La pazienza di Proietti tra i due fronti del bio digestore

Il Segretario del Pd di Anagni tra due fuochi. Impegnato nella biblica impresa di tenere unite le varie sensibilità del suo Partito. Alle prese con il caso del biodigestore

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Una pazienza da monaco tibetano. Di quelli che, anche quando fuori c’è la tempesta, riescono a mantenere lo sguardo fisso sull’obiettivo. Dev’essere stato più o meno questo l’atteggiamento tenuto ad Anagni da Egidio Proietti, Segretario del Pd cittadino durante una riunione che, potenzialmente, poteva essere deflagrante.

E sì, perché il tema era quello del ritiro della firma dei tre consiglieri di minoranza da uno dei ricorsi al Tar contro il biodigestore. (Leggi qui Dietrofront, in tre ritirano il ricorso contro il biodigestore).

Gesto che, come è noto, ha creato un vespaio di polemiche sia da parte della maggioranza che dell’opposizione. Dalla maggioranza perché il sindaco Natalia ha, di fatto, accusato i tre consiglieri che hanno ritirato la firma di essere attaccati alla poltrona; dall’opposizione perché in tanti, anche nel centrosinistra, non hanno, per usare un eufemismo, gradito troppo il ritiro della firma di 3 dei 5 consiglieri di minoranza.

La fermezza di Sandra

Sandra Tagliaboschi

Tra quei 3 consiglieri c’era Sandra Tagliaboschi, portavoce del Pd in consiglio comunale, nonché candidata a sindaco alle comunali del 2018. E proprio la sua posizione è stata ieri sera, appunto, al centro di una lunga discussione.

A giudicare dalle indiscrezioni trapelate, la consigliera non ha fatto passi indietro, continuando a sostenere con forza la propria scelta, dettata, secondo lei, dall’atteggiamento della maggioranza. Che avrebbe costretto i tre esponenti di minoranza (meno Fernando Fioramonti e Valeriano Tasca che invece l’hanno mantenuta) al passo indietro.

E Proietti? Ha fatto quello che da tempo cerca di fare, con estrema pazienza. Smussare. Ricucire. Trovare un accordo. Una tregua. Legata al fatto che, ovviamente, l’obiettivo è quello di mantenere unito il Partito in vista delle prossime Comunali. Ed una spaccatura in questo momento il Pd non se la può permettere. Anche perché un inasprimento dei toni porterebbe ad una conseguente difficoltà anche nel tenere i collegamenti con il mondo civico e progressista, a cui il Pd guarda con molta attenzione. E che, anche in questo caso, non può permettersi di perdere.

Lo schema Dem

Il Consiglio Comunale di Anagni

Nella testa dei Democrat anagnini lo schema è più o meno questo:

  • riuscire (tregua permettendo) a creare uno schieramento compatto che tenga insieme Pd, sinistra più o meno radicale, ex socialisti, nostalgici di Bassetta, ed il mondo civico ambientalista;
  • contare sulla nascita di un centro destra alternativo a Natalia, che farebbe capo a Cardinali, e che avrebbe l’effetto di drenare voti a destra. Facilitando il compito del futuro candidato progressista.

Per fare questo però, serve compattezza. Di qui la decisione di Proietti di tenere duro sul fronte del “nessun nemico a sinistra”.

Almeno fino alla prossima crisi.

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