La scommessa sul numero di Consigli rimasto

La strategia di arroccare le decisioni in Giunta. Riducendo all'osso le sedute di Consiglio: che sono diventate un terreno minato, visti gli ultimi episodi.

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

C’è una scommessa che in questi giorni sta circolando ad Anagni. Scommessa che la dice lunga sullo stato di salute della maggioranza di centrodestra capitanata dal sindaco Daniele Natalia. La scommessa è sul numero di consigli comunali che si terranno da qui al mese di maggio; quando cioè si terranno le elezioni che porteranno al rinnovo del consiglio comunale.

Parecchi di quelli che in città ci capiscono qualcosa di politica scommettono sul fatto che da qui alla prossima primavera si terrà al massimo un Consiglio; ma non sono in pochi quelli pronti a puntare le loro fiches sulla possibilità che di Consigli veri e propri non ce ne sarà neanche uno. E che la maggior parte dell’attività amministrativa, se non tutta, sarà gestita via giunta.

Zero consigli, arrocco in giunta

La spiegazione è semplice; nessuno ha dimenticato le polemiche roventi che hanno caratterizzato la città a proposito della privazione del bilancio consolidato. Tre consigli andati a vuoto per una serie di problemi legati al numero legale e agli errori nella convocazione, tanto da dover arrivare a convocare un quarto consiglio praticamente di notte. Una commedia imbarazzante, che ha sollevato il velo su una maggioranza divisa, in cui almeno tre esponenti giocano da separati in casa; alcuni dei quali sembrano poi già sul punto di accasarsi dalla parte del campo civico in costruzione. (leggi qui: Non c’è due senza tre: ko pure il terzo Consiglio; leggi anche Le verità nascoste nel Consiglio comunale by night. Sul ricorso leggi La maledizione del Consolidato turba i sogni dell’Aula).

Di qui la decisione del sindaco di evitare, per quanto possibile, il ripetersi di figure che potrebbero, a livello di immagine, creare più danni che vantaggi. In fondo, questo il ragionamento, di fatto le scadenza da gestire a livello di Consiglio sono praticamente terminate. Molto meglio andare avanti con la sola giunta (peraltro numericamente ridotta e quindi facilmente manovrabile) per evitare altre patate bollenti.

Voci contrastanti

E, a proposito di giunta, circolano sulla composizione della squadra di governo voci contrastanti; da una parte c’è chi scommette sul fatto che il sindaco negli ultimi tempi stia freneticamente girando alla ricerca di due esponenti. Che potrebbero colmare i vuoti lasciati da Serenella Poggi e da Floriana Retarvi; e chi sostiene invece che il sindaco proverà ad andare avanti con la squadra attuale fino alla fine della consiliatura. (Leggi qui: Il sindaco Natalia ‘defioritizza’ la sua amministrazione).

Anche perché, paradossalmente, il caso dei tre Consigli comunali deserti, e soprattutto il quarto dal quale nasce un esposto al Prefetto, rischia di avere ancora delle conseguenze importanti. L’ amministrazione comunale infatti negli ultimi giorni si è più volte affannata a considerare la richiesta del prefetto, avere una copia degli atti per poterli valutare, come una richiesta di prassi che sarebbe propedeutica ad una sostanziale archiviazione del caso.

Alcuni esponenti dell’area di centro-destra di Anagni, dietro il riparo di un rigoroso anonimato, fanno però notare che si tratta della prima volta il Prefetto, su una questione del genere, decide di agire in questo modo. Segno del fatto che, evidentemente, tanto di prassi non è. “Secondo noi il modo di operare della maggioranza nell’ultimo consiglio comunale è palesemente viziato da irregolarità. Poi, il Prefetto potrebbe anche decidere di archiviare il tutto; ma secondo noi le irregolarità ci sono state”. Come dire che la questione minaccia ancora di creare tensioni.

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