La sfida a distanza tra Riccardo ed Emanuela

La sfida a distanza tra destra e sinistra a Ceccano. Lo show e gli effetti speciali di Del Brocco. La sobrietà tutta di sinistra di Piroli.

Romano Castellano Sindici

Conte del Sacco (ma non inquinato)

Ma quanta gente ci stà dall’altra parte?”. Ufficialmente giocano ad ignorarsi, sotto però la domanda circolata con più insistenza venerdì è stata questa. Perché alla stessa ora scendevano in campo due dei protagonisti contrapposti nella sfida elettorale che in primavera designerà il nuovo sindaco di Ceccano. A sinistra è andata in scena la presentazione della candidata sindaco Emanuela Piroli, a destra quella di Riccardo Del Brocco.

Riccardo Del Brocco

La prima ha radunato tutto ciò che c’è a sinistra del Pd. Ma anche tutto ciò che era Piddì e ne è uscito sentendosi a disagio. Emanuela Piroli sembra quasi l’incarnazione di quel mondo che Nicola Zingaretti ha ordinato di recuperare e riportare a casa costruendo il Partito nuovo.

Il secondo è l’anima più concreta della coalizione che candida a sindaco Roberto Caligiore. È stato Riccardo Del Brocco l’enzima che ha accelerato il processo di riaggregazione di un centrodestra finito in frantumi dopo la caduta dell’amministrazione cittadina. Sta battendo Ceccano casa per casa, porta per porta: l’obiettivo è uno solo, rastrellare un numero di voti tale che il sindaco dovrà sentirsi in imbarazzo per non dargli la fascia di vice.

La Saga Del Brocco

Ore 18, castello dei Conti di Ceccano. È lì che va in scena la terza puntata della Saga Del Brocco. Perché ormai le sue iniziative sono spettacoli che nulla hanno da spartire con i comizi del passato: metà strada tra arena e talk show; ammiccando ai social per agganciare quella fascia di elettori che difficilmente si farebbe appassionare da un dibattito politico.

Gli over trenta invece Riccardo Del Brocco li vuole agganciare puntando sui contenuti, sugli slogan: sulla tradizione della Contea di Ceccano. Non a caso ha chiamato la sua lista Grande Ceccano, per sfidare in maniera frontale il candidato sindaco sostenuto da Pd e Psi Marco Corsi, che si è detto favorevole alla città intercomunale da centomila abitanti insieme a Frosinone e gli altri intorno.

Scenografia e grafica. Anche questa volta. Affidandosi ad un professionista di caratura nazionale: lo studio Lala Design. Se qualcuno ha ancora quale dubbio sulle ambizioni di Riccardo Del Brocco gli basta ascoltare le note dell’intro musicale: la colonna Sonora di The Young Pope, la discussa serie tv di Paolo Sorrentino. Modera il salotto all’interno del castello dei conti, Aurora Folcarelli.

I contenuti

Riccardo Del Brocco con Roberto Caligiore, Massimo Ruspandini ed i candidati de La Grande Ceccano

Apre Riccardo Del Brocco. Attizza il fuoco delle polemiche con l’avversario Marco Corsi. Dice che la Grande Ceccano sta contro chi vorrebbe le nuove frontiere della città; spiega che sta contro la città intercomunale da centomila abitanti ipotizzata e promossa da Unindustria perché la riforma Delrio sulle Province è fallita clamorosamente; le macro aree nella Sanità sono state una sciagura è così via. Accusarlo di essere fuori dal tempo e volersi isolare come i cinesi dietro alla Grande Muraglia è il minimo.

Riccardo Del Brocco se lo aspetta. A chi lo accusa di isolazionismo risponde “con questa sala, se non bastasse il mio passato dove ho sempre cercato di portare la nostra esperienza politica fuori i confini cittadini, sin da ragazzino. E oggi eccoci qui, tutti relatori che sono referenti provinciali nei loro settori, incluso qualcuno da fuori regione.. E decine di consiglieri comunali di altri comuni, Amaseno, Castro, Arnara, Ferentino, Sora e così via…

Seguono gli interventi tecnici: tra slide e musiche, video ed applausi.

Ruspandini e Caligiore

Arriva il momento politico. Al centro della scena si siedono il senatore Massimo Ruspandini (FdI) ed il candidato sindaco Roberto Caligiore.

Massimo Ruspandini con Roberto Caligiore

Caligiore recita il suo ruolo: la volta scorsa era lui a dover trascinare la coalizione. Stavolta è il contrario. Vanta la rigenerazione urbana, avviata dai tecnici comunali e da questa amministrazione, parla di risultati raggiungi, di uno scatto in avanti che comunque sia questa città ha fatto negli ultimi anni.

Ruspandini si gode il Del Brocco rientrato nel suo schieramento (cinque anni fa si erano divisi dopo una vita politica insieme). Non si sovrappone ai suoi temi. Ma ci mette il carico. Evidenzia che la battaglia della grande Ceccano “è la battaglia delle identità, dei campanili, delle tradizioni, del patrimonio culturale dei nostri splendidi comuni. Nessuno nega il ruolo di capoluogo a Frosinone, cosa diversa è snaturare il disegno della nostra provincia con fusioni contro natura”.

Ceccano Smart

Le conclusioni sono affidate a Rino Liburdi. Parla lui dei temi e dei programmi. Smart city, digitalizzazione… Attacca frontalmente il grande Frusinate “un’idea suggestiva ma ad oggi una scatola vuota. Senza idee, senza una vera progettualità, stare insieme per fare cosa?

Rino Liburdi

Preferisce parlare di “programmi su area vasta senza creare inutili carrozzoni. Non rimpiangeremo la Delrio e la legge Madia”. Cita Roberto Caligiore come esempio di efficienza amministrativa ed utilizza il caso dei lavori stoppati alla caserma cittadina: “Caligiore ha risolto oggi stesso la cosa, inseguendo la legalità, per questo si erano stoppati i lavori. Perché l’antimafia si era espressa due volte contro la ditta. Ecco perché. Bravo Roberto!”.

Emanuela la rossa

E dall’altra parte? A destra c’è più preoccupazione per quello che succede nel suo campo di quanta ce ne sia per Marco Corsi. Perché Ceccano è terra rossa di tradizione: comunisti al punto che si divisero in due sezioni perché discutevano sui chi lo fosse più dell’altro; gente che guardava con diffidenza i socialisti, considerandoli dei quasi borghesi, accersari dei lavoratori che lì si presero le fucilate della Celere durante gli scioperi in difesa del saponificio e ci furono anche i morti.

Emanuela Piroli è candidata sindaco nel nome di quella tradizione.  

Niente effetti speciali per la sua iniziativa in contemporanea con lo show della destra. Ma tanto ordine e organizzazione: roba di sinistra. E la determinazione di portare un cambiamento a Ceccano.

Il tutto riassunto in sette interventi. Non quelli interminabili alla Fidel bensì con tempi snelli e concetti chiari. Soprattutto: nessuna sovrapposizione, nessuna rindondanza. Ad esporre i temi chiave con cui dare una prospettiva nuova a Ceccano sono stati Colombo Massa (Verdi), Antonella Spagnoli (Rifondazione Comunista), Andrea Querqui e Nicola Rondino (Cives), Tiziano Ziroli (Comunisti), Gianmarco Capogna (Possibile) e Francesco Ruggiero (Lega degli studenti).

Ad ascoltare c’è una delegazione di Articolo 1. È lì per ascoltare, pesare e decidere se appoggiare la candidatura schierando una propria lista.

Nel solco di Bonaccini

Emanuela Piroli ed i candidati

Nessun volo pindarico. Ma problemi concreti: i cattivi odori che hanno ammorbato per mesi e mesi l’aria di Ceccano, la lotta all’inquinamento, la necessità di modernizzare i servizi e rendere la città il più smart possibile. E poi, in prospettiva: i recuperi del Palasport danneggiato ed il riuso dell’ex saponificio Annunziata.

La campagna elettorale è il momento delle promesse facili. Qui no. Perché la candidata sindaco parla di macerie e di ricostruzione, di disastri lasicati dall’amministrazione uscente.

C’è un clima che ricorda la linea di Zingaretti: nelle parole e nei toni di Emanuela Piroli non c’è violenza verbale, non ci sono attacchi frontali all’avversario, men che meno attacchi personali. Se in politica si potesse usare l’espressione fair play sarebbe il caso. C’è anche molta della concretezza del Segretario nazionale: risposte, soluzioni ai problemi, riapertura della sinistra all’ascolto della gente.

E nel solco di Loffredi

La benedizione più grande le deriva dalla presenza in sala di Angelino Loffredi, un pezzo della storia del Pci nazionale, già sindaco comunista di Ceccano: altri tempi, altri uomini. Lui è lì ad ascoltarla.

Così tronano ad avere un senso parole di sinistra come trasparenza, partecipazione, vicinanza, vincere per cambiare, cambiare per affermare una nuova classe dirigente.

Analisi, tanta lucida analisi di sinistra: “Caligiore ha ridotto Ceccano un dormitorio, privo di un tessuto economico”. E Marco Corsi, il candidato sostenuto da Pd e Socialisti? “Per cinque anni è stato l’uomo di fiducia di Caligiore, la stampella su cui il centrodestra si è appoggiato nei momenti più critici”.

Non c’è altro da dire.

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