La ricevuta di Colosimo: “Su Allumiere gli asini non volano”

La presidente della Commissione che ha indagato sul concorso di Allumiere: "Non crederò mai che gli asini volano”. Il commento all'assoluzione del sindaco. I dubbi contenuti nel testo della sua relazione. L'attesa delle indagini. E le accuse al Pd

Ha guidato la Commissione d’inchiesta incaricata di fare luce sulle assunzioni compiute dalla Regione Lazio. Quelle avvenute attingendo dalla graduatoria elaborata nel Comune di Allumiere. Nella quale – guarda caso – c’era un lungo elenco di idonei e quasi tutti con incarichi politici nel Partito Democratico.

Chiara Colosimo ha compiuto con scrupolo il suo lavoro. E la sua Commissione d’Indagine ha consegnato all’Aula una relazione. Esaminata, posta ai voti, emendata nei punti ritenuti inutilmente politici. Il testo finale passato in Consiglio dice che l’iter seguito è giuridicamente corretto; il testo presentato da Chiara Colosimo prima degli emendamenti dice che ci sono più punti nei quali eticamente e moralmente il Pd ha diversi passaggi sui quali fare l’esame di coscienza.

Nelle ore scorse il Giudice delle Udienze Preliminari di Civitavecchia ha prosciolto con fomula piena il sindaco di Allumiere Antonio Pasquini. A chiedere l’archiviazione è stato direttamente il magistrato della Procura che per un anno e mezzo ha condotto le indagini. (Leggi qui Allumiere, prosciolto il sindaco Pasquini).

Liberi di credere che gli asini volano

Colosimo mentre presiede la Commissione

Un proscioglimento che – per il modo in cui è avvenuto – ha sollevato una questione. Antonio Pasquini è stato massacrato mediaticamente. Condannato via tubo catodico, assolto via Giudiziaria. (Leggi qui: E ora chi glielo dice al sindaco di Allumiere?)

Chiara Colosimo mette i classici puntini sulle i. E ad Alessioporcu.it spiega: «Il tema non è il sindaco di Allumiere. Il tema è credere (in sintesi) che da Frosinone si sia andati casualmente a fare un concorso sopra i monti della Tolfa. Che quel concorso abbia avuto una moltiplicazione immotivata di idonei -chi ricorda il conto televisivo di Pasquini- che quel concorso abbia avuto punteggi assegnati a caso; che la graduatoria abbia fatti salti impossibili e casualmente legati ai Comuni che chiamavano; e che in quel concorso in Consiglio Regionale si sia assunto la giornata della Vigilia di Natale un dimissionario in poche ore». 

Sono i passaggi messi in luce dalla Commissione d’inchiesta. In pratica, dice il Consigliere Regionale che ha guidato quei lavori: sarà forse giuridicamente a posto la posizione del sindaco e la procedura amministrativa ma quel concorso ha evidenti anomalie che ora dovranno essere giudicate dalla magistratura. E che non possono essere ignorate.

«Il tema di ritorno – spiega Chiara Colosimo – è che non si può credere che gli asini volano».

I dubbi nella versione integrale

Antonio Pasquini

Prosegue la presidente: «Per tutto il resto vi rimando alla versione integrale della relazione. Casualmente è stata stralciata. Attendo che parlino coloro i quali sono stati rinviati a giudizio».

«Non faccio il giudice, ma non credo e non crederó che gli asini volano e che tutto quanto scritto e tutti i nomi miracolati abbiano vinto perché i commissari hanno “sbagliato”».

Per l’esponente di Fratelli d’Italia quel concorso ha molto da chiarire. E lo ha anche il Partito Democratico. «Faccio politica e credo che la politica, non solo i sindaci, che si nascondono dietro gli “errori” di tecnici, abbiano perso. O forse abbiano iniziato a vedere gli asini volare, di ritorno dai loro uffici

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