La scelta politica dietro la nomina del tecnico

Come va letta la recente nomina del nuovo responsabile dell'Ufficio Tecnico. Cosa bisogna attendersi per i prossimi due anni di mandato.

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

A pochi giorni di distanza dalla decisione di riprendere come responsabile dei settori Urbanistica e Lavori Pubblici dell’ufficio tecnico di Anagni l’ingegner Antonio Salvatori, è lecito cercare di riflettere sui significati e sulle prospettive di questa decisione. Anticipazioni della quale, del resto, erano state già diffuse in città qualche settimana fa, quando lo stesso Salvatori ed il sindaco Daniele Natalia era stati visti chiacchierare amabilmente sul muretto del viale Regina Margherita. Non esattamente solo per prendere un gelato, è lecito supporre.

Ma al di là di questo particolare, le riflessioni sono sostanzialmente due; una di natura tecnica, l’altra di tipo politico.

La riflessione tecnica

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico: l’arrivo in comune di Salvatori è un salto all’indietro nel tempo. Non è un mistero, e nemmeno una critica. È un semplice dato di fatto. Salvatori è stato il responsabile dei settori in questione agli albori dell’epoca del sindaco Fiorito. Quando l’attuale sindaco Daniele Natalia era assessore ai Lavori Pubblici.

In pochi anni tanti avvicendiamenti nell’Ufficio Tecnico

Ci fu, in effetti, una stagione di Salvatori anche con il centrosinistra di Fausto Bassetta. Ma non finì bene; il rapporto si interruppe in fretta, con toni piuttosto polemici. Ed iniziò (all’Ufficio Tecnico) una stagione (durata praticamente fino ad oggi) caratterizzata da diversi cambi di direzione. Cosa che non ha permesso uno sviluppo molto lineare del settore e dei lavori connessi.

Sarà una scelta efficace? L’altra mattina, al primo giorno del nuovo corso, l’atmosfera nell’ufficio tecnico era, come dire, sospesa. C’è chi ha notato il ritorno negli uffici di figure politiche che erano assenti da parecchio tempo. E c’è chi teme un ritorno di una politica “a gamba tesa sulle questioni tecniche”, per usare l’espressione del grande ex, l’ingegner Alessandrello. Per sapere come andrà a finire, bisognerà aspettare. (Leggi qui Ufficio tecnico: “Ne resterà solo uno”).

Un aspetto deve essere chiaro. La politica traccia la rotta, effettua le scelte: è questo il suo compito, non è disdicevole il suo intervento. I tecnici realizzano quella rotta, all’interno delle norme. L’abilità di un buon dirigente dell’Ufficio Tecnico sta nel posizionarsi sulla linea del confine: ascoltare ed interpretare le esigenze, attuarle nel rigoroso rispetto delle norme, saper dire no e consigliare per il meglio se le richieste non sono tecnicamente o giuridicamente attuabili.

L’aspetto politico

Daniele Natalia

L’altro aspetto è quello politico. E qui la lettura è più chiara. Il sindaco Daniele Natalia ha deciso di caratterizzare in modo più forte gli ultimi due anni della sua amministrazione. Non che prima non lo avesse fatto. Ma aveva comunque stabilito, in diverse circostanze ed in determinati settori, di lasciare mano libera ai suoi uomini. Con risultati alterni.

Ha quindi deciso di stringere la corda. Di lasciare meno iniziativa. Per lasciare un’impornta. Va letta così la nomina di Salvatori. Significa, sostanzialmente; voglio affidarmi a persone che conosco e di cui mi fido. Persone con cui ho già lavorato.

Un modo per dire, caso mai non fosse chiaro: voglio esercitare il mio ruolo fino in fondo.

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