La sfida di Ciacciarelli: senza cena vediamo chi viene

Il via alla campagna elettorale per il Consigliere regionale della Lega. Che riempie l'Edra. Ma sfidando i luoghi comuni: niente cena e niente panino. La sfilata dei testimonial. E l'invito alla lista forte: "Così ne eleggiamo due”

Senza cena, senza panini: la sfida di Pasquale Ciacciarelli è ai luoghi comuni. Quelli secondo i quali la gente va a sentire i politici solo per scroccare le pennette all’arrabbiata oppure il gadget con porchetta e birra alla spina. All’asciutto: per l’avvio della sua lunga marcia verso le elezioni in Regione Lazio il Consigliere ha voluto pesare la risposta degli elettori. Li ha invitati all’Edra palace di Cassino per andarlo ad ascoltare: un’oretta o poco più e poi tutti a casa. Senza cena e senza omaggio. Ne sono arrivati più di seicento.

I testimonial dal campo

Mario Abbruzzese

La seconda sfida è stata quella all’orologio. Niente comizi, niente deliri nei quali cantare le lodi del candidato. Ha dato un paio di minuti (ma nessuno cronometrava, tutto affidato al buon senso) ai suoi sponsor.

A sponsorizzare il Consigliere sono stati “quelli che hanno lavorato con lui e quelli che gli hanno chiesto di lavorare per loro”. Mario Abbruzzese è l’ex Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, il talent scout che ha spianato la strada per la Regione Lazio al suo successore in Aula. All’Edra vorrebbe recitare il ruolo di padre nobile e spirituale: sembra invece un padre e basta, apprensivo nel tono della voce e nei modi; il suo invito a votare “il territorio e per il territorio” viene segnato dall’increspatura nella voce. In sala pochi pensavano che Mario Abbruzzese potesse avere un cuore.

I testimonial non sono stati scelti a caso. E nemmeno il loro ordine di apparizione sulla scena. Si comincia con Laura Borraccio, consigliere comunale di opposizione a Cassino (“Pasquale dalla Regione ha lavorato molto per Cassino“) ; si prosegue con Benedetto Leone, l’ex vicesindaco quando Cassino era guidata dal centrodestra (“Via il centrosinistra dalla Regione, dalla Provincia, dal Comune di Cassino”).

La passione di Luca

La sala dell’Edra

L’unico a non stare nei tempi è Luca Zaccari. Il Presidente del Consiglio Provinciale di Frosinone però non cade nella trappola del comizio. Tiene un’arringa. Nella quale ripete una decina di volte, all’inizio delle frasi “Io so che Pasquale…” e poi, mantenendo lo stesso registro “Io sfido quelli che dicono…”.

Spiega che Pasquale Ciacciarelli ha saputo crescere la generazione successiva e lui ne è la testimonianza: preso ancora adolescente è diventato Segretario dei Giovani, poi è stato al Regionale, poi Consigliere comunale a Ferentino, infine Presidente del Consiglio Provinciale. Sfida chi dice che il centrosinistra ha agito bene, a dimostrarlo. Chiede il voto non per la vittoria del candidato per la la sua chiamata direttamente in Giunta, spinto dal consenso.

Poi è il turno dei sindaci: Alioska Baccarini di Fiuggi, Alfonso Santangeli di Torrice, Mario Ferrera di Vicalvi. Dicono in che modo i loro progetti si sono trasformati in azione amministrativa nella Regione. Si chiude con ‘la società civile‘: il racconto di Enrico Pagliari con il ruolo delle associazioni, Simona Brait e le storie del precariato affidate al Consigliere.

Il dato politico

Pasquale Ciacciarelli

Due interpreti traducono in tempo reale nel linguaggio dei segni: lo fanno in tutti i comizi di Salvini. E Ciacciarelli non ha voluto essere da meno. Poi però quelli che ci sentono bene i segni non li capiscono: così, quando vedono le traduttrici alzare le mani e rotearle, non comprendono che stanno descrivendo ai sordi gli applausi in sala; pensano che sia un gioco e alcuni alzano le mani ed iniziano a rotearle pure loro, come nei balli di gruppo.

La sfida senza pennette e panino è stata un segnale. Sala piena, parcheggi saturi, gente che non è potuta scendere. Intelligente la decisione di contenere tutto in un’ora: infatti dalle 19.30 il richiamo della pentola sul fornello di casa sarebbe stata una sfida impossibile.

Sui contenuti, lo schema è quello iniziale di ogni campagna elettorale: l’avversario non ha fatto o ha realizzato poco e pure male; le proposte arriveranno nella fase più avanzata. Con le risorse del Pnrr in cassa sarà anche lecito spingersi con le promesse.

L’unico vero rischio per Pasquale Ciacciarelli è politico. Alla Lega occorre una lista molto robusta per far scattare il quorum che dà diritto al seggio in Regione. Ci stanno lavorando il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani e si è impegnato a scegliere nomi di sostanza anche il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli. Niente portatori d’acqua: sarà sfida vera e poi vinca il migliore. Al consigliere uscente non suscita preoccupazione: “Magari. Se corriamo tutti rischiamo di far scattare anche il secondo seggio e con me entra anche qualcun altro”. Che lui sia destinato a vincere per Ciacciarelli non è in dubbio.

Dopotutto, seicento persone ed altre duecento (giurano i parcheggiatori sotto la pioggia) che sono dovute andare via perché non c’era più posto, senza pennette e senza panino, autorizzano a sperare.

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