La ricetta di Pd e Forza Italia: «Più ci odiamo e più voti prendiamo»

Tutto torna, perché alla fine la politica non è una variabile di fattori casuali ma una scienza esatta ispirata spesso ai corsi e ricorsi storici.

A livello nazionale il ritorno di Silvio Berlusconi ma anche di Romano Prodi è evidente e dietro di loro si vedono tanti colonnelli, capitani e furieri della Prima e della Seconda Repubblica pronti a tornare in corsa per un seggio al Senato e alla Camera.

Altro che ricambio generazionale, altro che giovani, altro che amministratori locali.

Sul piano provinciale in tanti si lasciano scappare un eloquente “siamo tornati a litigare, significa che siamo a casa”. In Forza Italia si sopportano tutti, come sempre. Mario Abbruzzese e Antonello Iannarilli si sono accorti adesso che sono nello stesso Partito. Nicola Ottaviani e lo stesso Antonello Iannarilli è difficile che si salutino se dovesseo incontrarsi.
Non a caso, alla domanda “Chi è Nicola Ottaviani?”, l’ex deputato ha risposto ad Alessioporcu.it con una sciabolata. «Semplicemente il primo cittadino di Frosinone a cui i cittadini hanno dato fiducia per la seconda volta e gli va dato atto del lavoro svolto». (leggi qui l’intervista)

Se poi davvero dovesse rientrare anche Alfredo Pallone, allora potrebbe succedere di tutto.

Eppure c’è stato un periodo in cui governavano insieme “d’odio e disaccordo”. Antonello Iannarilli era presidente della Provincia e in quella maggioranza c’erano Mario Abbruzzese e Franco Fiorito, ognuno concentrato a sfiduciare l’altro. Mentre Alfredo Pallone veleggiava a Roma. Adesso si è saldato il blocco di Frosinone, composto da Nicola Ottaviani, Adriano Piacentini e Danilo Magliocchetti. Nessuno di loro è di primo pelo e tutti sono pronti a fare squadra come i tre moschettieri per ottenere candidature migliori di Pasquale Ciacciarelli, Gianluca Quadrini. Forse dello stesso Antonello Iannarilli.

Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo guarda e tiene il quadro insieme. Unito sarebbe troppo.

Il Partito Democratico renziano è avanti di qualche anno, perché lì Francesco Scalia e Francesco De Angelis fingono di litigare per poi piazzarsi sempre nella posizione migliore. Dietro di loro è una specie di tutti contro tutti: Maria Spilabotte e Sara Battisti. Antonio Pompeo e Mauro Buschini. Domenico Alfieri e Simone Costanzo. Nazzareno Pilozzi e Marino Fardelli. Alle elezioni comunali è un disastro dietro l’altro, alle regionali e alle politiche finora è andata diversamente.

Forza Italia e Pd ripetono che per ottenere il massimo dei voti è importante che tutte le “anime” siano rappresentate. La competizione fa bene alla squadra.

Oppure, più prosaicamente, ognuno cercherà di fregare l’altro.

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