La pizza di Brighindi, il leasing di Tagliaferri ed i viaggi di Mastrangeli…

La pizza l’hanno mangiata ma il dolce alla fine non è stato servito. La situazione resta identica a prima nel Partito Democratico di Frosinone: non ha prodotto passi in avanti l’incontro organizzato dal presidente cittadino del Pd Francesco Brighindi con il gruppo consiliare. L’assenza dell’ex sindaco e capogruppo in carica Michele Marini(leggi qui il precedente) ha pesato.

Una sintesi, Brighindi l’ha individuata: lui ed il segretario Norberto Venturi avranno un confronto con Marini e sulla base di un ragionamento politico gli chiederanno di avere un ruolo attivo alle prossime primarie. Per tenere unito il Partito e per far sentire dall’interno il suo peso politico.

Venturi a tavola ha fatto un ragionamento lineare: se si candida è solo per vincere e sfidare Nicola Ottaviani nella corsa con cui diventare sindaco. Ma con il mancato appoggio di Francesco De Angelis (leggi qui), senza il sostegno di Marini, con la componente che vede insieme Francesco Scalia e Angelo Pizzutelli schierati sul nome di Fabrizio Cristofari, la conta è in bilico. Marini però continua a dire che non intende partecipare a primarie che in qualsiasi modo possano legittimare l’ex segretario cittadino Cristofari al quale non perdona di avergli voltato le spalle al primo turno delle elezioni perse cinque anni fa. Il chiarimento Brighindi – Venturi – Marini è indispensabile per definire il quadro.

Sul fronte di Nicola Ottaviani invece c’è aria di riorganizzazione. L’assessore Fabio Tagliaferri avendo esaurito l’apertura di credito nei confronti del sindaco è passato al leasing: il piazzale è pronto ed il 23 ottobre inaugura la nuova sede della Greylease la sua agenzia di auto a noleggio. Scherzando, pare che a qualcuno abbia detto: «Ci ho fatto l’abitudine, per tutta una consiliatura ho fatto l’assessore in leasing… ». I rapporti con il sindaco sono tesi: l’assessore ai Lavori Pubblici aspira da sempre alla carica di vice Ottaviani, la considerava un passaggio naturale dopo le dimissioni di Fulvio De Santis, ha mal digerito la vista di Francesco Trina, non ha mai accettato le staffette. All’epoca, una quadra la trovò al termine di una cena andata avanti fino alle tre del mattino da Bassetto  dopo litigi infiniti con Alessandra Di Legge che alla fine lo convinse più per sfinimento che per sintesi politica.

Più preoccupante invece il viaggio del ministro delle Finanze di Ottaviani, il dottor Riccardo Mastrangeli. Come sempre, prende le cose sul serio, e fa in grande: dopo avere messo mano ai conti comunali ed avergli dato una sistemata ha preso l’aereo ed è andato negli Stati Uniti. Ad impensierire non è tanto il ricevimento nella residenza dell’ambasciatore a New York, tantomeno il colloquio a Philadelphia con il professor Antonio Giordano (una delle massime autorità mondiali nella ricerca oncologica), ma il faccia a faccia intenso con con il Direttore del Fondo Monetario Internazionale Carlo Cottarelli, l’uomo che disegnò la spending review a Matteo Renzi (che dopo averla letta l’ha chiusa a chiave con tripla mandata in un cassetto). Ma cosa si sono messi in mente Mastrangeli e Ottaviani per il prossimo quinquennio in caso di vittoria?

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