La Regione a Mad: “Fai la discarica”. La risposta: “Non ci penso proprio”

La Regione ordina la ripresa dei lavori alla discarica di Roccasecca. Mad rifiuta. Pretende chiarezza sui parametri con cui calcolare l'inquinamento. E vuole siano noti a tutti. Progetto per la conversione al green ora che serve l'energia. Ma senza chiarezza stop pure a quello.

L’ordine è chiaro: “Riaprite l’impianto di Roccasecca e procedete con il quinto invaso”. La risposta è altrettanto chiara: “Non ci penso proprio”. È la sintesi della serie di lettere che si sono scritti in questi mesi la Regione Lazio e la Mad, società che per anni ha gestito la discarica dei Comuni ciociari in località Ortella a Roccasecca.

Mad aveva ottenuto le autorizzazioni per realizzare il quinto invaso. Cioè la quinta fossa nella quale sistemare i rifiuti avanzati dopo la procedura di riciclo. La scorsa primavera l’azienda ha detto basta. Ha scelto di fermarsi dopo l’apertura di un’inchiesta della Procura di Roma nella quale si metteva in dubbio l’iter delle sue autorizzazioni. Sia quelle per il nuovo impianto di Roma e sia per l’allargamento in in Ciociaria. Dubbi che devono ritenersi chiariti almeno per la parte di Roccasecca dal momento che la Regione Lazio ora sollecita la ripresa dei lavori sul quinto invaso.

Io non riapro niente

Gli impianti Mad

Mad decide di non riaprire Roccasecca. E risponde a brutto muso alla Regione: non riapre perché ritiene non ci sia chiarezza. Non vuole trovarsi in zone grigie che nei mesi scorsi hanno portato ad un’indagine. Vuole che tutto sia chiaro da prima.

Cosa c’è da chiarire? Per capirlo bisogna spulciare le carte alla base dell’Ordinanza firmata nei giorni scorsi dalla Provincia di Frosinone. È il documento con cui gli uffici del presidente Antonio Pompeo dispongono la bonifica dell’area.

Leggendo le 8 pagine dell’ordinanza si deduce che c’è stata una serie di note intercorse tra Mad, Regione, Provincia. La goccia che ha fatto traboccare il vaso (della Mad che ha detto basta, della Provincia che ha detto bonificate) è una nota della Regione Lazio del 7 dicembre 2021.

La Regione scrive che la discarica di Roccasecca non inquina ed esclude la presenza di percolato (i liquami prodotti dai rifiuti). La Regione afferma pure che gli uffici non sono in grado di definire i valori di fondo. È l’elemento chiave di tutta la polemica. Cosa sono i valori di fondo? Perché sono così importanti in questa storia? Così importanti da far dire a Mad: io non riapro un bel niente.

I valori di fondo

Il primo lotto già pronto

Da anni i rilievi sui metalli presenti nei terrenni di Roccasecca, Colfelice e San Giovanni Incarico registrano la presenza di metalli in quantità superiore al consentito. Ferro, manganese, arsenico. Significa che c’è inquinamento? In teoria si. E per questo viene investito della questione il Consiglio Nazionale delle Ricerche: il CNR da anni ha detto che quei terreni sono per loro natura ricchi di quei metalli. (Leggi qui Tutta la verità sui veleni intorno alla Mad: l’atto ufficiale della Regione).

Significa che Mad ed il vicino stabilimento pubblico Saf per la lavorazione dei rifiuti non inquinano? Per dire si o no serve un dato di partenza: i valori di fondo. Cioè: quanto è la quantità naturale di metalli presente nel terreno. A quel punto basta misurare la differenza e vedere se e quanto ne ha portato lo stabilimento Mad.

Ma è proprio quello che Mad non riesce a farsi dire dalla Regione. Quanto è la presenza naturale di metalli? E senza quel dato non intende riprendere l’attività nemmeno per un minuto. Perché senza quel dato, un bel giorno chiunque può contestargli di avere inquinato i terreni.

Chi possiede i dati?

Analisi di laboratorio

I dati ci sono. Lo stesso CNR aveva indicato già nel febbraio 2021 i valori da inserire.

Non solo. Mad quando aveva costruito la discarica aveva effettuato le analisi sui terreni. Risulta che la società ha fornito tutti i dati registrati vent’anni fa. Utilissimi oggi per effettuare lo studio.

La questione è finita già due volte al Tribunale Amministrativo Regionale. Dopo gli ultimi provvedimenti è chiaro che si vada verso un terzo ricorso. Per valutare la legittimità dell’ordinanza della Provincia. Ma è un pretesto: in realtà Mad solo in apparenza vuole mettere in discussione l’atto della Provincia in realtà vuole far uscire dalla tana la Regione e farle indicare i valori di fondo.

Lo si capisce dal carteggio. Proprio alcuni  giorni fà, in una lettera alla Regione, l’azienda ha evidenziato tutti gli atti precedenti. Sostiene come Tar e CNR abbiano chiarito che non ci siano fenomeni di inquinamento derivanti dalla gestione della discarica, abbiano confermato l’assenza di inquinamento nelle acque sotterranee. E quindi? La Regione Lazio – sostiene l’azienda – invece di affrontare il tema dei valori di fondo rinvia le sue decisioni ad ulteriori imprecisati approfondimenti. Senza indicare quali, quando farli, in base a quale norma. 

Mad ha ribadito pertanto che non intende più esporsi a rischi. In un passaggio della lettera alla Regione Mad li definisce “rischi non accettabili in quanto causati dalla mancata assunzione di responsabilità da parte degli altri attori del servizio pubblico”. Traduzione: senza quei numeri, senza chiarezza, noi non riapriamo e respingiamo al mittente la vostra sollecitazione a riaprire.

Progetto Green

Il bio digestore Mad

Mad pare che intenda convertirsi al Green. In piccolo, quello che è stato fatto a Sant’Agata Bolognese. Lì un’ex discarica è stata convertita nell’impianto green per la produzione di bio metano. (Leggi qui “Ora vi racconto come il bio metano ha cambiato il mio Comune”).

In realtà, nel complesso industriale Mad, un biodigestore che produce gas esiste da anni. Già autorizzato e costruito.

Con il collasso del sistema industriale nazionale ed il fermo produttivo delle fabbriche energivore, Mad sta studiando la possibilità di convertirsi e produrre l’energia da mettere a disposizione. Lo fornirebbe alla rete nazionale del gas. Ma con la sua presenza, sarebbero subito interessate l’ex Ideal Standard oggi Grestone che ha fermato i forni esattamente come ha fatto il distretto ceramico di Sassuolo; c’è la AGC Automotive, colosso del vetro pronto a raddoppiare la produzione di vetri per auto a Roccasecca ma a condizione di avere il gas a prezzi accessibili.

Le carte di questi ultimi giorni però dicono che anche quel progetto è stato congelato. Mad sospende anche lo sviluppo della trasformazione impiantistica del biodigestore. Senza chiarezza non muove foglia.

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