La serenata di Buschini: rose rosse sulla scala

E all'improvviso, Mauro Buschini si presenta su un camion per il trasporto della legna. Con musicista al seguito. Ed esegue tre brani per la serenata nuziale. Pare che per convincerlo gli abbiano detto che non farla portava sfiga. I commenti sul Rose Rosse.

Camilla de Tourtrissac

Tagliacucitrice con gusto

Poscia, più che ‘l dolor poté ‘l digiuno“: Dante Alighieri conclude così il racconto del conte Ugolino della Gherardesca. È il verso 75 del XXXIII canto dell’Inferno. L’interpretazione più diffusa allude alla sua fine per fame, nella torre in cui venne rinchiuso con i figli; altri lo interpretano come il disperato atto di cannibalismo del prigioniero sui corpi dei figli morti. Nel linguaggio comune è diventato il modo per descrivere chi non vorrebbe mai compiere un gesto ma alla fine, spinto da qualcosa di superiore e più forte di tutte le sue riserve, si lancia nell’impresa.

Chissà quante volte ha letto l’Inferno di Dante Mauro Buschini, già capogruppo del Partito Democratico in Regione Lazio, già presidente del Consiglio Regionale del Lazio, fine diplomatico che realizzò il Patto d’Aula grazie al quale Nicola Zingaretti ebbe una maggioranza dopo avere vinto le elezioni perse dal centrosinistra.

Lui, in oltre trent’anni di carriera politica ha partecipato a feste e cerimonie di ogni genere: ma non esiste un solo video che lo abbia ripreso mentre canta. Nessun testimone disposto a deporre di averlo sentito intonare due strofe. Mai.

Il momento è arrivato. Ieri sera. Sul tardi. (Leggi qui Mauro e Francesca si sposano).

Più superstizioso che (tanto) stonato

Cerquozzi e Buscini

A pochi giorni dalle nozze con Francesca Cerquozzi, la futura sposa aveva ormai rinunciato all’idea della tradizionale serenata. Anche perché, al solo sentirne parlare, il futuro sposo assumeva uno stato quasi catatonico, con gli occhi nel vuoto, qualche secondo di silenzio, per poi riprendersi e cambiare argomento. E poi, chiunque lo conosca, sa che non canta, non sa cantare, sta al canto in maniera inversamente proporzionale alla politica. Zero.

Le donne però, ne sanno sempre una più del diavolo. Così, pare che Francesca nei giorni scorsi abbia detto che l’assenza di una serenata porti sfiga. E Mauro Buschini è tanto stonato quanto superstizioso. Ora c’è la prova che sia più superstizioso che (tanto) stonato.

La serenata di Mauro

Se deve essere sorpresa… che sorpresa sia. Ieri sera Francesca Cerquozzi era impegnata in una riunione politica a Veroli. Ad una certa ora della sera saluta i presenti e torna a casa: da giorni alcuni amici hanno dato appuntamento alla coppia per portargli i loro auguri. Ma… Mauro non risponde al telefono. Lei lascia un messaggio: “Aò, guarda che qui stanno per arrivare: dove sei?” Nessuna risposta.

Gli amici arrivano, la futura sposa li riceve, imbarazzata prova di nuovo a contattare lo sposo. Che non risponde.

All’improvviso, dall’esterno, arriva una musica: Buschini si è presentato su un camion per il trasporto della lega, con due casse acustiche sul cassone, un musicista alla pianola… e lui a cantare. Cerquozzi sbalordita inizia a squagliarsi.

Mauro Buschini consegna le rose

La seranata si compone di tre brani, seguiti da una folla d’un centinaio di persone. Tre canzoni, una più storpiata dell’altra. E mica cose semplici: si comincia con “Ti sposerò perché” di Eros Ramazzotti che richiede una certa padronanza vocale. Che il nubendo non possiede.

In ogni caso è stato un crescendo di buona volontà e stonature che culmina è culminato con un Rose rosse per te.

Sulle note rese immortali da Massimo Ranieri nel Cantagiro del 1968 appare una scala da imbianchini, addobbata con fiocchi bianchi: Buschini ha deciso di combattere fino in fondo la sua personale battaglia contro i rischi di sfiga: la serenata si fa per bene! Appoggia la scala alla finestra, imbraccia un fascio di rose e raggiunge l’amata che ormai è in brodo di giuggiole alla finestra.

Malignità tra gli applausi a scroscio, mentre il futuro sposo scavalca il davanzale: “E se gli avessero detto che sarebbe riuscito a mettere d’accordo Cinque Stelle e Pd per la candidatura di Zingaretti a Roma che avrebbe fatto ?!”.

Aè, avrebbe cantato come Mario Biondi e al posto dei fiori avrebbe portato in braccio Bettini mentre Nicola aspettava al balcone

Il paragone ci sta. Cerquozzi può ritenersi soddisfatta: Dante può aggiornare “Poscia, più che la riservatezza poté ‘l amore“.

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