La rottura su Fumone che ha innescato la conta a Sora

È sempre più concreto il rischio della conta interna al Pd alle elezioni di Sora. La tregua è saltata sulle candidature a Fumone. Considerate un'operazione ostile dall'area del presidente Antonio Pompeo. Che per ora resta in silenzio e lascia fare

Il silenzio continua. Ed a questo punto è una scelta. Antonio Pompeo, presidente della Provincia ma soprattutto leader dell’area Pd Base Riformista, decide di osservare in silenzio. Dirà nulla al suo vice presidente Luigi Vacana, non lo fermerà lungo il percorso che lo sta portando ad appoggiare il candidato sindaco Eugenia Tersigni a Sora. Vacana è un civico e può organizzare le strategie che gli pare: ma una serie di indizi autorizza a ritenere che sia un’operazione quantomeno ‘benedetta‘ da Pompeo. (Leggi qui Eugenia, Luigi e la conta nel Pd).

Perché Luigi Vacana è sia vicepresidente della Provincia e sia tra i più stretti collaboratori di Antonio Pompeo. Perché Eugenia Tersigni è il dirigente del settore Ambiente alla Provincia. E perché la sua area di riferimento su Sora è da sempre vicinissima all’area Pompeo su scala provinciale. Ufficialmente il leader di Base Riformista se n’è chiamato fuori: il silenzio conferma che almeno un piede lo ha dentro all’operazione.

Il silenzio del Segretario

Luca Fantini

Si tratterebbe allora di una nuova conta interna nel Partito Democratico, che ha schierato come candidato unitario Maria Paola Gemmiti; è stata individuata con un lungo e delicato lavoro portato avanti dai due commissari, uno espressione di Base Riformista ed uno della componente maggioritaria Pensare Democratico che fa riferimento a Francesco De Angelis.

Non commenta nemmeno il Segretario provinciale Luca Fantini. Preferisce tentare di spegnere il principio d’incendio stando lontano dai riflettori e dai taccuini. Non vuole che le sue parole possano essere prese come pretesto per rompere la fragilissima tregua armata che è in atto tra le due componenti.

Il casus Fumone

In realtà dalle parti di Base Riformista la tregua viene considerata già rotta. Il casus belli sta a Fumone dove il Pd ha deciso di candidare come sindaco un suo iscritto. Ma lì c’è un sindaco uscente che è tesserato con il Pd: si chiama Maurizio Padovano ed è vicino ad Antonio Pompeo. “Una delle regole non scritte – spiegano dall’area di Pompeo – è sempre stata che dove c’è un sindaco uscente che ha operato bene viene ricandidato. Maurizio a Fumone ha una marea di voti e di consenso. Mettere in discussione quella candidatura non è una conta? Se lo fanno loro va bene e se dovessimo farlo noi è una scorrettezza?”

Antonio Pompeo

La stessa nascita dell’associazione Volume viene considerata una forma di autodifesa per l’area di Antonio Pompeo. In poche settimane ha raccolto le adesioni di amministratori comunali che non sono del Pd ma ne sono stati a ridosso, oppure che ne hanno fatto parte e se ne sono allontanati. Gente con tanti voti da riuscire a centrare l’elezione: come nel caso di Massimiliano Mignanelli a Cassino o di Antonella Di Pucchio ad Isola del Liri. Il dialogo è aperto con Germano Caperna di Veroli (consigliere provinciale uscente) e con la stessa Alessandra Sardellitti (uscita di recente ed in maniera fragorosa dal Partito) (Leggi qui Pompeo punta sui signori del voto ponderato).

E Luigi Vacana? Lui è un battitore libero. Da quando è uscito dal Pd. Per questo può portare avanti l’operazione Tersigni a Sora. Anche se determinerà una conta interna al Pd con Base Riformista inevitabilmente tentata dal sostenere l’area che le è più vicina e non il candidato ufficiale. Almeno fino a quando Antonio Pompeo non romperà il silenzio. E per ora non ha intenzione di farlo.

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