La sana politica è il vero antidoto al Movimento 5 Stelle

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Giuseppe Patrizi

 

di GIUSEPPE PATRIZI
Presidente Emerito della Provincia di Frosinone

 

Egregio Direttore,

prendo spunto dalla sua analisi, relativa all’indifferenza dei politici della nostra provincia di fronte ai dati dei recenti sondaggi, per fare una personale riflessione.

È chiaro ormai che il Movimento 5 Stelle, soprattutto dopo i positivi esiti delle ultime amministrative (vedi le città di Roma e Torino), rappresenti una formazione politica a tutti gli effetti e che l’attuale legge elettorale, così com’è, finirà per favorirla alle prossime elezioni politiche se la nostra classe dirigente continuerà a chiudere gli occhi e ad essere superficiale. Perché sono proprio la superficialità, l’individualismo e l’arroganza di molti ad allontanare gli elettori dai tradizionali partiti e cercare un’alternativa.

Dove è finita la capacità dei Partiti di interpretare le esigenze ed i bisogni della collettività? Dov’è stata messa la capacità di ascolto che avevano un tempo i politici? Cosa ne è stato delle Sezioni nelle quali si sviluppava il dibattito e si raggiungeva una sintesi, attraverso una non facile mediazione?

Non dimentichiamoci che una delle ragioni di successo dei pentastellati, a livello nazionale, è stata la loro capacità di raccogliere e gestire la protesta contro i partiti politici e il governo. E alla base di quella protesta c’è l’incapacità di interpretare, analizzare, risolvere.

Il Movimento 5 Stelle non si è inventato nulla. Ha semplicemente adattato ai tempi quella che era la politica di un tempo: ha trasferito le sezioni da piccole stanze pagate facendo la colletta a virtuali meet-up che però funzionano benissimo, sono efficaci; perché riuniscono gente, raccolgono idee, sfoghi, esigenze, indicano direzioni nelle quali l’elettorato vuole che si vada.

Nulla di ciò che è virtuale potrà mai essere superiore a quello che è reale. Per questo, dico che una sezione vera di Partito, in una stanza con quattro mura, dove si sviluppa una discussione vera, non sarà mai inferiore ad un meet-up.

Ma se non ci si riunisce, se non si fa dibattito vero, se non  si accetta l’idea di poter essere minoranza all’interno di un discorso politico, allora il movimento grillino continuerà a crescere. Perché colma un vuoto che abbiamo scavato e non siamo stati capaci di colmare.

Va riempito: con la buona politica, di centrodestra e di centrosinistra. Ma politica reale. Non virtuale.

Bisogna lavorare concretamente per dare risposte al territorio, mettere da parte l’egoismo e le poltrone, evitare di “beccarsi come capponi” offrendo ridicoli teatrini alla cittadinanza, tornare a fare politica tra la gente, per riconquistare credibilità e consensi. È ora di cambiare rotta se veramente i partiti, sia di centrodestra che di centrosinistra, vogliono riprendere in mano la situazione e frenare la crescita del M5S.

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