La Provincia e la matematica sbagliata

Fiorito torna a parlare per la prima volta di politica locale. Analisi delle prossime elezioni Provinciali. Con una lucidità spiazzante. Chi rischia. E perché. Cosa stanno facendo. Da Abbruzzese a Quadrini, da FdI al centrosinistra. Questione di matematica. E molti non si rassegnano

Franco Fiorito

Ulisse della Politica

L’altra sera leggevo un articolo su una nota rivista scientifica in cui si riportano i dubbi proposti dal noto matematico teorico Kevin Buzzard dell’Imperial College di Londra, che ha affermato di ritenere esserci una probabilità che parte della matematica data per vera, in realtà sia sbagliata.

Esattamente argomentava : “Credo che ci sia una possibilità superiore a zero che alcuni dei nostri più importanti castelli siano fatti di sabbia“, sostenendo poi come soluzione che sia il momento di affidarci alle Intelligenze Artificiali per verificare le dimostrazioni matematiche.

Qualsiasi nuova dimostrazione ottenuta da matematici professionisti tende ad appoggiarsi su un intero bacino di risultati precedenti che sono già stati pubblicati e compresi. Ma il matematico dice che, in molti casi, le dimostrazioni precedenti su cui se ne costruiscono di nuove non sono affatto comprese chiaramente.

Questo preoccupa molto Buzzard che rincara la dose: “Mi sorge la paura che tutta la matematica pubblicata sia in realtà sbagliata, perché i matematici non controllano i dettagli, e hanno commesso altri sbagli prima d’ora.”

La teoria della Matematica Sbagliata

Il professor Kevin Buzzard

La teoria che serpeggia da mesi con il provvisorio appellativo apocalittico di “teoria della matematica sbagliata” evidentemente non deve aver avuto molto eco nella nostra provincia né nella comunità scientifica né assolutamente in quella politica.

Vi spiego perché. Con l’approssimarsi delle elezioni provinciali che si terranno il mese di dicembre l’ambiente politico è percorso dalla naturale fibrillazione preelettorale. Anche se la particolare conformazione elettorale, fatta di fasce con voti ponderati riservate agli amministratori, indirizza tali fibrillazioni più agli eletti che al popolo comune che in virtù di questo meccanismo non viene minimamente disturbato.

Difatti col voto delle comunali delega almeno per un paio di elezioni anche il proprio voto per il consiglio provinciale affidandolo ai consiglieri eletti nei vari Comuni della nostra bella provincia.

Ed in virtù di questo meccanismo semidiabolico, più che la politica classica fatta di comizi ed appelli al voto, entra prepotentemente la matematica. Eh si perché dopo aver assegnato delle fasce di valore numerico, in base alla popolazione, è la somma di queste che farà il totale, come direbbe Totò.

Allora più che una campagna elettorale sembra un festival ciociaro della matematica. Magari meno prestigioso di quello organizzato dal matematico, logico e saggista Piergiorgio Odifreddi ma anche certamente popolato di matematici incerti al limite dell’inverosimile.

Le alchimie ponderate per le Provinciali

Foto: Nando Potenti)

Sono tutti ingobbiti manco fossero Leopardi su quei foglietti a fare somme e controsomme schierando tutti i presunti elementi a loro favore nemmeno fossero campioni di Risiko. Si azzardano in previsioni numeriche fantasmagoriche, equazioni e progressioni matematiche il cui risultato è sempre a loro favore moltiplicando a dismisura le previsioni che poi tristemente al momento del voto si rivelano sempre sbagliate e di molto.

Se uno sommasse le aspettative dei futuri protagonisti della prossima competizione il risultato dei voti ponderati ad oggi l’insieme sarebbe più del triplo di quanto possibile. Eppure questo modello matematico elettorale è in vigore da qualche anno un po’ di esperienza dovrebbero averla fatta.

Eppure questo matematico Buzzard ha dato molto rilievo alla teoria della matematica sbagliata che perfettamente si potrebbe applicare pure ai calcoli delle future elezioni in Ciociaria.

La Matematica Sbagliata di Frosinone

Ma non è abbastanza, il bailamme di numeri invade i telefonini di tutti gli addetti di partito e delle liste civiche.

Partiamo dai primi numeri. Il rispetto delle quote di genere. Le chiamo così perché se dico quote rosa ormai è sessista. Lo hanno stabilito i Ferragnez. I candidati sono praticamente tutti maschi, nessuno fino all’ultimo giorno quando ricorderanno le divisioni stabilite dalla legge si cura delle candidate donne.

Il salone di rappresentanza

Finirà così pure stavolta che tranne qualche lodevole eccezione di qualche consigliera già eletta, ed anche brava, il prossimo consiglio non sarà di certo un gineceo come sempre successo negli ultimi anni.

Finirà che come le ultime volte le quote rosa verranno rispettate inserendo candidate che non si voteranno nemmeno da sole per dare il voto ai capi cordata per finire tristemente a zero. Ecco, lo zero che citavamo prima, un altro segno matematico importante.

I più fortunati sono quelli che per spirito di Partito già sanno di essere destinati verso quel numero, i più sfortunati sono quelli che partono in tromba dichiarando sfaceli e certa elezione e poi gli ultimi giorni vengono puntualmente richiamati dai capi Partito che gli consigliano suadentemente di convergere i voti su un candidato maggiormente eleggibile per non disperderli. Ho visto gente che da due tre elezioni si dice eletta sicuro per poi finire sempre a zero. Ma qui forse è un altro tipo di problema.

Vedete allora anche all’interno degli zeri possiamo distinguere tra gli zeri felici e quelli infelici. Prodigio della matematica.

Il rischio per il centrodestra

Ma la questione numerica più seria la pone un altro controsenso di questa legge. Il presidente già eletto dura in carica quattro anni. Ma l’elezione dei consiglieri biennale lo mette a rischio di imprevisti cambi di maggioranza. In teoria diciamo, ma vista la gestione delle ultime elezioni comunali il centrodestra rischia di lasciare il passo ad una decisa  espansione della sinistra, avendo ceduto importanti roccaforti in particolare nel sud della provincia.

Il nord del territorio nei Comuni maggiori in realtà il suo l’ha fatto. Con la recente riconquista di Alatri tornata al centrodestra e le amministrazioni in carica di Anagni e Frosinone. Considerato che a Ferentino e Veroli non si tocca palla da decenni in fondo il proprio dovere è stato fatto.

Nel sud invece prima la sconfitta di Mario Abbruzzese che ha regalato la vittoria al centro sinistra, nonostante la forte propensione elettorale di centrodestra di Cassino, e poi il pasticcio nel versante di Sora che ha regalato Di Stefano ed i suoi ampi consensi all’accordo vincente con un centrosinistra, anche li minoritario, hanno falciato in maniera seria il numero degli eletti nelle file del centro destra costituendo un gap di assoluto rilievo.

Se calcoli scendendo nelle fasce inferiori poi i cambi recenti a Monte San Giovanni Campano ed il governo di Ceprano entrambe di ispirazione democratica o la questione di Pontecorvo unico Comune di quella importante fascia di centrodestra interessato però da recenti cambi di visione del Sindaco fresco di dimissioni da importanti incarichi di Partito la questione si complica ulteriormente. (Leggi qui L’insofferenza di Rotondo per i Partiti).

Il ruolo delle Civiche

Gianluca Quadrini e Guido D’Amico

Ci sono anche le civiche ovviamente. Anche se le uniche che per coraggio e successo numerico possono essere definite tali sono quelle di Gianluca Quadrini e di Luigi Vacana che sono reduci da ottimi successi elettorali nelle scorse.

Sembra si ripresenteranno, con quella di Vacana sempre attiva, mentre Quadrini dato per già entrato nella Lega sembra invece intenzionato a riproporre la formazione precedente. Forse vittima anche lui dello sport più in voga nei Partiti di centro destra negli ultimi anni cioè quello di fare entrare personalità importanti e dotate di consenso nei Partiti per poi cercare di ammazzarli in tuti i modi possibili ed immaginabili, in genere in preda al delirio delle correnti ed alla debolezza endemica dei dirigenti che vedono ogni nuovo acquisto come un pericolo.

Oltre alle vicende Lega / Quadrini o alle stesse recenti in Fdi con Antonello Iannarilli ad esempio o con Fabio Tagliaferri nel capoluogo di questi giorni si potrebbe fare un elenco di killeraggi la cui lunghezza coprirebbe metà almeno di questo articolo.

Fa fortunatamente eccezione Forza Italia che dopo qualche sistemazione del passato lavora ordinatamente e forse si sta organizzando meglio di altri per i mezzi messi a disposizione.

Piacciono anche a sinistra

Francesco De Angelis, Antonio Pompeo

Forse anche il Polo Civico forte a Frosinone azzarderà stavolta una propria lista dopo essersi invece fatto eleggere in quella della Lega le scorse elezioni un po’ come quelli che con scaltrezza saltano sul treno all’ultimo minuto, ma è oggi atteso ad una prova di maturità.

E la mania civica lambisce anche il centrosinistra che per soddisfare la vocazione atavica alla conta correntizia fino all’altro giorno ipotizzava di fare delle liste civiche di componente per contare in questo modo i consensi in maniera chiara ed inequivocabile. Non si sa se al posto della lista ufficiale del Pd o addirittura in aggiunta. La cena al Bellaria rivelata come sempre da Alessioporcu.it dice che se civiche ci saranno, non saranno di componente ma per fornire una zattera a chi nel centrodestra ha capito che anche stavolta la flotta è affidata a capitani incapaci di disegnare una rotta. (Leggi qui La guerra nel Pd è finita, votate in pace).

In tutto questo quadro, sempre tornando alla matematica, perché come ripeteva spesso l’indimenticato Senatore Romano Misserville i numeri hanno la testa dura” sottolineiamo che i consiglieri da eleggere restano sempre dodici. Solo dodici. (Leggi qui L’ultima corsa di Romano Misserville: vincitore fino alla fine).

Il potere degli (ex) assenti

Enzo Salera

E contando che alcuni Comuni nelle scorse elezione erano commissariati e quindi senza consiglieri partecipanti al voto anche gli attuali eletti rischiano fortemente il posto. Chiaro è l’esempio di Cassino che non votò due anni fa ma che oggi ha la forza tra i vari schieramenti di fare eleggere almeno due, se non tre consiglieri coi voti ponderati di prima fascia.

Forse fu premonitore l’intervento di Odifreddi eclettico matematico che tempo fa intervenne a Veroli con un intervento nell’ambito della mostra di arte contemporanea “Dodici Contemporaneamente” (esattamente come il numero dei consiglieri provinciali) che ci intrattenne con una conferenza dal titolo “Vie di fuga riflessioni sul tema”.

Entrambi i titoli, con dispettosa  precisione matematica si intersecano oggi coi temi della futura elezione provinciale. Sia nel ricordarci che i consiglieri saranno solo “dodici contemporaneamente” e anche che la matematica sarà come sempre fredda e spietata. E a qualcuno prima di fare una figuraccia è consigliato come fece lo scienziato. Cioè calcolare qualche “via di fuga” e fare riflessioni sul tema.

Con una serie di indizi così probanti dati da scienziati del calibro di Odifreddi e del già citato Buzzard è bene non sottovalutare la situazione. Anche perché la soluzione proposta di ovviare agli errori usando l’Intelligenza Artificiale in politica non funziona. È già raro ed apprezzato oggi nel panorama politico incontrare qualche intelligenza naturale ma di artificiali in Ciociaria per ora non se ne vede traccia

I consigli di Murphy

Ed è solo per spirito collaborativo che infine cito, parafrasandola nell’ultimo verso, una delle più famose leggi di Murphy che recitava così:

1. Se è verde o si muove, è biologia.

2. Se puzza, è chimica.

3. Se non funziona, è fisica.

4. Se non si capisce, è matematica.

5. Se non ha senso, è politica.

(Leggi qui tutti gli articoli di Franco Fiorito)

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