La scelta di Caringi: sarà lui a sfidare i suoi ex Fratelli d’Italia

Due profonde lacerazioni segnano le prossime elezioni comunali di Terracina. L'assessore Luca Caringi si schiera contro il gruppo del quale fino ad oggi ha fatto parte. L'amarezza di Procaccini. Berti lascia il Pd ed appoggia la candidata sindaci di FdI. "Nella differenza di idee, ma con il dialogo, si raggiungono grandi risultati"

Si sono mobilitanti in tanti, tutti animati dello stesso proposito: pronti ad uccidere il vitello grasso e far festa. Ma l’interessato ha puntato i piedi a terra: Fratelli d’Italia è l’imperfetto della mia vita politica.

Sta facendo discutere a Terracina il gesto di Luca Caringi, l’assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Tintari. A sorpresa (ma non più di tanto), si è dimesso da coordinatore comunale del Partito di Giorgia Meloni, la forza politica considerata il ‘main sponsor‘ dell’amministrazione comunale che il 20 e 21 settembre cercherà di succedere a stessa per decretare il successore del sindaco Nicola Procaccini uscito di scena per diventare Deputato Europeo. A stretto giro ha rinunciato anche alle deleghe in Giunta.

LUCA CARINGI

Caringi in questi giorni è stato, forse, l’uomo più ricercato ed inseguito in provincia di Latina. Si sono messi sulle sue tracce il coordinatore provinciale di Fdi, il senatore Nicola Calandrini, il sindaco facente funzioni di Terracina (e già investita della candidatura a sindaco per conto di Fdi e di alcune liste civiche) Roberta Tintari. Poi il coordinatore della campagna elettorale di Fdi Fabio Minutillo. E – esagera qualcuno – avrebbe dato la sua disponibilità ad alzare il telefono pure la stessa presidente nazionale Giorgia Meloni

Il realismo di Procaccini

Sarebbe stato lo stesso Nicola Procaccini a dire a tutti di desistere: “Ho provato a rintracciare Luca in tutti i modi ma non mi risponde. Gli ho mandato diversi messaggi su WhatsApp, li leggi ma neanche uno straccio di risposta. Mi farebbe piacere sapere se dietro questa scelta ci fossero motivazioni politiche. Poi siamo tutti adulti e vaccinati“.                                                                                           

Procaccini ha capito da giorni che le dimissioni di Caringi sono un atto di sabotaggio provocato all’interno dell’amministrazione comunale prossima al voto. Un sabotaggio politico concepito dal suo avversario numero uno, il deputato terracinese e coordinatore della Lega nel lazio Francesco Zicchieri.

Avances

Francesco Zicchieri e Nicola Procaccini

Le ‘avances’ per ottenere una candidatura a sindaco per conto della Lega e di Forza Italia erano arrivare prima ad Emanuela Zappone e a Pierpaolo Marcuzzi, assessori all’Ambiente e all’Urbanistica della Giunta in carica. Ma le risposte erano state ferme e nette: “Non ci interessa, grazie“. 

Il delegato ai Lavori Pubblici Luca Caringi invece ha apprezzato il canto delle sirene intonato da Zicchieri e, pare, dal senatore e coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone.

Che avesse (politicamente) la valigia in mano lo ha confermato anche il vice sindaco facente funzioni al comune di Terracina Roberta Tintari: “È un mese che Caringi non si vede in Comune lasciando un settore senza guida nella fase in cui avevamo moltiplicato i nostri sforzi per dare le dovute risposte alla città“.

La lettera aperta

Nicola Procaccini

Appena arrivato da Strasburgo, Nicola Procaccini ha preso in mano la situazione in una fase delicatissima – e forse decisiva- di una campagna elettorale caratterizzata dall’incapacità (sinora) della Lega e di Forza Italia di trovare un candidato a sindaco da contrapporre alla Tintari dopo il rifiuto, prima dell’emergenza Covid, del commercialista Luigi Torre.

Il parlamentare europeo di Fdi ha attaccato frontalmente l’assessore in carica ma dimissionario coordinatore del suo Partito: La tua decisione – ha scritto in una severa lettera aperta – mi ha rivelato con brutale chiarezza il percorso politico su cui ti stai dirigendo. Naturalmente questa scelta mi amareggia, ma non mi scandalizza. Conosco un po’ il mondo e la politica per sapere che queste cose capitano. Non sei né il primo né l’ultimo a tradire un progetto collettivo per un obiettivo personale. Piuttosto mi dispiace per gli amici che dovranno seguirti in questo viaggio lontano da casa, ma ognuno è libero di fare le proprie scelte“.

Procaccini teme che la scelta di Caringi possa incrinare qualche equilibrio all’interno di Fratelli d’Italia all’ombra di Monte Giove: “Ciò che non ti è consentito fare è “avvelenare i pozzi” del Partito in cui militi e dell’amministrazione comunale di cui fai parte, prima di andare dove vuoi. Questo sì, mi scandalizza e no, non lo accetto. Perché in Fratelli d’Italia credono e si battono uomini e donne che non meritano la storiella per cui le tue scelte sarebbero motivate da un consigliere del Pd che lascia il proprio partito per candidarsi con una lista civica. Che c’entra questo con Fratelli d’Italia? Ovviamente nulla“.

Candidati pure

LA RIUNIONE DI LEGA E FORZA ITALIA

Che Caringi sia pronto a sfidare Roberta Tintari per conto della Lega e di Forza Italia lo conferma lo stesso Procaccini: “Luca, puoi candidarti a sindaco oppure no, sostenere qualunque partito o nessuno. Ma abbi rispetto delle persone con cui hai fatto politica fino ad oggi, oltre che di quelle con cui, forse, farai politica da domani, le quali dopo aver fatto opposizione alla mia e tua amministrazione comunale in questi anni, non meritano di essere presi in giro dal tuo comportamento. Ma soprattutto, abbi rispetto per i cittadini terracinesi a cui interessa ben poco delle beghe politiche, mentre hanno bisogno di scuole, strade, marciapiedi, opere pubbliche efficienti e sicure. Oggi come non mai“.

Ufficialmente Caringi ha dovuto gestire alcuni mal di pancia interni quando nei giorni scorsi, nel cartello elettorale della Tintari, erano entrati a far parte alcuni dirigenti di primissimo piano del Partito Democratico: l’ex candidato a sindaco Alessandro Di Tommaso (alle ultime amministrative prese più voti rispetto alle liste che lo candidavano, molti di più dello stesso Nicola Procaccini). Ed anche Pino D’Andrea  e finanche il capogruppo Dem Valentina Berti.

Lo schieramento pro Tintari ora risulta composto da Fratelli d’Italia e Cambiano con Toti ma anche le civiche SìAmo Terracina, Uniti e Liberi e Terracina con Roberta Tintari.

La lacerazione Dem

APERTURA URNE ELETTORALI SPOGLIO Foto: © Imagoeconomica, Valerio Portelli

Il Pd non entra con il simbolo di Partito. E per essere chiari: non entra in coalizione nemmeno il Pd. Ma entrano i suoi esponenti di primissimo piano. Che nei giorni scorsi avevano proposto un dibattito interno. Orientato al civismo, all’apertura verso un’amministrazione che ha prodotto risultati. Alla necessità di non essere confinati ad una battaglia di retrovia.

Dopo il rifiuto a candidarsi a sindaco per il Pd Fabrizia Abate e l’ex assessore regionale alle Politiche sociali Rita Visini, la capogruppo Dem Valentina Berti. era andata oltre. Proponendo: “Facciamo le primarie per una maggiore democrazia cittadina. Le soluzioni dentro il partito e nel rapporto con la città potevano e dovevano essere diverse – ha detto l’ex capogruppo Dem – I dirigenti locali hanno scelto di seguire la loro strada senza ascoltare minimamente le istanze che provenivano dal territorio. Ho provato con senso di responsabilità a non lasciare nulla di intentato”.

La forza del dialogo

Valentina Berti alla fine evidenzia che “qualcosa si è rotto tra me e il Pd, un Partito che non riconosco più e dal quale non sono riuscita a farmi ascoltare. Il mio impegno per la città prosegue in una lista civica che mi consentirà di contribuire con le mie idee al bene comune. Quello che stiamo vivendo è un momento storico in cui bisogna metterci in discussione per il bene della città”.

Alla Berti interessa davvero poco che la coalizione elettorale in cui è entrata a far parte possa ispirarsi ad un deputato europeo che arriva da una direzione, politica e culturale, diversa, dalla destra sociale: “Ho preso coscienza che i risultati, sebbene tra persone di orientamenti diversi, si possono raggiungere con il dialogo e la condivisione. Con Roberta Tintari c’è sempre stato un confronto schietto, orientato esclusivamente al bene della città”.

Ma Luca Caringi, assessore in carica ma dimissionario coordinatore di Fdi, la pensa diversamente

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