La saggezza del compromesso per la Pro Loco

Cosa c'è dietro la scelta del nuovo gruppo dirigente che guiderà la Pro Loco. La netta autonomia dall'amministrazione. Ma anche l'equilibrio. Ecco perché viene letta come scelta di compromesso

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

La nomina di Franco Stazi e Fabrizio Savone rispettivamente alla presidenza e vicepresidenza della Pro loco di Anagni non è solo, come qualcuno potrebbe pensare, il tentativo di evitare ricorsi e strascichi legali; è anche (e forse soprattutto) la mossa fatta dalla maggioranza per restare agganciata ad una struttura che è parte importante della vita politica cittadina. Un prezioso aggregatore di consensi da cui è bene non staccarsi. Non troppo, almeno.

Elezioni e veleni

Una delle iniziative della Pro Loco

Per chi se lo fosse perso, proviamo a riassumere. Poco più di una decina di giorni fa si tengono in città le elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo. Elezioni che vedono l’affermazione netta, in termini di voti, di elementi che certamente non si possono definire vicini alla coalizione del sindaco Daniele Natalia. mentre gli elementi più legati a quel mondo, come l’architetto Peppino Scandorcia, riescono ad entrare, ma in una posizione defilata. Una situazione che provoca discrete polemiche, confermate dalla voce, che per qualche giorno è forte in città, di un ricorso per bloccare tutto. (Leggi qui L’alternativa a Natalia? La lezione della Pro Loco).

Passa qualche giorno, e di quel ricorso non si sa più nulla. Tutto passato in cavalleria. Mentre alla prima riunione del nuovo direttivo (nobilitata dalla presenza del sindaco Natalia, che mette la macchina in divieto di sosta dietro le absidi della cattedrale, pur di essere lì…), quella in cui si deve nominare il nuovo presidente, si arriva ad una scelta che si potrebbe definire bipartisan.

Sì perché presidente viene nominato Franco Stazi (scelta legittimata dal fatto che Stazi è risultato terzo miglior eletto con 38 voti); mentre vicepresidente diventa Fabrizio Savone, classificatosi al settimo posto (su nove complessivi) con 26 voti.

La scelta di compromesso

Daniele Natalia (Foto: Massimo Iachetta)

Due figure piuttosto lontane per riferimenti politici, diciamo così. Difficile non pensare, con la loro nomina, ad un compromesso, alla volontà di tacitare le critiche che avevano fatto paventare un ricorso; e, paradossalmente, la stessa dichiarazione del sindaco Natalia che, un minuto dopo l’elezione, critica quelli che «hanno cercato di strumentalizzare le elezioni della Pro Loco dandogli una valenza politico-elettorale, dividendo i candidati in “schieramenti” »,  fa pensare che l’idea sia nata nella testa di molti.

La realtà, come spesso accade, può essere più semplice. Il desiderio di non lasciare uno strumento come la Pro loco tutto nelle mani dell’opposizione. Basta fare due conti, del resto. Sta per cominciare la stagione estiva. Che per Anagni potrebbe significare parecchio se, come pare, la vita dovesse riprender in modo quasi normale. Una stagione estiva positiva in termini di numeri, eventi, presenze, sarebbe importante per il sindaco. Che potrebbe intestarsi il merito della ripartenza dopo essere stato quello della gestione dell’emergenza.

Per farlo però bisogna restare nelle stanze che contano. Anche quelle della pro loco. Ed ecco che la volontà di dare battaglia con un ricorso si trasforma in una pacifica coabitazione. Salomonicamente sancita dall’abbraccio del sindaco ai due neo eletti.

Una coabitazione che servirà a cogestire uno strumento, la Pro loco appunto, importante.

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