La rivincita di Lulic, sedotto ed abbandonato dai grandi club

Il centrocampista croato, protagonista della vittoria a Benevento, si prende la scena e cerca il rilancio nel calcio che conta. Talento puro, paragonato a Fabregas, si era messo in mostra con la Nazionale Under 17 agli Europei ed ai Mondiali del 2013. Corteggiato da Borussia Dortmund, Roma e Liverpool, alla fine è stato ingaggiato dalla Sampdoria. Ma non è esploso. Ora ci riprova al Frosinone, pronto a scommettere sulle sue qualità

Alessandro Salines

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Liverpool, Borussia Dortmund, Napoli e Roma lo hanno sedotto e poi abbandonato per una stagione tra offerte, rilanci e azioni di disturbo. La Sampdoria invece ha celebrato il matrimonio ma dopo un anno è stato subito divorzio. Il Frosinone quest’estate lo ha corteggiato, sposato ed ora se lo coccola. È la storia di Karlo Lulic, centrocampista di 25 anni, una delle rivelazioni della squadra di Grosso e protagonista della vittoria a Benevento con una doppietta, la prima per un giocatore del Frosinone in questo campionato.

Voglio ringraziare il mister, il suo staff e l’intera società per la fiducia che hanno riposto in me – ha affermato entusiasta dopo la partita del “Vigorito”- Per me questi due gol sono tutto, sin dal primo giorno sono rimasto soddisfatto di questa esperienza che sto facendo.  Dobbiamo con continuare su questa strada”.

TERRA DI TALENTI

Karlo Lulic

La Croazia non a caso viene definita il Brasile d’Europa. Nel 2018 è stata vice campione del mondo. La piccola nazione slava ha sempre sfornato campioni come Boban, Boksic, Modric, Srna, Vlaovic, Rakitic, Mandzukic, Prosinečki e chi ne ha più metta. Lulic è originario tra l’altro di Nova Gradiska, la città dove sono nati Goran Vlaovic e Milan Rapajc, entrambi hanno giocato in Italia a Padova ed a Perugia.

Karlo ha iniziato nelle giovanili del Graničar Laze e del Mladost Cernik prima di trasferirsi nel luglio 2010 nel NK Osijek dove comincia a mettersi in mostra tanto da debuttare in prima squadra a soli 17 anni. Lo paragonano a Fabregas: Lulic dimostra di essere un centrocampista completo con il fiuto per il gol. Prestante fisicamente (è alto 186 centimetri), molto tecnico, colpisce gli osservatori soprattutto per la sua grande visione di gioco.

Karlo conquista la ribalta internazionale nel 2013 con la Nazionale Under 17 agli Europei in Slovacchia e ai Mondiali agli Emirati Arabi. Finisce nel mirino di Liverpool, Borussia Dortmund, Roma e Napoli. Ma l’affondo decisivo lo fa la Samp che in verità lo ha aveva scoperto prima di tutti. I blucerchiati superano la concorrenza malgrado le continue azioni di disturbo della Roma e del Liverpool. Nel settembre del 2014 Lulic sbarca a Genova con tante speranze e la fama di grande talento.

DALLA SAMP AL FROSINONE

L’avventura in blucerchiato non è fortunata. Dura poco più di un anno. Lulic s’allena con la prima squadra ma nel week-end gioca con la Primavera. Alla fine colleziona solo una presenza in Coppa Italia contro il Brescia. Insomma non sfonda. Poi il prestito in Repubblica Ceca al Bohemians, il ritorno all’Osijek ed i trasferimenti al Rudes sempre in Croazia, al Beveren in Belgio e allo Slaven Belupo dove trova continuità ed in 2 stagioni gioca 69 partite con 3 reti e ben 10 assist.

Il Frosinone entra in scena quest’estate. Il nome di Lulic è sul taccuino del direttore Guido Angelozzi e dei suoi collaboratori. Il dirigente giallazzurro è sempre stato un profondo conoscitore del mercato estero. Si rende conto che è il momento giusto per prendere senza svenarsi un talento che non è ancora sbocciato completamente. Un’opportunità da non farsi sfuggire e che potrebbe creare valore in futuro. E così il 30 agosto Angelozzi chiude l’ingaggio di Lulic con un contratto fino al 2024.

L’ESPLOSIONE DI LULIC

In Ciociaria arriva in sordina. Poco conosciuto se non dagli amatori di calcio straniero. Il nome Lulic al massimo poteva ricordare quello dell’ex capitano della Lazio. La società invece crede tantissimo nelle sue qualità di giocatore vero. Un centrocampista duttile e completo. I dirigenti ed anche Grosso sono pronti a scommettere su Lulic.

Come ogni straniero deve ambientarsi. Salta le prime 2 gare gare, va in panchina col Perugia e ad a Como. L’esordio in casa col Brescia, poi altri spezzoni con Reggina, Cittadella e Cosenza. Le sensazioni sono positive, la crescita è lampante. E così contro l’Ascoli lo scorso 23 ottobre parte dall’inizio. Piacciono il suo modo di stare in campo, la personalità oltre alle doti tecniche. Conquista tutti, a partire dai tifosi, scala le gerarchie del centrocampo. Diventa titolare nelle ultime 3 gare.

A Benevento la doppietta che spacca la gara e gli regala la copertina. “Nel primo mese di lavoro Grosso mi disse che non ero pronto ma ora sto bene – confessa Lulic, faccia pulita ed idee chiare – Io do sempre il massimo in ogni allenamento o partita che gioco e voglio continuare ad esprimermi così, al pari dei mei compagni”.

TANTA UMILTA’

La gioia di Lulic

Karlo non si esalta anche se potrebbe farlo. Le reti segnate al “Vigorito” sono state di pregevole fattura: la prima conclusione da far vedere alle scuole calcio per l’impostazione del tiro; la seconda da manuale per l’inserimento, lo smarcamento e la finalizzazione dal basso verso l’alto.

È il tredicesimo marcatore di una formazione sempre più cooperativa del gol. Penso che a Benevento si è visto come il Frosinone  sia una grandissima squadra – si schermisce Lulic – E questo fa la differenza”. (Leggi qui Il Frosinone gioca a poker con il Benevento).

Ha legato molto con Novakovich (“Parla la mia stessa lingua”, rivela il centrocampista), ma anche con gli altri compagni c’è una bell’intesa. Riconosce le difficoltà del calcio italiano rispetto al campionato croato: “Ci sono differenze”. Ma ora Lulic non vuole lasciare la scena.

Il Frosinone può diventare il suo trampolino di lancio verso il grande calcio che per adesso lo ha sedotto e abbandonato.    

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