La rotta di Trancassini: Si al ritiro della fiducia ad Ottaviani

Martedì il coordinatore regionale di FdI proporrà il ritiro dell'appoggio a Nicola Ottaviani. Da quella posizione partirà il confronto con il Gruppo consiliare di Frosinone. Sulle chat le voci di una manovra per indebolire Ruspandini. Le posizioni di Picano. E di Furtivo. Il peso dei voti.

«Ritiro dell’appoggio al sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani: la proposta che martedì verrà messa sul tavolo dal coordinatore di Fratelli d’Italia del Lazio Paolo Trancassini è questa»: la fonte romana non ha dubbi. Nel quartier generale di Giorgia Meloni hanno ben chiara la strategia costruita silenziosamente dalla Lega in questi mesi: il Carroccio vuole mantenere la sua bandiera sul municipio del capoluogo anche dopo l’uscita del sindaco in carica. E non intende concedere un solo centimetro di crescita a quello che teoricamente dovrebbe essere il suo alleato. Ma in realtà è l’avversario nella corsa per la leadership del centrodestra.

Su Frosinone il fronte è quello con il passaggio dell’assessore ai Lavori Pubblici Fabio Tagliaferri dal Polo Civico a FdI che lo indicherà come candidato sindaco al tavolo del centrodestra; la risposta del sindaco leghista Ottaviani è stata la revoca dell’assessorato: su richiesta del Polo Civico che ha rivendicato la casella.

È solo un pretesto. Come in tutte le grandi guerre. Con una differenza: il caso Tagliaferri è una spada con due tagli, uno rivolto verso l’interno ed uno verso l’esterno. Quello esterno è il conflitto tra Lega e FdI per la guida del centrodestra. Ma quello interno è una scaramuccia con la quale indebolire la posizione del presidente provinciale del Partito Massimo Ruspandini.

Obiettivo Massimo

Ruspandini con Tagliaferri e Abbate

Perché è chiaro che se martedì l’onorevole Paolo Trancassini riceverà un No dall’assessore Pasquale Cirillo ed un analogo parere contrario dai consiglieri comunali Domenico Fagiolo e Maria Rosaria Rotondi, a quel punto il senatore Ruspandini si troverà come un generale senza truppe lungo il fronte più avanzato della prossima competizione elettorale.

L’impressione è che si voglia realizzare una contrapposizione interna. Con la quale ridimensionare Ruspandini.

Tra i colonnelli di Fratelli d’Italia, il nucleo storico, già hanno iniziato ad alzare le palizzate. Il senatore non pronuncia parola, loro nella chat di WhatsApp hanno già detto che tanto Fagiolo quanto Rotondi vengono dalla Lega mentre Cirillo viene da Alternativa Popolare. (Leggi qui Il braccio di ferro rischioso dei Fratelli d’Italia).

Scorrendo le varie posizioni si scopre un non scontato appoggio di Gabriele Picano: anche il vice presidente provinciale non proviene dai quadri di An ma dall’area destra di Forza Italia che aveva come riferimento Franco Frattini; ha sempre mantenuto una posizione meno radicale e più tarata sulle grandi tematiche. Ed in questi anni si è integrato a pieno nel Partito trovando un modus vivendi con Ruspandini pur nella differenza di sfumature.

Su quelle posizioni c’è anche il consigliere provinciale uscente Stefania Furtivo che in una delle chat interne proprio in queste ore ha ribadito la stretta vicinanza all’assessore Riccardo Del Brocco di Ceccano e quindi a Massimo Ruspandini.

Trancassini ed il peso dei voti

Fabio Tagliaferri e Pasquale Cirillo

Un fattore è stato tenuto poco in considerazione nei giorni scorsi. Sono i 528 voti di preferenza personale ottenuti cinque anni fa dall’assessore Fabio Tagliaferri. Il ragionamento politico fatto da Ruspandini si basa proprio su quel consenso. Perché se è vero che al Polo Civico compete un assessorato in base ai risultati conseguiti nel 2017 è altrettanto vero che quel risultato si deve in maniera non secondaria ai 528 voti di Fabio Tagliaferri.

Pertanto – è il ragionamento condiviso dalle gerarchie di FdI – la fascia da assessore poteva tranquillamente seguire Tagliaferri nella sua migrazione al nuovo Partito. È per questo che considerano ostile la revoca decretata da Ottaviani.

Una posizione che viene riconosciuta anche da Domenico Fagiolo e Maria Rosaria Rotondi con Pasquale Cirillo. Ma la loro convinzione è che strappare adesso sarebbe un suicidio politico. Perché si indebolirebbe il centrodestra. E FdI perderebbe il diritto di rivendicare le cose fatte in questi dieci anni a Frosinone.

Ma quei 528 voti potrebbero essere la base di partenza per la prossima campagna elettorale. Che potrebbe partire proprio con il ritiro dell’appoggio ad Ottaviani. Se ci sarà.

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