La puzza di bruciato intorno a Francesco De Angelis

La puzza di bruciato, Francesco De Angelis ha iniziato a sentirla da martedì sera. Cioè da quando, prima Corrado Trento di Ciociaria Oggi e poi Alessioporcu.it, lo hanno chiamato per fargli la stessa domanda. Volevano sapere se fosse vera la voce secondo la quale erano in corso manovre nel Pd che potevano io avere un solo, chiaro, significato: spingerlo a candidarsi a sindaco di Frosinone.

Il dubbio, il presidente dell’Asi, lo ha rivelato oggi a tavola, mentre era a La Taverna di Cupido a Piedimonte San Germano in compagnia del presidente della Saf Mauro Vicano. Pranzo veloce, antipasto leggero ed un primo a base di pasta: «Ma non è che vogliono mettermi in mezzo e farmi un bel trappolone?»

Ricostruiamo i fatti. Cominciando da lunedì pomeriggio. Negli ambienti politici vengono lasciate alcune tracce, nascoste in modo che vengano trovate senza troppe difficoltà dai cronisti di politica. Attribuiscono al segretario cittadino del Pd Norberto Venturi una frase, un pensiero detto ad alta voce, non una rotta né un documento politico: «In questo quadro così frammentato l’unica soluzione unitaria potrebbe essere la discesa in campo di Francesco De Angelis». La voce arriva ai due cronisti e scatta subito la verifica.

A nessuno dei due il dottor Venturi conferma o smentisce la voce: è persona troppo seria per infilarsi in pettegolezzi. Ed è politico troppo esperto per non sapere che è questo il modo più efficace per saggiare le reazioni della piazza. Meglio allora lasciar circolare e comprendere gli umori.

Poi è la volta della chiamata a De Angelis: la voce circola, presidente che ne pensa?

Ciociaria Oggi riporta:

Il tam tam continua, ma sinceramente non so più come ripetere che non sarò candidato sindaco di Frosinone»: a parlare è Francesco De Angelis. In realtà il tam tam è incessante, sia nel dibattito politico che sui social network. Circolano perfino ricostruzioni che potrebbe essere il segretario del circolo cittadino Norberto Venturi a chiedere un passo indietro a tutti per lanciare la proposta di De Angelis.

E’ martedì mattina quando quelle che lunedì erano semplici tracce diventano elementi più concreti. Una fonte con nome e cognome, interna alle dinamiche del Pd, riferisce che la ricomposizione dello scenario politico procede spedita e 1) Fabrizio Cristofari ha avuto un primo scambio di messaggi cone Michele Marini dal quale emerge che l’ex sindaco non tollera la presenza nel Pd dell’ex segretario politico che gli voltò le spalle alla vigilia delle scorse comunali; vuole vederlo in campo neutro. 2) Venturi ha chiesto a Cristofari di esaminare la situazione e valutare se sia il caso di fare un passo indietro e fare candidare De Angelis come figura unitaria capace di aggregare il Partito.

Cosa fa percepire puzza di bruciato a Francesco De Angelis? Il fatto che chiunque, all’interno del Pd, sa qual è la sua intenzione: candidarsi alla Camera dei Deputati e trascinare il Partito all’elezione di un deputato portando dentro il maggior numero di preferenze sia possibile. E poi che chiunque lo conosca appena un po’ sa benissimo come in caso di candidatura Francesco De Angelis avrebbe iniziato a scaldare i motori nel 2015 per presentarsi alle urne nel 2017 con un solo risultato possibile: vincere. De Angelis non gioca a perdere. E’ come la Juventus: o prende lo scudetto o buca il pallone.

Candidarlo a cinque mesi dal voto significherebbe gettarlo in una mischia all’ultimo momento, toglierlo da quello che è il suo vero obiettivo, esporlo al rischio di troppi regolamenti di conti interni. Perché le alleanze si costruiscono prima, i conti aperti si chiudono quando l’aria elettorale non ha ancora iniziato a soffiare facendo lievitare gli interessi. Esattamente quello che il Pd non ha fatto in queste Comunali 2017.

Proprio per questo Francesco De Angelis ha sentito puzza di bruciato. E anche per questo non si sposterà di un millimetro dalla sua scelta di non candidarsi.

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