La rottura è ufficiale: Agostara lascia Forza Italia

Due settimane fa lo scontro frontale con il coordinatore regionale Claudio Fazzone. Ora il suo vice Giuseppe Agostara anuncia l'addio a Forza Italia. Ma non alla politica

Lo scontro, frontale, era avvenuto sotto gli occhi di tutti due settimane fa. Il coordinatore di Forza Italia nel Lazio Claudio Fazzone aveva rotto il suo proverbiale silenzio per andare al corpo a corpo con il suo vice Giuseppe Agostara.

Tutto era nato dall’uscita di Elio Vito il ministro per i Rapporti con il Parlamento nel Berlusconi IV. Alla fine di giugno ha lasciato il Partito. E dopo poche ore Giuseppe Agostara ha espresso la sua vicinanza e la sua solidarietà. Dicendo: continua la fuga dei liberali dal Partito. Al vetriolo la risposta di Claudio Fazzone: “Abbiamo appreso grazie ad una tempestiva agenzia stampa che l’ex vice coordinatore regionale del partito nel Lazio Giuseppe Agostara è ancora vivo e vegeto. Ne avevamo perso le tracce quasi due anni fa quando, a causa di posizioni assolutamente non in linea con i valori di Forza Italia e di forti divergenze con il coordinatore provinciale di Roma, lo avevamo sospeso dal ruolo che oggi utilizza senza averne alcun titolo”.

Oggi l’uscita formale da Forza Italia: Giuseppe Agostara ha rassegnato le dimissioni dalla carica di vice coordinatore.

Posizioni non più conciliabili

Elio Vito (Foto: Stefano Carofei © Imagoeconomica)

Nel lasciare Forza Italia, Giuseppe Agostara ricorda che ricopriva quella carica dal 21 gennaio del 2018; che per il Partito di Silvio Berlusconi era stato vicecoordinatore e successivamente vicario di Forza Italia della provincia di Roma.

Va via perché ritiene che non siano più conciliabili «posizioni, strategie e idee politiche». Mette in chiaro quella che ritiene sia una sua correttezza: «nonostante le numerose sollecitazione pervenute dal Partito in senso opposto, di astenermi, insieme a tutta la squadra di amministratori a me vicini, nel turno di elezioni per il Consiglio metropolitano di Roma dello scorso 19 dicembre 2021». Non ha fatto voti per scelta politica.

Sperava che questo conducesse ad un confronto e ad un chiarimento. Almeno per via dei numeri: «su 1700 votanti censiti in quel turno elettorale, la lista unitaria del centrodestra ha portato a votare 617 amministratori, dei quali solo 18 hanno votato Forza Italia, a fronte dei 170 della tornata precedente».

Triste deriva

Antonio Tajani (Foto: Leonardo Puccini © Imagoeconomica)

Ringraziamenti per il vice presidente nazionale Antonio Tajani, nessuna critica al coordinatore regionale Claudio Fazzone. Ma «Sul piano politico resta chiara la triste deriva di Forza Italia. Ha abdicato dall’essere quella motrice moderata e liberale che voleva essere dal lontano 1994».

Niente forza motrice e nemmeno molto altro. Agostara lascia intendere che ci fosse un quadro di quasi totale abbandono. «Ci tengo a precisare – ha scritto – che le dimissioni odierne le ho presentate rispondendo all’unica comunicazione ufficiale ricevuta dal coordinamento del Lazio in questi quattro anni: ovvero quella della nomina a vicecoordinatore regionale».

Non andrà ai giardinetti a leggere il giornale, non lascerà la politica. «Continuerò a portare avanti quel percorso di ricostruzione di un panorama politico centrale, lontano da estremismi, esasperazioni e fondato sulla migliore tradizione liberale, cristianodemocratica e moderata che ha fatto le fortune del nostro Paese».

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