La sciocca gara di chi non sa cosa ha fatto il covid a Shervin

Gli interventi chirurgici rinviati di 48 ore nell'ospedale di Cassino sono nulla in confronto a quello che sta determinando il Covid. Non solo in Italia. Il mondo si sta preparando a chiudere di nuovo. La doppia partita dell'assessore regionale Alessio D'Amato

Sherwin Hall è un signore di Leeds, nel Regno Unito di Sua Maestà britannica. 27 anni, padre di due figli: la moglie da oggi è vedova ed i due bambini sono orfani. Perché a causa della pandemia di Covid gli ospedali sono in ritardo: con gli screening e con le cure.

Londra si prepara a tornare zona rossa da mercoledì. La stessa cosa anche New York. E pure Berlino. Anche in Olanda stanno pensando di di fare la stessa cosa. In Italia oggi siamo a quasi 500 morti. In un giorno solo. Ma noi ci affolliamo in via del Corso perché dobbiamo comprare la borsa e le scarpe: non si capisce bene per andare a quale veglione. E se non fossero arrivati i vigili ci saremmo assembrati di più..

I tempi li detta il virus

Lo shopping per cosa? Foto © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

È il virus a dettare i tempi: troppi attaccati ad un respiratore in Terapia Intensiva significa meno possibilità per i medici di fare screening e curare. Meno possibilità per i chirurghi di operare. Perché i rianimatori sono lì, nella stanza accanto, a tenere la gente aggrappata alla vita.

È per questo che a Cassino sono stati rinviati a mercoledì gli interventi: c’è stato un picco di Covid gravi. E non perché manchino gli anestesisti. Il numero è lo stesso, si opera meno, perché gli anestesisti sono a governare, nella stanza affianco, un’altra scialuppa di disperati alla deriva.

Nel Lazio è in atto una doppia partita. Che ha come player sempre lo stesso giocatore: Alessio D’Amato, assessore alla Sanità. Su un tavolo gioca con le parole, le usa per anestetizzare la verità: «La discesa dei casi rallenta», suona meglio che dire non lo stiamo fermando. Tra Frosinone e Latina in queste ore 12 morti.

Briciole del Recovery contro il Covid

Alessio D’Amato

Sull’altro tavolo parla da politico su uno scenario nazionale: «I fondi del Recovery – dice – sono briciole». Denuncia 10 anni di tagli sulla salute. Sono loro, in Europa, a creare casi come quello di Sherwin o la necessità di spostare gli interventi a Cassino.

D’Amato lo dice: servono i fondi del Mes sanitario. Per ricostruire la nostra sanità. Il problema è che in Italia c’è chi dice no, come se fosse una sciocca partita.

E non ci fossero vite in gioco.