La possibile via di mediazione tra Marini e Cristofari

Il Segretario politico Simone Costanzo ha detto che non parlerà fino a lunedì e riaprirà bocca solo durante la Direzione Provinciale. Francesco De Angelis ha rimesso nella scacchiera tutti i pezzi dopo avere compiuto tutte le mosse ma riuscendo ad arrivare solo ad uno stallo e non ad una vittoria, come sarebbe stata l’individuazione di un candidato unitario. Francesco Scalia ha evitato accuratamente di lasciare le sue impronte digitali, impartendo le sue istruzioni politiche ma standosene ben lontano dal teatro dell’azione. Il presidente del Partito Domenico Alfieri ed il deputato Nazzareno Pilozzi continuano a lavorare nell’ombra così come hanno fatto in occasione delle elezioni comunali di Cassino. Ma vogliono evitare che il finale sia lo stesso e per questo evitano di agire di giorno.

 

Sull’orlo del suicidio politico

Il Pd a Frosinone in questo momento è a ridosso del suicidio. Lo stesso portato in scena a cassino pochi mesi fa. Ancora peggio, se possibile.

Il riassunto della situazione. A fine mese ci saranno le primarie per scegliere il candidato: checché se ne dica sono esse stesse una sconfitta dal momento che tutti i big avevano annunciato un tentativo per giungere alla candidatura unitaria, condivisa, con cui evitare la conta. Chi ci sarà alle primarie: Norberto Venturi, già presidente d’aula e segretario del circolo cittadino del Pd.

E poi? il presidente dell’Ordine dei Medici ed ex segretario cittadino Fabrizio Cristofari ha incassato il veto pesantissimo dell’ex sindaco Michele Marini; e Michele più di qualche voto lo sposta. Angelo Pizzutelli sta intelligentemente al balcone, nascosto dietro ad un vaso di gerani, per evitare d’essere raggiunto dai proiettili vaganti ma tenendosi pronto a balzare fuori all’ultimo momento se le condizioni ci dovessero essere.

Non ci sarà il presidente della Saf Mauro Vicano, il che dovrebbe suonare come campanello d’allarme per molti: non è un decubertiniano, lui gioca solo per vincere, se non s’è schierato significa che il quadro politico interno al Pd è troppo frammentato.

Non ci saranno candidati di coalizione, come il socialista Vincenzo Iacovissi: il Psi ha detto da tempo che andrà per la sua strada perché per quattro anni il Pd non se l’è filato nemmeno di sbieco.

 

L’infiltrato speciale

In questo contesto ha ragione Corrado Trento quando scrive su L’Infiltrato Speciale che il sindaco Nicola Ottaviani ha un problema in meno: non deve seguire gli avversari ma gli basta concentrarsi sui tagli settimanali dei nastri che ha già pianificato per i prossimi sei mesi (in realtà lui di nastri ne ha per sette mesi, semmai dovessero allungargli troppo la data; altrimenti nelle ultime settimane farà due inaugurazioni alla volta). Così Ottaviani non ha avversari e lo scenario Cassinate è una tranquilla vista su Zurigo.

 

La via di mediazione

L’unico modo per rimettere in piedi la partita è sbloccare il Pd. E può farlo solo la Direzione Provinciale. Se sarà capace di non ripetere gli errori fatti quando si è riunita per discutere delle candidature a Cassino. La strada è una sola: rimettere gli orologi indietro di quattro anni, sollevare il tappeto e ritirare fuori la polvere che venne messa lì nel 2012, fare quell’analisi e quell’autocritica che all’epoca non vennero fatti dopo la sconfitta. La verità non sta mai tutta da una parte sola. Ci sono elementi che vanno a favore dell’una e dell’altra tesi.

 

A favore di Michele Marini

1. Lui era il sindaco uscente legittimamente ricandidato ma nonostante questo Cristofari ed il Psi gli hanno voltato le spalle sostenendo un altro candidato
2. La posizione ufficiale del Partito Democratico era di pieno sostegno ed appoggio al sindaco uscente
3. Cristofari a quel tempo era il segretario cittadino del Pd, si dimise e questo creò una spaccatura devastante nell’elettorato
4. Cristofari è rientrato nel Partito e nessuno gli ha chiesto conto di quella posizione assunta nel 2012

 

A favore di Fabrizio Cristofari

1. Nel 2012 il segretario provinciale Lucio Migliorelli, con Francesco Scalia e Francesco De Angelis gli offrirono la candidatura a sindaco perché ritenevano Marini bruciato dalle indagini giudiziarie, perché un sondaggio riservato lo dava perdente contro Ottaviani: Cristofari rifiutò per rispetto.
2. Effettivamente, dopo le elezioni, la vicenda giudiziaria legata ai lavori per la Monti Lepini ha investito Marini: se fosse stato sindaco ne sarebbe stato travolto con pesantissime conseguenze politiche per tutti
3. E’ vero che non c’è stato alcun ‘processo’ politico a Cristofari per i fatti del 2012 ma è altrettanto vero che non c’è stato nemmeno per Marini: innegabilmente una parte della sconfitta è anche colpa sua e della sua amministrazione, nonostante questo il Pd lo ha lasciato capogruppo in consiglio comunale.
4. Non si può invocare l’unità e la disciplina di Partito solo quando devono rispettarla gli altri

 

L’abilità, ora, starà tutta nel trovare una sintesi lunedì.

§
error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright