del cemento, dei metalli, sono in difficoltà. Oggi spostare la produzione da un punto all’altro del pianeta è questione di pochi giorni. Non stiamo scoprendo certo oggi il fenomeno delle delocalizzazioni: solo gli sciocchi non ricordano cosa accadde alla provincia di Frosinone con la fine della Cassa per il Mezzogiorno ed il passaggio agli Obiettivi 1 e 2 dell’Ue. Le imprese sbullonarono e si spostarono di pochi chilometri in Campania dove conveniva ancora produrre”.

Senza riferimento

Foto Stefano Carofei © Imagoeconomica

Il problema è che manca finanche una mappa della situazione. La settimana prossima il vice presidente di Fratelli d’Italia chiederà un incontro con i vertici di Unindustria per avere un quadro analitico. “Non solo delle difficoltà. Ma soprattutto delle esigenze. Non possiamo assistere ad un nuovo declino industriale solo perché non abbiamo il coraggio di affrontare la situazione”.

Questa provincia e questa Regione sono in crisi energetica. Colpa anche dei ritardi accumulati dalla Provincia a guida Pd e dalla regione Lazio a guida altrettanto Pd: un piano dei rifiuti moderno, un piano energetico efficiente, avrebbero iniziato a dare risposte. Che non ci sono”. Per l’esponente di Fratelli d’Italia ci sono responsabilità precise: “Colpa di Zingaretti che non ha fatto il piano energetico regionale. Di conseguenza ha bloccato per 12 mesi a partire da luglio scorso lo sviluppo degli impianti che oggi si rivelano necessari. Se avessero preso esempio dalla Sicilia a guida Musumeci sarebbe stato tutto differente”.

Il timore è legato ai costi che già hanno iniziato a spalmarsi sui prodotti. Tutto aumenterà perché è aumentato il costo dell’energia necessaria per produrlo.  

Questo, conclude Picano facendo sue le recenti riflessioni di Giorgia Melonimentre al governo continuano a distogliere l’attenzione dai problemi reali mettendo i cittadini l’uno contro l’altro. Gli aumenti stanno iniziando a produrre enormi danni al tessuto sociale, produttivo ed economico. E Fratelli d’Italia non può stare a guardare”.

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